Concerti, cinema e teatro: le nuove regole per gli spettacoli live

Paolo.Ferrara
Di Paolo.Ferrara
spettacoli coronavirus

Dopo l’appello degli artisti scesi in campo per salvaguardare il mondo della musica, dal Governo sono arrivate nuove disposizioni per l’organizzazione in sicurezza di eventi culturali e musicali. Se il Decreto Legge dello scorso 16 maggio vieta gli assembramenti di persone fino al 31 luglio 2020, il nuovo Dpcm chiarisce che dal 15 giugno cinema, teatri e spettacoli potranno ripartire.
Ma in che modo? Ecco le nuove misure per il contenimento dell’emergenza epidemiologica per gli spettacoli live.

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I maggiori esponenti del panorama musicale italiano sono ritornati per far sentire la loro voce: non solo con nuovi successi in radio ma anche con tanti appelli. Le loro ragioni? Salvaguardare il futuro della musica e dei lavoratori dell’ambito “senza colpa e oggi senza prospettive”. Dopo i numerosi appelli, il Governo ha finalmente stabilito il 15 giugno come data per la riapertura di cinema, teatri e spettacoli. Sono escluse ancora le attività delle sale da ballo e discoteche, all’aperto o al chiuso, le fiere e i congressi e sono rinviati all'anno prossimo, invece, tutti i live negli stadi e le tournée. Secondo l'accordo del Governo con le Regioni, però, in base all’andamento della situazione epidemiologica, i governatori possono posticipare o bloccare le attività degli spettacoli. Nel nuovo Dpcm, inoltre, sono state elencate tutte le misure da rispettare per evitare la diffusione del virus. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Spettacoli e distanza

Secondo il Dpcm, dal 15 giugno potranno aprire al pubblico tutti gli spettacoli in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e altri spazi anche all’aperto. I posti a sedere dovranno essere pre-assegnati la distanza sociale dovrà essere di almeno un metro non solo per spettatori, ma anche per personale e artisti. In definitiva, il numero massimo per gli spettacoli all’aperto sarà di 1000 spettatori e 200 per quelli in luoghi chiusi (singola sala). I gestori dovranno favorire la sensibilizzazione verso le misure di sicurezza e di prevenzione del rischio mediante cartelli informativi o video.


Dispositivi di protezione e pulizia

Oltre al distanziamento sociale per spettatori, personale e artisti, dovrà essere fatta la misurazione della temperatura corporea a tutti: se è al di sopra dei 37.5 °C non sarà consentito l’accesso. Lavoratori e spettatori dovranno indossare obbligatoriamente la mascherina e i gestori dovranno garantire la pulizia degli spazi, interni ed esterni, anche tra i diversi spettacoli svolti nella stessa giornata. Il documento prevede anche la regolamentazione dell’utilizzo dei servizi igienici. Infine, sarà obbligatoria l’aerazione naturale e il ricambio d’aria.

Segnaletiche e vendita al dettaglio

Tutti i sistemi con tastiere e schermi touch per prenotazioni e pagamento saranno accompagnati da dispenser per la disinfezione delle mani e i gestori dovranno garantire l’utilizzo della segnaletica per mantenere il distanziamento sociale presso biglietterie e sportelli informativi. Durante gli spettacoli sarà vietato il consumo di cibo e bevande e la relativa vendita.

Coronavirus: annullati i concerti dell'estate 2020

Sebbene il lockdown e queste disposizioni governative per eventi musicali abbiano come termine il 31 luglio, è quasi certo che si potrà assistere ad un concerto solo nel 2021. Molti artisti, infatti, hanno già posticipato intere tournée a partire dall’inizio del nuovo anno e molti sono in procinto di farlo. È il caso di Ligabue, che doveva festeggiare i suoi 60 anni con un grande concerto il 19 giugno, o l’evento di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne a Reggio Emilia. Tra la lista degli eventi da spostare - ancora incompleta - diffusa da Assomusica, associazione che riunisce i produttori italiani di concerti, troviamo 101 artisti, tra cui Anderson Paak, Zucchero, Pearl Jam, Biagio Antonacci, Andrea Bocelli, Vasco Rossi, Cesare Cremonini e Francesca Michielin. Il comunicato di Assomusica riporta: "Una decisione condivisa dalla gran parte dei produttori e organizzatori di spettacoli di musica dal vivo, che fanno sentire unita la loro voce. Un segnale necessario che non significa che la musica dal vivo si arrenderà"
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3 giugno 2020 ore 16:00

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