Anna Tantagelo: rapporto travagliato con i social

Carmine Zaccaro
Di Carmine Zaccaro

Anna Tantagelo: il mio rapporto travagliato con i social

Anna Tatangelo racconta il suo rapporto con i social network durante l’intervista rilasciata a Skuola.net, media partner dell’iniziativa Una vita da social . La cantante, concorrente all’ultima edizione del festival di Sanremo, è stata ospite del progetto realizzato dalla Polizia di Stato, in giro per l’Italia a sensibilizzare ragazzi e studenti sull’uso corretto del web. La Tatangelo ha risposto a domande sulla sicurezza dela rete ma anche svelato alcuni momenti difficili che ha attraversato proprio a causa dei social.

ANNA TATANGELO

, RAPPORTO CON I SOCIAL - «Il social da la possibilità di arrivare a te velocemente, e di offendere rimanendo nascosati». Anna Tatangelo svela che il suo primo approccio con i social è stato travagliato, infatti la cantante ha ricevuto diverse accuse e insulti proprio dai canali del web «inizialmente ci restavo male perché non capivo il motivo delle offese, dopo dieci anni di carriera sono riuscita a fortificarmi», aggiunge inoltre l’importanza di reagire: «non bisogna dare spazio a polemiche e offese inutili», meglio restare indifferenti oppure denunciare i comportamenti sui social che si ritengono scorretti.


OFFESE SUI SOCIAL: I CONSIGLI DI

ANNA TATANGELO

La cantante è d’accordo con le iniziative si sensibilizzazione dei ragazzi a scuola su argomenti che ritiene delicati: «Io credo che ci sia bisogno di fare un lavoro nelle scuole in cui si sente troppo e spesso parlare di cyberbullismo». La cantante sottolinea poi che è importante fare attenzione a questi comportamenti segnalarli, magari parlandone con qualcuno. «Bisogna parlarne, se qualcuno insiste in maniera particolare, se qualche persona persiste è necessario denunciarlo con i canali appositi, come la Polizia, e prima di tutto con i propri genitori».


IL WEB LA LA MUSICA ON LINE – Anna Tatangelo commenta anche alcuni dati della ricerca di Skuola.net sulla musica in rete , che ha rivelato quanto stia aumentando la percentuale di giovani che usufruisce della musica tramite Youtube o Spotify, «queste piattaforme non agevolano il mercato del disco, sparisce il materiale, il valore cambia quando si scarica perché si acquista con un pacchetto tutta la musica e non solo quello di un artista».

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