10 parole per capire meglio l'emergenza Coronavirus

quarantena

Una famosa enciclopedia, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, ha deciso di pubblicare in questi difficili giorni di quarantena una lista di 10 parole cruciali per comprendere meglio l'emergenza sanitaria che stiamo vivendo in queste settimane.
Scopriamo insieme quali sono le parole che ci aiuteranno a capire meglio il Coronavirus.


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1. Batterio

Il portale definisce il batterio come “Nome generico di microrganismi unicellulari di natura vegetale inclusi nella classe degli schizomiceti: possono avere forma sferica, ricurva, bastoncellare, e la loro riproduzione avviene per scissione diretta di una cellula madre”. E' importante sapere la differenza tra batterio e virus, in quanto la cura per battere un'infezione di tipo virale o batterica è molto differente. Il coronavirus, come lo definisce il nome, è un virus, su cui gli antibiotici non hanno effetto.


2. Contagio

Ma cosa si intende esattamente per “contagio”? Ecco la definizione: “La trasmissione di una malattia infettiva dalla persona malata ad una sana sia direttamente sia mediante materiali o mezzi inquinati (aria, acqua, alimenti, escrezioni, ecc.), ovvero attraverso insetti o animali trasmettitori dei microrganismi infettivi.

3. Paziente zero

Si è parlato molto di paziente zero, ma non tutti sanno di cosa si tratta. Se fino ad adesso te lo sei chiesto, eccolo spiegato: “Il primo paziente individuato, studiato e sottoposto a terapie all'interno del campione della popolazione di un'indagine epidemiologica; in senso fig., chi per primo esercita un'influenza negativa sugli altri.

4. Epidemia

Di "epidemia" si riporta la seguente definizione: “Manifestazione collettiva di una malattia (colera, tifo, vaiolo, influenza, ecc.) che rapidamente si diffonde, per contagio diretto o indiretto, fino a colpire un gran numero di persone in un territorio più o meno vasto, e si estingue dopo una durata più o meno lunga.

5. Letalità

Si è molto parlato della percentuale di letalità del coronavirus, che in Italia è intorno al 10% (più alta della media mondiale, che è intorno al 6%). Si definisce letalità come la "capacità di provocare la morte (l. di una malattia, di un’epidemia, di un veleno) o, più spesso, come numero di decessi; in statistica, quoziente di l., il rapporto tra il numero di morti per una data malattia e il numero delle persone affette dalla stessa, relativamente a una data popolazione e a un dato intervallo di tempo.

6. Pandemia

Dopo epidemia, nelle 10 parole per capire il Covid-19, troviamo anche pandemia. Ricordiamo che l'emergenza coronavirus è stata ufficialmente dichiarata pandemia dall'OMS lo scorso 11 marzo. Nello specifico, la "pandemia è un'epidemia "con tendenza a diffondersi ovunque, cioè a invadere rapidamente vastissimi territori e continenti".

7. Quarantena

Il termine quarantena ha diversi significati, ecco com’è descritta questa parola sul dizionario: “1. ant. Periodo di quaranta giorni: indulgenza di sette anni e sette q.; anche, digiuno di quaranta giorni, fatto per penitenza. 2. Periodo di segregazione e di osservazione al quale vengono sottoposti persone, animali e cose ritenuti in grado di portare con sé o trattenere i germi di malattie infettive, spec. esotiche; così detto dalla durata originaria di quaranta giorni, che in passato si applicava rigorosamente soprattutto a chi (o a ciò che) proveniva per via di mare, in tempi moderni è stato ridotto a seconda delle varie malattie, in rapporto al relativo periodo d’incubazione e alle pratiche di disinfezione (ed è diventato quindi sinon. generico di contumacia, per cui si possono sentire espressioni quali: una q. di venti, di quindici, di otto giorni, ecc.); fare la q., osservare il prescritto periodo di contumacia; mettere, tenere in q., anche con il senso estens. di segregazione, isolamento.

8. Infodemia

Questa parola non proprio di uso comune, descrive proprio ciò che sta succedendo in questo momento, quando a causa dell'emergenza coronavirus siamo bombardati di informazioni spesso non accurate o non verificate. "Infodemia" sta quindi a identificare la “Circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili.

9. Stress

Chi di noi non è stressato da questa condizione di isolamento forzato e dalla situazione di sofferenza che si sta verificando proprio nel nostro paese? Anche "stress" in queste settimane è un vocabolo associato al mood dell’emergenza sanitaria. La definizione nel dizionario ne elenca vari significati, eccoli: “In fisica e nella tecnica, sinon. di sforzo nell’interno di un punto di un corpo elastico; in partic., il tensore degli sforzi in un sistema continuo. 2. a. Nel linguaggio medico, la risposta funzionale con cui l’organismo reagisce a uno stimolo più o meno violento (stressor) di qualsiasi natura (microbica, tossica, traumatica, termica, emozionale, ecc.). Negli organismi degli animali superiori si configura in una serie di fenomeni neuro-ormonali fra i quali predomina l’intensa attività secretoria della corteccia surrenale. b. Nell’uso corrente, tensione nervosa, logorio, affaticamento psicofisico, e anche il fatto, la situazione e sim. che ne costituiscono la causa: è da tanto tempo che è sotto s.; risente ancora dello s. di quella lunga e frenetica attività; non ha ancora superato lo s. dell’intervento chirurgico; lo s. della vita moderna; guidare in città nelle ore di punta è diventato uno s. notevole.

10. Virus

Questa lista di dieci parole con le quali capire l’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Coronavirus si conclude con il vocabolo "virus", il protagonista indiscusso di questi giorni. Che cos'è di preciso un virus? Eccone la definizione esatta:
In biologia, termine con cui si designa un gruppo di organismi, di natura non cellulare e di dimensioni submicroscopiche, incapaci di un metabolismo autonomo e perciò caratterizzati dalla vita parassitaria endocellulare obbligata, costituiti da un acido nucleico (genoma) rivestito da un involucro proteico (capside). Quando un virus riesce a penetrare all’interno di una cellula con la quale è venuto in contatto, il suo genoma si integra nel materiale genetico della cellula ospite alterandone così il patrimonio genetico e obbligandola a sintetizzare acidi nucleici e proteine virali e quindi alla replicazione del virus. Il genoma virale può essere costituito da DNA o da RNA, cosicché si distinguono virus a DNA o desossivirus e virus a RNA o retrovirus. I virus sono parassiti di animali, piante, batterî, e sono gli agenti eziologici di numerose malattie: in patologia umana una particolare importanza rivestono i virus implicati nella genesi dei tumori (v. oncogeni, papovavirus), i retrovirus associati ad alcuni linfomi, il retrovirus responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS). Oltre ai virus descritti sono poi stati individuati agenti infettivi più piccoli e più semplici, responsabili di alcune malattie delle piante, come i viroidi, i virini, i virusoidi, e degli animali, come i virus lenti non convenzionali o prioni; tra questi ultimi sono compresi gli agenti eziologici dello scrapie(v.) della pecora e di alcune malattie del sistema nervoso dell’uomo, tutte caratterizzate dal lungo periodo di incubazione e dal prolungato decorso, quali il kuru (v.) e un tipo di demenza presenile, associata a varie manifestazioni neurologiche, chiamata malattia di Jakob-Creutzfeldt (dai nomi dei neuropsichiatri tedeschi A.M. Jakob e H.G. Creutzfeldt, che ne descrissero il quadro clinico). Per gli ECHO virus o virus ECHO, v. echovirus. 2. fig. a.Intensità quasi patologica di affetti, sentimenti, passioni, istinti irrefrenabili e dannosi: è entrato nel suo animo il v. della gelosia, del sospetto; lo ha rovinato il v. del gioco d’azzardo; si sta nuovamente diffondendo il v. del razzismo.
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8 giugno 2020 ore 16:30

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