5 cose che hai odiato studiando Leopardi

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto di giacomo leopardi e le cose che hai odiato studiandolo a scuola

Chi non conosce il pessimismo leopardiano? Quante ore passate a studiarlo e a deprimerci sui libri, specie sulle sue Operette morali! E forse proprio questa tristezza di sottofondo ci ha fatto odiare almeno una volta le opere di Giacomo Leopardi. Anche se - ammettiamolo - è proprio la sfiga del poeta di Recanati che ci fa anche tanta simpatia. Ecco perchè Skuola.net vi svela quali sono le 5 cose che che avete odiato studiando Leopardi, ma sempre in chiave ironica.

#5. Il pessimismo... Infinito

foto di pessimismo

Ok, Leopardi era un genio e su questo non ci piove. Un genio triste però, di quelli profondamente infelici. Insomma, la vita di Giacomo Leopardi non fu di sicuro famosa per i momenti allegri. "Mai una gioia" potrebbe essere tranquillamente il motto del poeta a cui non gliene va bene una: rapporto contrastante con il padre fin dall'infanzia, diverse fughe da casa concluse con il ritorno a Recanati e nemmeno una donna a migliorare il suo curriculum sociale. Che di sociale aveva bene poco, lasciatemelo dire. Giusto qualche amicizia, spesso anche epistolare, migliora la sua condizione di infelicità. Ricordiamo per esempio che fu grande amico di Pietro Giordani e proprio nel periodo di questa amicizia scrisse lo Zibaldone. Eppure, anzichè tentare di farsi una vita, che fa? Passa le sue giornate tra classici e poesie chiuso nella biblioteca paterna. Il che equivale più o meno a martellarsi il piede dopo aver battuto allo spigolo del comodino. Di notte. Al mignolo.

#4. La costante friendzone

foto di friendzone

"Silvia rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale, quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, e tu, lieta e pensosa, il limitare di gioventù salivi?". Ma quale gioventù e occhi ridenti, Giacomino mio!? Ti piace Silvietta? E allora valle a dire due parole, no? Alzi la mano chi non lo ha pensato studiando A Silvia. Silvia che in realtà si chiamava Teresa, ma vabbè, questa è un'altra storia. In ogni caso gli amori di Leopardi non sono mai finiti benissimo e comunque non hanno mai oltrepassato la friendzone (vedi i due anni di sentimenti provati nei confronti di Fanny Targioni Tozzetti, ispiratrice del Ciclo di Aspasia)

In realtà Leopardi era ben diverso da quello che conosciamo, guardate il video

#3. Lo studio matto e disperato senza motivo

foto di studiare

Forse molti non lo sanno, ma l'espressione "studio matto e disperatissimo" è di Giacomo Leopardi. Il padre lo costringeva a giornate sui libri che lo hanno portato a diventare la mente triste e brillante per la quale oggi i prof costringono voi a passare pomeriggi sulle sue opere. Ma evidentemente non sempre Leopardi ha amato stare chino sui libri visto che ha definito il suo studio matto e disperato. Ma allora, fatti una vita e salvaci dalla noia... infinita!

#2. L'anima burlona

foto di burlone

Attenzione: in realtà Leopardi era un simpatico burlone! Amava scrivere intere opere e farle passare per manoscritti originali di non si sa quale epoca. Poi, evidentemente per vendetta verso il padre che lo ha obbligato a passare la sua gioventù sui libri, glieli spediva per vedere se lui ci cascava. Ah, se ve lo state chiedendo la risposta è no, il padre non ci cascava. Anche stavolta mai una gioia.

#1. La non ribellione al padre

foto di monaldo leopardi

Il rapporto tra Giacomo Leopardi e suo padre, Monaldo, è tra i più complicati e difficili della letteratura. Tra loro c'è una competizione costante e in più la frustrazione di Giacomo di essere obbligato a rimanere chiuso nella biblioteca paterna quando lui in, realtà, voleva uscire, andare nel modno. Tanto che un paio di fughe da casa le ha tentate per davvero, salvo poi tornare sempre. Fughe che non influirono negativamente sulla sua produzione letteraria, basti pensare che nel perioso in cui scappò di casa per andare a Roma scrisse La sera del dì di festa. Giacomino nostro, basta con questo lamento e pessimismo costante e fatti una bella litigata con papà, no?

Serena Rosticci

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