Carlo, studente di 15 anni primo beato del Web

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

carlo acutis

Carlo Acutis, nato nel 1991, e morto nel 2006 a 15 anni per una leucemia fulminante che lo ha ucciso in soli 3 giorni. La sua vicenda ha suscitato profonda ammirazione ed è divenuta in poco tempo molto amato e popolare. E proprio grazie alla rete, la vicenda di Carlo è riuscita ad andare oltre i confini, pur molto ampi, delle amicizie e conoscenze dirette.
Adesso, come racconta il "Corriere della Sera", si sta pensando alla beatificazione del ragazzo con qualità davvero speciali. La prima tappa del processo di beatificazione si è conclusa. Nella seconda fase del processo di beatificazione, saranno esaminati anche gli episodi, per ora segreti, che si possono considerare miracoli. In realtà Internet un patrono ce l'ha già ed è San Isidoro di Siviglia, autore della prima enciclopedia, antesignana dei motori di ricerca, ma, come afferma Edoardo Vigano, prefetto della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede, l’idea è di farlo il primo beato dell'era 2.0.

Un nuovo patrono per internet?


Un libro e un documentario parlano della sua vita. Raccontano di lui come di "un adolescente del nostro tempo". ma con "qualità, energia e carisma fuori del comune", come spiega la mamma Antonia. “Era anche molto austero – prosegue la madre – ricordo che una volta si arrabbiò perché gli avevo comprato un paio di scarpe che lui riteneva superflue”.
Devoto, ma non moralista, a sette anni supera un esame tenuto da monsignor Pasquale Macchi, ex segretario di Papa Paolo VI, per ricevere la comunione in anticipo. A 8-9 anni vuole il suo primo computer e si diverte a impaginare un giornalino, a creare algoritmi per il suo pc o fare video e animazioni con cui fa divertire i suoi amichetti. Un piccolo genio informatico, insomma, ma anche un innamorato del calcio e della fede. Carlo, infatti, non perde una messa, ci va tutti i giorni e vive come prescrive il Vangelo: aiuta i senzatetto e i poveri, facendo volontariato, scambia qualche parola con chiunque, dà importanza a tutti. Due mesi prima di quel brutto giorno, aveva registrato un video, che i genitori hanno scoperto molto dopo. Sorrideva e diceva di essere pronto a morire. Chiedeva di essere sepolto ad Assisi.
"Diceva che tutti nascono originali ma molti muoiono come fotocopie — ricorda la mamma — e al suo funerale c’era una folla immensa, anche fuori dalla chiesa, gente che non avevo mai visto ma che lui aveva conosciuto durante i suoi giri nel quartiere, dove si fermava a parlare con tutti".

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