Proteste sull’alternanza scuola lavoro? Speriamo non siano l'ennesima scusa per fare autogestione

Io, liceale, sono pienamente d’accordo all’alternanza scuola/lavoro. Introdotta con la legge 107 (la famosa «Buona Scuola»), l’alternanza è un’attività molto attuale ed estremamente utile: consente, difatti, a noi giovani di confrontarci col mondo del lavoro. C’è chi, però, obietta che l’alternanza sarebbe "uno sfruttamento del lavoro minorile" e, impugnando la Convenzione dei Diritti per l’Infanzia, occupa le piazze sonoramente, con l’accompagnamento di megafoni e striscioni per esprimere, delle volte, un semplice concetto: l’alternanza dovrebbe essere retribuita.
Nonostante ai passatisti dispiaccia, per “scuola” non s’intende più un plesso nel quale si studia col fine ultimo di acculturarsi per diletto personale, con studenti ignari del mondo che cambia, ma oggi più che mai un luogo che aiuta a sviluppare un portafoglio di competenze che consentano di muoversi abilmente – e in modo critico – nell’ostico mondo lavorativo e in ogni ambito della società. Consequenzialmente, un’attività didattica utile come l’alternanza è un’occasione da cogliere appieno ed è equivalente a una lezione di una qualsiasi disciplina. Ogni scuola, liceo o istituto tecnico che sia, sceglie mansioni adeguate al corso di studi.

Per farla semplice, a una scolaresca di un liceo linguistico non si proporrà mai di fare una “stagione” in ristoranti locali in qualità di chef. In aggiunta, nessun’istituto, dati alla mano, ha assegnato ai propri alunni adolescenti un posto di amministratore delegato in una multinazionale a sei zeri, né una poltrona a Palazzo Chigi. Allora, come direbbero simpaticamente i romani, ‘ndo stà er problema? Non si sa, è un mistero, ma torniamo a bomba: l’alternanza è sfruttamento? Certo che no: quindi anche l’andare a un’interrogazione, a rigor di logica, sarebbe uno sfruttamento? Non sarebbe anch’esso, infatti, frutto di un lavoro (intellettuale) sui libri e sugli appunti? In conclusione, occorre forse che ci si interroghi sulla vera natura delle proteste (peraltro alcune giornalistiche) che stanno esponendo al pubblico ludibrio una bellissima novità, nata in Viale Trastevere. È o non è l’ennesima scusa per fare l’autogestione e prendersi un mesetto di vacanza in più?


Alessio Cozzolino

Questo articolo è stato scritto da Alessio, studente e blogger. Se ti piace scrivere e vuoi far parte anche tu del nostro team di blogger, scrivi a blogger@skuola.net

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1 dicembre 2017 ore 16:30

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