Concetti Chiave
- La Francia del Settecento era governata da Luigi XVI sotto un regime monarchico assoluto, noto come "Antico Regime", dove il re deteneva potere incontrastato.
- La società era strutturata in tre caste: nobiltà, clero e terzo stato, con le prime due classi che vivevano nel lusso a spese del popolo comune.
- L'Illuminismo emerse come movimento che chiedeva maggiore equità dei diritti e riforme, ma portò anche alla formazione di rivoluzionari in cerca di cambiamento radicale.
- La convocazione degli Stati Generali da parte del re non risolse le tensioni, portando il Terzo Stato a proclamare un giuramento e a formare l'Assemblea Costituente.
- La Rivoluzione Francese culminò con l'invasione della Bastiglia il 14 luglio 1789, segnando l'inizio di un periodo di violenza e cambiamento radicale nella società francese.
Indice
Il potere assoluto del re
Nel Settecento, la Francia era ancora sotto un governo monarchico assoluto, presidiato dunque dal Re Luigi XVI ; tale governo era noto come "Antico Regime".
Nell' Antico Regime il Re aveva potere assoluto e indiscusso: non era vincolato da alcuna legge, burocrazia e tanto meno alcun tipo di etica, perché il Re aveva sempre ragione.
La società divisa in caste
La società era dunque divisa in tre caste: la nobiltà (gli aristocratici e tutta la corte del Re, vivente a Versailles), il clero (uomini religiosi importanti, come i vescovi) e il terzo stato (persone semplici e povere). Ovviamente le prime due caste erano molto ricche e benestanti, oltre che molto meno numerose in termini di membri, e traeva tutta la sua ricchezza a scapito del terzo stato, unico "braccio in moto" dell'economia francese.
Tutto lo sfarzo desiderato dai reali aveva un costo: così, si imposero sempre più tasse, rendendo invivibile la situazione in cui si trovava la maggior parte della gente.
L'ascesa dell'Illuminismo
Nel frattempo però, cominciò a svilupparsi il movimento noto come Illuminismo, che proponeva delle idee moderne secondo le quali era necessaria una maggiore equità dei diritti, raggiungibile attraverso una nuova forma di governo, o perlomeno con un "dispotismo illuminato" (governo assoluto ma portatore di ideali illuministi).
Gli illuministi furono messi a tacere, così, oltre ai "riformisti" (gli illuministi che desideravano riforme pacifiche per migliorare la situazione del popolo) si formarono i rivoluzionari, che desideravano un' insurrezione.
La convocazione degli Stati Generali
Sotto pressione dai primi tumulti popolari, il Re fece convocare gli Stati Generali, una riunione (apparentemente di scarso potere pratico) in cui i diversi "ordini" si riunivano per suggerire decisioni al Re tramite votazioni, per ottenere una rappresentazione al governo anche per il Terzo Stato.
Tuttavia, il voto era unico per ogni ordine: condividendo interessi comuni ed essendo in maggioranza tra gli ordini, clero e nobiltà si coalizzarono contro il Terzo Stato: i membri di quest'ultimo però fecero pressione per ottenere voti "per testa" (ogni persona conta come un voto), in modo da vincere in maniera schiacciante, vista l'enorme differenza di membri.
Non si riuscì ad arrivare ad una soluzione, visto che il Re, nonostante il suo "potere assoluto" non voleva ne mettersi contro i nobili, ne tantomeno scatenare una rivolta del Terzo Stato.
I membri del Terzo Stato dunque si riunirono senza alcun consenso nella Sala della Pallacorda, proclamando il giuramento omonimo, formando l'Assemblea Costituente, un' ente che si occupava di stilare una costituzione per il paese.
La rivoluzione e la caduta della Bastiglia
Scoppia la rivoluzione
Il Re cercò di fermare i costituenti, ma i cittadini di Parigi nel frattempo cominciarono le ostilità verso la polizia e l'esercito, e riuscirono a invadere la Bastiglia, una prigione di oppositori politici, nel giorno del 14 Luglio 1789.
La situazione era fuori controllo, e perciò i nobili videro persi i propri privilegi e furono catturati e uccisi a vista, con il nuovo metodo della ghigliottina. A Luigi XVI e sua moglie Maria Antonietta fu riserbata la stessa fine.
Il terrore e il Direttorio
Il governo fu capeggiato inizialmente da Maximilien de Robespierre, che instaurò un periodo di dittatura noto come "Il terrore": in questo arco di tempo furono estremizzati gli ideali rivoluzionari e furono uccise molte persone.
In seguito il potere venne affidato al Direttorio, un organo oligarchico che, in una maniera primordiale rispetto ad ora, cercava di rappresentare i cittadini.
L'eredità della Rivoluzione Francese
Ma, al di la di ogni forma di governo, la Rivoluzione Francese è stata la miccia di un cannone pronto a sparare il mondo verso il progresso: un progresso che si esprimeva in tre semplici parole francesi.
Liberté, Égalité, Fraternité !
Domande da interrogazione
- Qual era la struttura della società durante l'Antico Regime in Francia?
- Quali erano le conseguenze del potere assoluto del re Luigi XVI?
- Come si sviluppò il movimento dell'Illuminismo in Francia?
- Cosa accadde durante la convocazione degli Stati Generali?
- Qual è stata l'eredità della Rivoluzione Francese?
La società era divisa in tre caste: nobiltà, clero e terzo stato, con le prime due caste ricche e benestanti, mentre il terzo stato era composto da persone semplici e povere, che sostenevano l'economia del paese.
Il potere assoluto del re portò a un aumento delle tasse, rendendo la vita insostenibile per la maggior parte della popolazione, che si trovava in una situazione di crescente malcontento.
L'Illuminismo propose idee moderne per una maggiore equità dei diritti e una nuova forma di governo, ma gli illuministi furono messi a tacere, portando alla formazione di rivoluzionari desiderosi di insurrezione.
Gli Stati Generali furono convocati dal re per affrontare i tumulti popolari, ma il Terzo Stato si trovò in svantaggio a causa del voto per ordine, portando i suoi membri a proclamare il giuramento nella Sala della Pallacorda.
La Rivoluzione Francese ha rappresentato un punto di svolta verso il progresso, esprimendosi attraverso i principi di Liberté, Égalité, Fraternité, che hanno influenzato il mondo intero.