Concetti Chiave
- Gli antichi Egiziani credevano nella vita dopo la morte, ritenendo necessaria l'assistenza per il viaggio verso Osiride, il giudice dei morti.
- Le tombe venivano costruite con grande cura e riempite di oggetti utili per il defunto, come cibi, armi e beni quotidiani.
- Per preservare il corpo e garantirne l'identificazione, veniva mummificato avvolgendolo in bende strette.
- Il defunto veniva giudicato da Osiride, con il cuore pesato per determinare se avesse vissuto con lealtà e generosità.
- Se il giudizio era positivo, l'anima accedeva a un paradiso sereno; altrimenti, vagava sola nella notte senza conforto.
Qual è la vita dopo la morte?
Per gli antichi Egiziani l’uomo continuava a vivere anche dopo morto, nell'aldilà, ma bisognava aiutarlo a percorrere la difficilissima via che lo portava sino ad Osiride, il giudice dei morti. Per questo motivo venivano costruite tombe assai vaste e nelle quali si ponevano oggetti, mobili, armi, cose della vita quotidiana, cibi, e tutto ciò che potesse occorrere al defunto con l’intenzione di aiutarlo nel suo arduo viaggio. Per evitare poi che il corpo del morto si dissolvesse, perdendo quindi ogni possibilità di essere identificato da Osiride, si cercava di conservarne l’aspetto, avvolgendolo in strettissime bende, e imbalsamandolo.
Il giudizio di Osiride
Se il defunto riusciva ad arrivare alla presenza di Osiride veniva giudicato ed il suo cuore veniva pesato.
Se risultava che l’uomo in vita era stato leale, generoso, religioso e si era fatto amare dagli altri (gli oggetti posti nelle tombe servivano anche a testimoniare, con la loro abbondanza, che il defunto era stimato e ben voluto; perciò nelle tombe dei Faraoni erano seppelliti veri e propri tesori, che poi i ladri egiziani, antichi e moderni, hanno sistematicamente fatto sparire) Osiride lo inviava in una specie di paradiso limpido e sereno. Altrimenti l’anima vagava nella notte, per sempre, sola e senza il conforto di niente e di nessuno.
Domande da interrogazione
- Qual è la concezione egiziana della vita dopo la morte?
- Come veniva preparato il corpo per il viaggio nell'aldilà?
- Quali criteri utilizzava Osiride per giudicare le anime?
Gli antichi Egiziani credevano che l'uomo continuasse a vivere nell'aldilà, ma per raggiungere Osiride, il giudice dei morti, era necessario aiutarlo con oggetti e beni utili, come cibi e armi, posti nelle tombe (testo).
Per preservare il corpo e garantirne l'identificazione da parte di Osiride, il defunto veniva avvolto in bende strette e imbalsamato, evitando così la sua dissoluzione (testo).
Osiride pesava il cuore del defunto; se l'individuo era stato leale, generoso e amato, veniva inviato in un paradiso sereno, altrimenti l'anima vagava sola nella notte (testo).