Concetti Chiave
- Durante il fascismo, il jazz non fu mai vietato, ma con alcune restrizioni, come la traduzione dei testi, si sviluppò la canzone jazzata in italiano.
- Romano Mussolini, pianista jazz, fu un sostenitore della musica jazz, mentre Vittorio Mussolini si distinse come critico e avvisò un musicista ebreo di fuggire dall'Italia.
- Negli anni '30, la canzone jazzata e gruppi vocali come il Trio Lescano reinterpretarono brani melodici italiani con ritmi swing, segnando un'innovazione musicale significativa.
- Gorni Kramer, riconosciuto come il miglior fisarmonicista del mondo negli anni '30, influenzò fortemente la musica italiana con il suo stile innovativo e le sue composizioni.
- Il jazz ricevette sia critiche che apprezzamenti, come dimostrato dal saggio di Massimo Mila su Armstrong ed Ellington, evidenziando l'interesse culturale nonostante il regime.
Indice
Il jazz durante il fascismo?
Restiamo nel periodo degli anni 30; in questo periodo succedono diverse cose. Cosa succede al jazz durante il fascismo? Il jazz non è mai stato vietato per legge in questo paese. Il regolamento dell' EIAR (la RAI prima di chiamarsi così) diceva una cosa semplice, ovvero che la musica negra doveva essere abolita, ma non si sofferma sul jazz; parla solo di canzoni inglesi e nere. Il jazz, con alcuni accorgimenti, si poteva suonare, infatti in questo periodo in Italia si traducevano sia nomi sia i testi delle canzoni (la musica però rimane la stessa); esplode in questo periodo la canzone jazzata, ovvero un modo di cantare canzoni in lingua italiana con uno swing jazzistico d'oltreoceano. L'unica soglia alla diffusione della musica quindi era la lingua inglese. Non è casuale che si continua a scrivere di jazz, in modo più storico ed analitico. Nel 1936 nasce a Milano un circolo di appassionati di jazz. Va comunque sottolineato che il jazz non era una musica favorita.
Quindi molte canzoni venivano tradotte in lingua italiana, spesso con testi davvero idioti. La differenza tra fascismo e nazismo era che il fascismo era una dittatura abbastanza feroce, ma gestita da idioti e personaggi ridicoli; mentre il nazismo era una dittatura decisamente più feroce gestita da veri criminali e soprattutto non erano stupidi.
Critiche e apprezzamenti del jazz
Nel 1935 una rivista culturale del tempo (la rivista Pan) ospita uno scritto di Massimo Mila (uno dei maggiori storici della musica del '900) che trattava di Armstrong ed Ellington e ne parlava con grande competenza ed acume. E' un saggio che è ancora molto attuale ed appare in piena epoca fascista.
Tra il 43 ed il 45 nasce la Radio Tevere a Milano, una radio della Repubblica Sociale Italiana che doveva far finta trasmettere da Roma e trasmetteva jazz dalla mattina alla sera per avere maggiore credibilità; molti musicisti di Milano hanno suonato a Radio Tevere.
Orchestra Jazz Carlini e influenze
In questo contesto si pongono le ultime propaggini sia degli anni 20 sia della canzone jazzata. Partiamo dal 1932 e troviamo l'Orchestra Jazz Carlini di Sesto Carlini, molto vicina al mondo di Whiteman. Carlini era un clarinettista e sassofonista, spesso ospitava anche musicisti americani.
Ascoltiamo il brano "Stardust" suonata dall'orchestra e sentiamo anche il brano "Pacific Express" di un duo pianistico (Enrico Bormioli ed Alberto Semprini) del 1933. Questo è un pezzo che inizia lento, con questa idea del treno, poi accelera. Incominciano ad uscire anche scritti dopo gli anni 30, come il libro "Introduzione alla vera Musica di Jazz" di Giancarlo Testoni ed Ezio Levi (pianista ed arrangiatore).
Famiglia Mussolini e il jazz
I primi appassionati di jazz erano proprio nella famiglia di Mussolini, infatti Romano Mussolini è sempre stato un pianista di jazz, oltretutto un buon pianista con una buona tecnica. Invece Vittorio Mussolini è stato uno dei primi critici di
jazz ed ha avuto la brillante idea (poco prima della promulgazione delle leggi razziali del 38) di avvisare Ezio Levi (ebreo) di scappare dall'Italia.
Canzone jazzata e gruppi vocali
La canzone jazzata è un momento importante per l'Italia; si prendono brani popolari di tipo melodico e si trasformano con la carica ritmica dello swing e della pronuncia jazzistica. Anche in Italia nascono i gruppi vocali, come ad esempio il Trio Lescano (https://it.wikipedia.org/wiki/Trio_Lescano Sandra, Caterinetta e Giuditta erano le cantanti che però erano olandesi). Ascoltiamo il brano "La Gelosia non è più di moda" del 1939 del trio con l'orchestra Cetra di Pippo Barzizza (https://it.wikipedia.org/wiki/Pippo_Barzizza). Lo stile dell'orchestra ovviamente è swing americano.
L'orchestra dell'EIAR diretta da Cinico Angelini (https://it.wikipedia.org/wiki/Cinico_Angelini rivale di Barzizza) ci presenta nello stesso anno "Saint Louis Blues" sempre con il trio Lescano.
Gorni Kramer e la fisarmonica
Negli anni 30 avviene anche l'ascesa al successo del fisarmonicista Gorni Kramer (https://it.wikipedia.org/wiki/Gorni_Kramer). In quegli anni stato il miglior fisarmonicista del mondo, ha portato un retroterra culturale come qualcosa di veramente autoctono e poi è stato un grande arrangiatore e compositore (ha inventato la commedia musicale all'italiana, ha diretto l'orchestra della RAI, etc). Fino agli anni 60 è stato il signore della musica italiana e prendeva sempre spunto dalla musica americana, è stato anche un grande appassionato di Ellington. Ascoltiamo il brano "L'Espresso della Mattina" suonato con il suo gruppo (che è una semplificazione totale del pezzo Daybreak Express di Ellington) del 1936. Anche questo inizia lentamente e poi accelera, insomma è un plagio.
Plagi musicali e influenze
Sempre nel 1936 registra una famosa filastrocca ripresa dal '500 "Crapa Pelada", che però in quel periodo si pensava fosse attribuita a Mussolini; ovviamente negò sempre tutto. In questo brano sentiamo anche il trombettista Nino Impallomeni (primo grande trombettista del jazz italiano) e Aldo Rossi al sax alto. Anche in questo brano sentiamo un plagio di "Don't Mean a Thing" di Ellington.
Kramer per i fisarmonicisti era un idolo, inoltre era anche diplomato in contrabbasso; nel jazz la fisarmonica era vista molto male, addirittura Mulligan e Baker si rifiutarono di suonare con Kramer in televisione, perché era fisarmonicista.
Ascoltiamo il brano "Che Ritmo, Senti che Ritmo" suonato dal Quintetto Ritmico di Milano di Luciano Zuccheri che riprende molto la tecnica di Django. Anche il nome del gruppo riprende molto il nome del Quintette du Hot Club de France.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la posizione del jazz in Italia durante il fascismo?
- Chi erano i principali sostenitori del jazz nella famiglia Mussolini?
- Quali influenze ha avuto l'Orchestra Jazz Carlini nel panorama musicale italiano?
- Come si è evoluta la canzone jazzata in Italia?
- Chi è Gorni Kramer e quale impatto ha avuto sulla musica italiana?
Durante il fascismo, il jazz non fu mai vietato per legge, ma la sua diffusione era limitata dalla traduzione dei testi in italiano. La canzone jazzata, che mescolava melodie italiane con ritmi jazz, divenne popolare, nonostante il jazz non fosse una musica favorita dal regime.
Romano Mussolini era un appassionato pianista jazz, mentre Vittorio Mussolini si distinse come critico del jazz, avvisando un musicista ebreo di fuggire dall'Italia prima delle leggi razziali del 1938.
L'Orchestra Jazz Carlini, attiva dal 1932, si ispirava al jazz americano e ospitava musicisti statunitensi, contribuendo a mantenere viva la tradizione jazzistica in Italia durante gli anni '30.
La canzone jazzata ha trasformato brani popolari italiani in pezzi con ritmi swing, dando vita a gruppi vocali come il Trio Lescano, che ha mescolato stili americani con la tradizione musicale italiana.
Gorni Kramer, considerato il miglior fisarmonicista del mondo negli anni '30, ha influenzato la musica italiana con il suo stile innovativo e le sue composizioni, pur essendo visto con scetticismo nel contesto jazzistico.