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Concetti Chiave

  • Randa Ghazy, scrittrice italiana di origini egiziane, ha esordito a soli quindici anni con il racconto "Sognando Palestina", tradotto in 16 paesi.
  • Il protagonista di "Sognando Palestina", Ibrahim, vive in un contesto di violenza e conflitto, ma trova anche momenti di amicizia e gioia.
  • Ibrahim ha avuto un'infanzia segnata dalla perdita della madre e dalla mancanza di una guida genitoriale, rendendolo taciturno e isolato.
  • Durante gli studi universitari, Ibrahim ha scelto giurisprudenza per poter difendere i diritti del suo popolo in modo pacifico e diplomatico.
  • Fathi, padre di Ibrahim, sostiene che la pace non può esistere senza giustizia, evidenziando il dolore e le esperienze traumatiche della guerra.

Randa Ghazy è una scrittrice italiana. Nata in Italia da genitori egiziani, si è laureata in Relazioni Internazionali all'Università degli Studi di Milano.

Qual è il successo di Sognando Palestina?

Nel 2002 è uscito il suo primo racconto Sognando Palestina, scritto ad appena quindici anni, che ha avuto un molto successo, infatti il libro è stato tradotto in 16 paesi. Nel 2005 è stato pubblicato il suo secondo libro ''Prova a sanguinare. Quattro ragazzi, un treno, la vita'' e nel 2007 ha pubblicato il suo primo libro autobiografico ''Oggi forse non ammazzo nessuno''.
Oggi vi parlerò di uno di questi libri: Sognando Palestina, che racconta di un gruppo di ragazzi palestinesi dei nostri giorni, e della loro vita fatta di uomini-bomba, rastrellamenti ma anche di sorrisi, scherzi e amicizia. In questo gruppo di ragazzi, c'è Ibrahim, che è il protagonista.

Infanzia di Ibrahim

Ibrahim aveva trentun anni. I suoi genitori erano ingegneri. Anni prima, quando i suoi genitori erano giovani suo padre si era trasferito in Giordania, dove aveva conosciuto sua madre, una bellissima Giordana, a una conferenza sugli atomi, ad Amman. Vissero qualche anno in Giordania, poi partirono per l'Israele. Ibrahim nacque tre anni dopo il matrimonio. Era un bel bambino paffuto, alla nascita pesava quattro chili e mezzo ed era sempre sorridente e allegro. A cinque anni perse la madre, che si era ammalata di Leucemia. Era difficile spiegare ad un bambino che sua madre era morta. Qual'era il futuro di un bambino senza madre? Perchè un bambino avrebbe dovuto crescere senza il sostegno materno?

Fathi, suo padre, si tormentava con questi pensieri, e trascurava il figlio senza volerlo.

Ibrahim crebbe senza la guida di un padre né di una madre.

Era un bambino taciturno, misantropo e cupo. A scuola non aveva amici, a casa non faceva altro che studiare, e nel tempo libero, fissava il muro della sua stanza.

Vita universitaria di Ibrahim

Ibrahim quando diventò grande, fece l'università. Si iscrisse a giurisprudenza. Gli sembrava una facoltà abbastanza utile, che gli avrebbe permesso un giorno di difendere i diritti del suo popolo non solo con la violenza, ma anche con la diplomazia.

Suo padre gli dedicava poco tempo: si svegliava e andava ad aprire la moschea, e li' stava a pregare per ore e ore senza mai stancarsi.

Ibrahim si sentiva pieno d'orgoglio ogni volta che sentiva la voce, forte e amplificata dai microfoni di suo padre che invitava tutti i musulmani alla preghiera.

Fathi e la guerra

Suo padre mostrava interesse per un'altra sola cosa, oltre che la religione: la guerra.

La guerra che infuriava, davanti ai suoi occhi, dal giorno in cui era nato.

La guerra che aveva ucciso i suoi compagni, gli amici e i parenti.

La guerra che si nutriva di sangue e di lacrime, e che bussava, forte, aspra, alle porte dei palestinesi.
Una volta Ibrahim sentì suo padre parlare a un gruppo di fedeli in moschea, dicevache quando il nemico entra in casa tua e ti toglie i vestiti di dosso, e quando occupa le stanze di casa tua, e ti lascia un pezzo di corridoio, quanto basta per starci in piedi, tu e la tua famiglia, e dopo aver preso le tue cose, ti dice ''ora facciamo la pace'', ecco, se tu dici di no, sei un terrorista? Non vuoi forse la pace? Certo che la vuoi, diceva suo padre, ma non c'è pace senza giustizia. Così, diceva, chiudendo gli occhi, cercando nella mente le immagini dei palestinesi che morivano, così, diceva, cercando le immagini di sua moglie e della sua famiglia, del suo paese, diceva, non c'è pace senza giustizia.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale del libro "Sognando Palestina"?
  2. "Sognando Palestina" racconta la vita di un gruppo di ragazzi palestinesi, affrontando temi di violenza e guerra, ma anche di amicizia e speranza, attraverso la storia di Ibrahim, il protagonista.

  3. Qual è l'infanzia di Ibrahim e come ha influenzato la sua vita?
  4. Ibrahim cresce senza la madre, morta di leucemia, e con un padre assente, diventando un bambino taciturno e isolato, il che segna profondamente il suo sviluppo emotivo e sociale.

  5. Qual è la scelta accademica di Ibrahim e il suo significato?
  6. Ibrahim si iscrive a giurisprudenza, ritenendola utile per difendere i diritti del suo popolo, cercando un modo di combattere la violenza con la diplomazia.

  7. Come influisce la figura del padre di Ibrahim sulla sua vita?
  8. Il padre di Ibrahim è assorbito dalla religione e dalla guerra, trascurando il figlio e contribuendo alla sua solitudine e al suo senso di perdita.

  9. Qual è la visione del padre di Ibrahim riguardo alla pace e alla giustizia?
  10. Il padre di Ibrahim sostiene che non può esserci pace senza giustizia, esprimendo il dolore per la guerra e la sofferenza del popolo palestinese, e sottolineando l'importanza di combattere per i diritti.

Domande e risposte

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