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Concetti Chiave

  • Il racconto si svolge su un isolotto remoto nell'Oceano Atlantico, parte dell'arcipelago di Sandrama, caratterizzato da una superficie brulla e deserta.
  • Il protagonista scopre che i buchi sulla superficie dell'isola sono in realtà entrate a grotte, che formano un labirinto misterioso.
  • Durante l'esplorazione, il protagonista incontra una creatura insolita, simile a un alano, con una coda azzurra e zampe squamose, intrappolata da anelli rotanti.
  • Trova un bottone con scritto "trigger trap" che attiva e disattiva la trappola che intrappola la creatura.
  • Decide di liberare la creatura, scoprendo che è innocua, e la porta con sé per proseguire il viaggio insieme.

Un'isola misteriosa

Ricordo molto bene quella mattina soleggiata di ottobre in cui approdai con la mia piccola imbarcazione su un isolotto sperduto nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico, facente parte di un arcipelago chiamato Sandrama.

L’arcipelago delle isole Sandrama era abitato per metà, mentre, come più tardi scoprii, l’isola su cui approdai non era neanche conosciuta. Era un’isola dalle piccole dimensioni; ad occhio e croce poteva misurare non più di un chilometro quadrato. La superficie era pressoché brulla, con qualche arbusto qua e là. Capii subito che si trattava di un’isola deserta, dove non c’era traccia di vita.

L’unica caratteristica che trovai strana era la superficie tempestata di buchi. O almeno fu quello che pensai fossero all’inizio.

Scoperta delle grotte

Quando mi avvicinai ad uno dei presunti buchi, scoprii che non erano quello che pensavo, bensì delle vere e proprie entrate a delle grotte. Armandomi di coraggio, mi avviai dentro uno di quei bui e misteriosi pertugi. Siccome amavo conoscere i diversi tipi di rocce, capii subito - seppure nell’oscurità - che la grotta era composta di una pietra chiamata granito.

Proseguendo per il percorso, notai che questa grotta era una specie di labirinto, perciò pensai che doveva portare a qualcosa, quindi continuai a camminare.

Dopo circa dieci minuti di camminata cominciai ad avvertire degli strani rumori in lontananza. Essendomi abbastanza impaurito, tirai fuori dal mio zainetto - colmo di attrezzature per ogni occasione - una torcia e un coltello, in caso fosse stato necessario difendermi.

Più proseguivo e più il rumore si intensificava. Sembrava un rumore di rotazione, ma non riuscivo a capire da dove provenisse e cosa fosse. Però, dopo qualche minuto, intravidi una tenue luce di colore giallognolo, quindi cominciai a seguirla.

Ad ogni passo il rumore e la luce diventavano più intensi. Cominciai davvero ad avere paura, perciò rallentai il passo e cercai di fare meno rumore possibile.

Incontro con la creatura

Svoltato un angolo del labirinto la luce mi abbagliò, quindi indietreggiai velocemente e mi misi al riparo, poco prima della svolta. Siccome ero ben attrezzato, tirai fuori dal mio zaino degli occhiali da sole per cercare di sbirciare senza essere abbagliato.

Quando guardai di nuovo in quella direzione, la luce scomparve e vidi una insolita creatura che, fortunatamente, stava guardando nel senso opposto, quindi ebbi il tempo di osservarla per bene. La sua dimensione era approssimativamente quella di un cane di razza alano, pur essendo molto diverso da esso. Era un animale di cui non si era mai parlato prima. Aveva una coda di color azzurro, con delle zampe squamose, di forma simile a quelle di un velociraptor. Sembrava avere una faccia buffa e poco temibile. Quello che notai era che questo animale non poteva muoversi; infatti il rumore “di rotazione” era dato da due anelli intersecati che ruotavano ad una velocità abbastanza elevata ed emanavano delle particelle gialle. Visto che questa creatura era intrappolata e non c’era nulla da temere (o quasi), mi avvicinai. Il rumore dei miei passi catturò subito la sua attenzione, quindi voltò lo sguardo verso di me e cominciò a emettere un verso simile ad un ululato. Capii subito che si stava lamentando, quindi mi avvicinai e notai che a terra, vicino all’animale, erano presenti delle leggere linee rosse. Accovacciandomi, capii che non erano delle linee rosse, bensì un bottone coperto dalla polvere. Lo spolverai con le mani e vidi che sul bottone c’era scritto in nero “trigger trap”, che vuol dire letteralmente “innesca trappola”.

Liberazione e amicizia

Dalla scritta dedussi che quel bottone serviva quindi ad attivare e disattivare la trappola, cioè gli “anelli roteanti”.

Prima di disinnescare la trappola, mi accertai che l’animale fosse innocuo. Infatti lo era; avvicinandomi notavo che era molto curioso di “conoscermi”, quindi gli avvicinai la mano e cominciò ad annusarmela, sempre con un certo verso di lamento. Quindi decisi di liberarlo.

Vidi che era molto contento, dato che mi aveva quasi messo a terra per la felicità! Lo accarezzai e notai che era estremamente morbido, pur avendo pochi peli.

Siccome non volevo lasciarlo da solo e proseguire per il mio viaggio, decisi di portarmelo assieme. Quindi proseguimmo la strada al ritroso e tornammo sulla barca, pronti per una nuova ed interessante avventura.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la caratteristica principale dell'isola su cui l'autore approda?
  2. L'isola è descritta come deserta e brulla, con una superficie di circa un chilometro quadrato e senza traccia di vita, come evidenziato nel testo.

  3. Cosa scopre l'autore entrando nelle grotte dell'isola?
  4. L'autore scopre che i buchi che aveva visto in superficie sono in realtà entrate a delle grotte, composte di granito e simili a un labirinto, come riportato nel racconto.

  5. Che tipo di creatura incontra l'autore nella grotta?
  6. L'autore incontra una creatura insolita, simile a un alano ma con caratteristiche uniche, come una coda azzurra e zampe squamose, che è intrappolata da anelli rotanti, come descritto nel testo.

  7. Come riesce l'autore a liberare la creatura?
  8. L'autore trova un bottone etichettato "trigger trap" che attiva e disattiva la trappola, permettendogli di liberare la creatura, come spiegato nel racconto.

  9. Qual è la decisione finale dell'autore riguardo alla creatura?
  10. L'autore decide di portare con sé la creatura, che si mostra felice e affettuosa, per continuare insieme il viaggio, come concluso nel testo.

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