Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • L'Italia ha dovuto sfruttare le risorse idriche, costruendo dighe per produrre energia elettrica a causa della mancanza di miniere di carbone.
  • Le centrali idroelettriche funzionano grazie all'acqua che, imbrigliata da alte dighe, viene fatta precipitare nelle turbine per generare energia.
  • Il boom turistico degli anni '50 ha portato all'ampliamento dei centri abitati montani, creando nuove opportunità economiche per le popolazioni locali.
  • Tuttavia, la crescita turistica ha causato problemi ambientali, tra cui frane e dissesti del suolo, dovuti a costruzioni non regolamentate.
  • A partire dagli anni '70, si è avvertita la necessità di proteggere il patrimonio naturalistico a causa della pressione umana sull'ambiente montano.

Sfruttamento delle risorse idriche

La corsa allo sfruttamento per produrre energia elettrica, indispensabile a un paese moderno, ebbe luogo una trentina d’anni dopo l’inizio della corsa ai valichi ferroviari.

L’industria elettrica, progettando sempre nuovi tipi di centrali e di sistemi di trasporto e distribuzione dell’energia, metteva a disposizione le tecnologie necessarie. Il problema, dunque, consisteva nel cercare le fonti da cui produrre elettricità. A questo riguardo, non possedendo ricche miniere di carbone per alimentare le centrali, all’Italia non restò altra soluzione che quella di sfruttare l’acqua dei fiumi e la montagna fu aggredita per costruire dighe.

Funzionamento delle centrali idroelettriche

Per ottenere energia elettrica occorre inviare acqua nelle turbine di una centrale. Le turbine, macchine che assomigliano alle ruote di un mulino, si mettono in moto e producono energia. Naturalmente, quanto maggiore è la forza con cui l’acqua irrompe nelle turbine, tanto maggiore è la quantità di energia elettrica che si produce. La forza si ottiene imbrigliando l’acqua con alte dighe e poi facendola precipitare per decine di metri.

Impatto del turismo sulla montagna

Il boom turistico della montagna cominciò alla metà del secolo scorso, con la costruzione di autostrade con percorsi montani.

I centri abitati si ampliarono notevolmente in seguito al flusso crescente dei turisti e ciò recò alle popolazioni locali una fonte di ricchezza. Ma le conseguenze furono l’aumento dei pericoli di frane e di dissesti del suolo, provocati da case costruite senza adeguate precauzioni e il sacrificio di distese verdi all’edilizia e di molti fondi vallivi che vennero urbanizzati. A partire dagli anni Settanta, ci si accorse che la pressione umana sulla montagna stava mettendo a repentaglio l’ambiente e il paesaggio. Si diffusero allora iniziative per proteggere il patrimonio naturalistico.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la principale fonte di energia elettrica per l'Italia, considerando la mancanza di miniere di carbone?
  2. L'Italia ha dovuto sfruttare l'acqua dei fiumi per produrre energia elettrica, costruendo dighe per imbrigliare l'acqua e utilizzarla nelle centrali idroelettriche, poiché non disponeva di ricche miniere di carbone (testo).

  3. Come funzionano le centrali idroelettriche per produrre energia?
  4. Le centrali idroelettriche producono energia inviando acqua nelle turbine, che si mettono in moto e generano elettricità. Maggiore è la forza dell'acqua che irrompe nelle turbine, maggiore è l'energia elettrica prodotta (testo).

  5. Quali sono stati gli effetti del boom turistico sulla montagna a partire dalla metà del secolo scorso?
  6. Il boom turistico ha portato a un ampliamento dei centri abitati e a una fonte di ricchezza per le popolazioni locali, ma ha anche causato pericoli di frane e dissesti del suolo, oltre alla perdita di aree verdi a causa dell'urbanizzazione (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community