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Istituto comprensivo A. Crosara: scuola secondaria di 1° grado

Anno scolastico 2009-2010

Tesina d’esame

La globalizzazione

Approfondimento di italiano

Prof. De Rinaldis Vincenzo

Pellizzari Elisa classe 3°E

Indice

  • Cosa significa globalizzazione? P.3
  • I pro e i contro P.3
  • Squilibri P.3
  • La lingua globale P.4
  • La globalizzazione economica P.4
  • La globalizzazione culturale P.4
  • La globalizzazione ambientale P.4

Cosa significa globalizzazione?

Il termine globalizzazione indica il fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti, il cui effetto principale è un accordo economico e culturale tra i Paesi del mondo.

La globalizzazione è una forma di produzione internazionalizzata che omologa, integra e crea un’interdipendenza delle economie e dei mercati.

Il fenomeno si è sviluppato molto negli ultimi anni, soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino, con il venir meno delle barriere politiche, e, in parallelo, con lo sviluppo del commercio mondiale.

Questo fenomeno, favorito dalla riduzione dei costi di trasporto e dall'aumento della comunicazione multimediale, fa sì che nel mondo, sempre di più, tutti siano in contatto con tutti, politicamente, economicamente e culturalmente.

I pro e i contro della globalizzazione

La globalizzazione può favorire lo sviluppo economico di alcuni stati, in particolare quelli industrializzati e sviluppati. Esso consiste nello spostare le industrie in paesi sottosviluppati, dove la manodopera ha un costo inferiore. Così offre un lavoro nei paesi più poveri ma le multinazionali decentrano le loro industrie in paesi in via di sviluppo che non possono così svilupparsi. In ogni caso la globalizzazione "ferisce" le tradizioni popolari, diffondendo alcune feste che appartengono a quelle di un popolo.

Squilibri

La convinzione di alcuni è che la globalizzazione evidenzi le differenze tra ricchi e poveri e che anzi impoverisca il mondo e in particolare le aree geografiche e le classi sociali meno fortunate.

Effettivamente, come emerge dalle ricerche più serie, sia nei Paesi già globalizzati come in quelli in via di globalizzazione, aumentano le differenze tra ricchi e poveri.

La lingua globale

La lingua globale è l'inglese.

Una lingua franca per i commerci internazionali ma non solo. Certo l'esistenza di una lingua che permette di capirsi in tutto il mondo, come è oggi l'inglese, è un fatto inedito per dimensioni e egemonia culturale.

La globalizzazione economica

In campo economico la globalizzazione indica la forte integrazione degli scambi commerciali internazionali e la crescente dipendenza dei paesi gli uni dagli altri. Questo significa maggiore concentrazione di capitali o ricchezze in mano a pochi, ma anche disoccupazione, prodotta dalla concorrenza dei Paesi a basso salario, che porta i lavoratori dei paesi imperialisti a sentirsi in competizione con quelli dei paesi poveri. La globalizzazione con le sue imprese multinazionali può essere vista come una internazionalizzazione del capitalismo, che implica una delocalizzazione del lavoro; per questo esso viene richiesto e trasportato da un luogo all’altro del pianeta attraverso comunicazioni veloci.

La globalizzazione culturale

La globalizzazione culturale è la diffusione mondiale di un certo tipo di cultura dove tutti i Paesi non mantengono più le proprie tradizioni perché si modernizzano eliminando così gli usi e i costumi di un popolo. Questo fenomeno è in aumento anche nei paesi più poveri che iniziano uno stile di vita occidentale. La diffusione di questa cultura è favorita dall’abbondanza di mezzi di comunicazione. La globalizzazione culturale dà frutti positivi se i popoli riescono a integrarsi mantenendo la propria identità culturale.

Se invece la cultura viene imposta dai Paesi maggiormente industrializzati si creano disuguaglianze sociali e politiche che non possono fare altro che sfociare in conflitti etnici e religiosi.

La globalizzazione ambientale

La globalizzazione può avere effetti anche sull’ambiente perché l’inquinamento ormai è arrivato a livello globale. Il problema ecologico consiste principalmente nel fatto che l’ambiente, non essendo direttamente legato alla logica del profitto, non viene sottoposto ad alcun controllo che si opponga alla sua distruzione. La concorrenza e il mercato per fornire all’umanità il cibo nelle migliori condizioni di vita causano gravi danni all’ambiente. Il problema ambientale è di difficile soluzione, infatti va affrontato a diversi livelli ricercando una soluzione globale.

I paesi sviluppati, pur comprendendo un quarto della popolazione, consumano l’80% dei beni del mondo, utilizzandone più di quanto l’ambiente possa produrre.

Lo sviluppo sostenibile è un importante indicatore per una possibile strategia ambientale; esso tiene conto della contabilità ambientale, ma anche dei paesi in via di sviluppo e delle necessità delle generazioni future.

Delle possibili linee-guida per lo sviluppo sostenibile sono:

  • Protezione del suolo agricolo;
  • Rimboschimento;
  • Controllo demografico;
  • Efficienza nell’uso dell’energia;
  • Sviluppo dell’energia rinnovabile.

Anthony Giddens e la descrizione del suo brano

Anthony Giddens è un sociologo e politologo britannico, nato a Londra il 18 gennaio 1938. Alla fine del 1960, Giddens ha preso l'incarico di docente all'Università di Cambridge. Nel 1985 fu nominato professore di sociologia a Cambridge, dove ha insegnato per 12 anni. Dal 1997, ha servito come direttore della London School of Economics. Agli inizi della sua carriera accademica, Giddens è stato ampiamente rispettato per il suo lavoro per interpretare le idee di classici teorici sociali come Karl Marx.

Il termine "globalizzazione" si spreca ormai nei giornali e alla TV, nei discorsi dei politici, nelle analisi più fini come pure nella vulgata più superficiale. E tuttavia è da qui che Giddens trae spunto per offrire una lettura originale delle trasformazioni in atto nella nostra esistenza, che mette in relazione il macro con il micro, la dimensione economica e politica con la vita intima dei singoli. Nazione, famiglia, lavoro, natura e tradizione non sono più quello che erano un tempo. Il nuovo mondo ha bisogno di più governo e di una nuova decisionalità, che sappia trasferire dal privato al politico quella che Giddens chiama "democrazia delle emozioni".

Istituto comprensivo “A. Crosara”: secondaria di 1° grado

Anno scolastico 2009-2010

Lo sviluppo sostenibile

Tesina d’esame

Approfondimento di geografia

Prof.ssa: Daina Vincenzina

Pellizzari Elisa classe 3°E

Indice

  • Cosa significa sviluppo sostenibile? P.3
  • Il rapporto Brundtland P.4
  • Il protocollo di Kyōto P.4
  • La difesa dell’ambiente P.5
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