I.T.I. “A. Malignani”
Liceo Scientifico Tecnologico
A.S. 2008/09
Rivoluzione informatica “2.0”
Dalla rivoluzione informatica a oggi
Filippo Fantinato | Classe 5Bst
Rivoluzione informatica “2.0”
2 | Rivoluzione Informatica 2.0
Sommario
Premessa.......................................................................................................................................................... 4
Storia: la rivoluzione informatica .......................................................................................................... 6
Una nuova crisi generale ............................................................................................................................... 6
Le cause della crisi ......................................................................................................................................... 7
La società postindustriale verso l’informatica e l’innovazione tecnologica .................................................. 8
1982: Machine of the year: il personal computer ......................................................................................... 9
Informatica: ARPANET, la prima rete informatica .............................................................................. 11
URSS contro USA: nasce l’ARPA ................................................................................................................... 11
Packet Switching: il motore della rete ......................................................................................................... 11
Kleinrock, Licklider e il primo nodo di rete .................................................................................................. 12
Venti minuti per un milione di dollari ......................................................................................................... 13
ARPAnet: il primo collegamento .................................................................................................................. 13
Da ARPAnet a Internet ................................................................................................................................. 14
TCP/IP .......................................................................................................................................................... 15
Storia ........................................................................................................................................................ 15
Funzionamento ........................................................................................................................................ 16
Tipi di rete .................................................................................................................................................... 17
Filosofia: la filosofia della scienza come chiave di lettura del free software ........................ 18
Software sorgente e software binario ......................................................................................................... 18
A chi serve il sorgente? L’analogia con la scienza ....................................................................................... 19
Filosofia della scienza e falsificazionismo di Popper ................................................................................... 20
Sviluppo della scienza e sviluppo del free software .................................................................................... 20
Critiche al modello di Popper ...................................................................................................................... 21
Lo sviluppo della scienza secondo Kuhn ...................................................................................................... 21
La competizione di programmi di ricerca secondo Lakatos ........................................................................ 22
Feyerabend e l’anarchismo metodologico .................................................................................................. 22
La comunità del free software alla luce delle epistemologie post-popperiane .......................................... 23
Biologia: computer a DNA .......................................................................................................................... 24
I progressi della biologia e dell’informatica ................................................................................................ 24
Il problema da risolvere: il percorso di Hamilton ........................................................................................ 26
Dalla teoria alla pratica: le prove di laboratorio .......................................................................................... 26
Computer a DNA: nuovi e futuri sviluppi ..................................................................................................... 28
Conclusione ................................................................................................................................................. 29
Bibliografia .................................................................................................................................................. 30
3 | Rivoluzione Informatica 2.0
Premessa
In questa società sempre più complessa e confusa, immersa nel più folle e disordinato caos, c’è bisogno di fermarsi un attimo e riflettere: capire da dove tutto ciò è cominciato, come si è svolto, dove attualmente ci troviamo e soprattutto dove e come andremo a finire.
In che mondo vivremo fra 20 anni? E fra 50? Come sarà l’uomo del prossimo secolo?
Se vogliamo avere degli indizi per rispondere a queste domande dobbiamo partire dal passato. Quante e quali trasformazioni ha subito il nostro mondo?
Molti ormai sostengono che la società occidentale si trovi da più di cinquant’anni nella terza rivoluzione industriale, che siamo perfettamente dentro la più colossale delle rivoluzioni: l’era del digitale.
La tecnologia prevale sull’industria, per la quale l’invenzione del computer e delle nuove tecnologie di comunicazione rappresenta un unicum senza precedenti, dove le macchine si interfacciano con i computer e, nella catena di montaggio, non servono più operai e nemmeno tecnici diplomati o laureati.
Internet sta provocando dei cambiamenti irreversibili, da rete per lo sviluppo di nuove tecnologie militari è diventata la città virtuale con i suoi quartieri, le sue strade, malfamate o benestanti, che quotidianamente la popolano.
Sembrano concetti banali, affermazioni scontate ma non dobbiamo scordarci che fino a 400 anni fa l’Europa viveva ancora di agricoltura e artigianato. È la “rivoluzione industriale” della fine del ’700 il primo grande passo che ha mutato per sempre il rapporto tra l’uomo e il lavoro, introducendo per la prima volta l’automazione meccanica nei processi produttivi: nascevano le prime fabbriche, nascevano i prodotti in serie e la tecnologia, come quella delle macchine a vapore, iniziava a viaggiare di pari passo con l’economia.
Non per niente infatti, fatti i primi passi verso un mondo fatto di capitali e merci, non ci è voluto molto per arrivare ad un secondo importante momento storico: le industrie si sono perfezionate, basando la loro produzione su ottimizzate e veloci catene di montaggio, alimentate da motori elettrici o in alcuni casi a petrolio. Questo un secolo e mezzo fa.
Erano gli anni di Marx, e proprio lui, grande critico dell’industrializzazione, ne aveva capito la grandezza:
“Egli aveva visto nel suo tempo trasformazioni sociali e tecnologiche di tale caotica velocità da essere senza precedenti, il che è ancor più vero oggi”
Proprio su questo “oggi” vuole incentrarsi il mio lavoro, in me infatti è nata la curiosità di capire non tanto quello che è successo in passato ma quanto quello che sta accadendo ora, in che modo quindi la tecnologia, la scienza, le innovazioni e le scoperte si siano radicate nella nostra società, in che modo l’abbiano modificata.
La cosiddetta terza rivoluzione industriale, con la sua portata universale basata sul linguaggio digitale, a parere mio sta portando la nostra società, secondo dopo secondo, byte dopo byte, verso nuovi traguardi che silenziosamente e invisibilmente muteranno ulteriormente la nostra società.
Stiamo forse avviandoci verso una quarta rivoluzione industriale? Stiamo prospettandoci verso un futuro che racchiude un ritorno a dei valori dimenticati? Stiamo per porre una maggiore attenzione allo sfruttamento del mondo in cui viviamo perché ci siamo resi di come è stato sfruttato? Stiamo adottando le corrette misure per tutelare il futuro della multitasking generation? Filippo Fantinato
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Storia: la rivoluzione informatica
“La rivoluzione informatica è paragonabile a quella industriale del primo Ottocento. E Internet è paragonabile alle ferrovie: come accadde con lo sviluppo dei trasporti su rotaia un secolo e mezzo fa, la rete darà un’enorme spinta ai commerci. Le ferrovie ridussero le distanze tra i mercati, Internet le annullerà. Il mondo non ha ancora capito che il Duemila è l’anno primo dell’economia globale.”
(Peter Drucker, economista)
Una nuova crisi generale
Agli inizi degli anni settanta, dopo un ventennio di crescita economica per i paesi industrializzati si prospettò un nuovo periodo di crisi generale. Diversamente dalla crisi del ’29 oltre alla depressione economica con i suoi corollari, contrazione degli investimenti, disoccupazione, si accompagnò per la prima volta l’inflazione.
Questo inconsueto fenomeno economico, definito dagli economisti “stagflazione”, nacque dalla confluenza di due fattori ritenuti fino ad allora incompatibili dalla teoria economica: la stagnazione e l’inflazione. Nel periodo tra il 1972 e il 1978, l’inflazione aveva raggiunto vette abbondantemente superiori al 10% annuo e con punte oltre il 20%. Basti pensare che nei periodi particolarmente turbati come i due dopoguerra l’inflazione era arrivata appena al 3-5%.
Una delle principali cause di questa crisi fu l’impennata del prezzo del petrolio dopo il 1973. Il prezzo del petrolio, espresso in dollari a barile, nel 1970 era di un dollaro, cifra che si manteneva sostanzialmente stabile da molti anni; questa stabilità esprimeva un determinato rapporto di scambio tra i paesi industrializzati e i paesi produttori delle materie prime. Tra il 1971 e il 1973 si erano già verificati rincari del petrolio greggio, ma non si trattò di fenomeni “patologici”, dato che erano seguiti a un innalzamento generale dei costi e rappresentavano dei semplici adeguamenti al livello generale dei prezzi.
A partire dal 1973 il prezzo del petrolio crebbe in maniera vertiginosa, passando a 3,2 e poi 9,2 dollari al barile, mentre l’inflazione dei prezzi stava raggiungendo dei livelli eccezionali con aumenti del 15/40% nei paesi più industrializzati. Nel 1978-79 si assistette ad un nuovo aumento del prezzo del petrolio che dopo aver seguito i tassi di inflazione divenuti ormai ordinari (7/10% annuo) ebbe una seconda impennata superando i 25 dollari al barile.
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Le cause della crisi
Il periodo degli anni 70, caratterizzato dal boom economico, aveva reso i paesi occidentali largamente dipendenti dagli approvvigionamenti di petrolio, sempre più necessari ad alimentare l’industria e i trasporti. Anche gli USA, nonostante i giacimenti petroliferi nel territorio internazionale, erano diventati un paese importatore di greggio.
Nel 1960, si era costituita fra Iran, Iraq, Kuwait, Arabia Saudita e Venezuela l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC) con lo scopo di contrastare le grandi compagnie multinazionali, le cosiddette sette sorelle (le statunitensi Standard Oil, Standard Oil California, Mobil Oil, Texaco, Gulf Oil, l’olandese Royal Dutch Shell e la britannica British Petroleum), che detenevano il monopolio dei prezzi del greggio e ne controllavano il mercato mondiale. I governi nazionali dei paesi produttori puntavano ad estendere il controllo sulle proprie risorse e innalzare il livello dei prezzi per accrescere la loro ricchezza interna.
Nell’ottobre del 1973, lo scopo della guerra arabo-israeliana costituì il movente politico dell’operazione. Gli stati arabi, per solidarietà con l’Egitto e la Siria ridussero la produzione e l’esportazione di greggio verso i paesi occidentali.
La scarsità di petrolio in occidente determinò l’immediata crescita dei prezzi, che fecero lievitare le entrate dei paesi produttori a spese dei paesi consumatori. Buoni benzina statunitensi emessi a seguito della crisi energetica.
Dietro la crisi, si nascondeva un profondo mutamento del sistema economico internazionale, nel quale sembravano essere saltati i vincoli di subordinazione dei paesi poveri, fornitori di materie prime, su cui era sostanzialmente fondato lo straordinario sviluppo economico degli anni cinquanta-sessanta.
L’aumento del costo dei prodotti primari andò ad intaccare il potere di spesa dell’occidente e di conseguenza fra il 1973 e il 1974, si registrò il crollo di importanti istituti bancari, quali la United States National Bank di San Diego e la Franklin National Bank di New York.
Ma alla base della crisi non ci sono solo le cause legate all’aumento dei prezzi del petrolio: l’inflazione è stata notevolmente influenzata anche dall’amplificazione perversa dei mezzi di pagamento, soprattutto dollari, immessi sul mercato internazionale.
Questo fenomeno può essere considerato come una degenerazione del sistema monetario stabilito con gli accordi di Bretton Woods. Secondo tale sistema, il dollaro era equiparato all’oro negli scambi internazionali e, insieme all’oro, costituiva la riserva monetaria dei singoli stati.
Questa posizione di preminenza del dollaro era sostenuta dalla forza dell’economia americana ed era regolata dalla rigorosa limitazione nell’emissione di dollari.
7 | Rivoluzione Informatica 2.0
Con il passare degli anni, questi limiti si allentavano soprattutto a causa delle necessità crescenti della politica di potenza degli Stati Uniti, che richiedeva risorse sempre maggiori rispetto a quelle che il loro sistema economico era in grado di produrre, cominciò a circolare un’enorme quantità di dollari per il crescente passivo della bilancia dei pagamenti americana. Con il passare del tempo, il dollaro da strumento per la salvaguardia dell’economia mondiale cominciò a diventare un’arma a doppio taglio, perché l’enorme quantità di cartamoneta presente sul mercato causava una svalutazione strisciante della moneta statunitense, perciò chi deteneva dollari possedeva riserve in tendenziale svilimento.
In aggiunta a questa svalutazione del dollaro, la Francia iniziò a presentare dollari alla Federal Reserve con la richiesta della conversione a vista in oro. La mossa era politica e aveva lo scopo di limitare lo strapotere americano e rafforzare il ruolo di Parigi sulla scena europea e mondiale. La Federal Reserve non era in grado di far fronte alla richiesta di immediata conversione in oro per la sproporzione che si era determinata fra la quantità di cartamoneta circolante e le esigue riserve auree, imputabile alle enormi spese sostenute dagli Stati Uniti a fini militari.
Nella seconda metà degli anni sessanta, la contraddizione fu evidente: la massa di dollari in circolazione era ormai priva di ogni ancoraggio reale. Il valore non poteva essere più garantito dalle limitate riserve auree di Fort Knox e solo la fiducia internazionale nella forza e insostituibilità del dollaro e il bisogno del ruolo politico di Washington impedivano alla situazione di precipitare.
Il 15 agosto 1971 il presidente americano Richard Nixon decretò la non convertibilità del dollaro in oro. Rotative per la stampa dei dollari presso la Federal Reserve. L’effetto immediato fu quello della svalutazione della moneta americana anche nei confronti di valute tradizionalmente deboli, come la lira, e l’alleggerimento del debito americano.
L’instabilità dei cambi, che si combinò con la svalutazione della moneta americana, ebbe un effetto dirompente sui processi inflattivi contribuendo non poco all’aumento dei prezzi.
La società postindustriale verso l’informatica e l’innovazione tecnologica
Come è sempre accaduto nella storia dell’industrializzazione, l’emergere di una sfida drammatica ha costituito il principale agente di una nuova fase di intensa innovazione delle tecniche applicate alla produzione e alla distribuzione di merci.
L’insostenibile aumentare dei prezzi dell’energia ha fatto sì che si andasse in cerca di nuove tecnologie come nuove fonti di energia, in primis l’energia nucleare, lo sviluppo di produzioni ad alto contenuto tecnologico e basso consumo energetico, come la telematica e l’informatica.
Tutte queste innovazioni hanno consentito ai paesi sviluppati di sfuggire alla schiavitù del petrolio.
A partire dalle nuove fonti di energia l’innovazione si è spostata su tutti i settori produttivi, nello sforzo congiunto di risparmiare energia e di ridurre i costi di produzione, proprio nel momento in cui si faceva sentire la concorrenza nei quali il costo del lavoro era nettamente inferiore che in Occidente.
8 | Rivoluzione Informatica 2.0
Ogni stagione di intenso sviluppo economico ha coinciso con un prodotto o un elemento simbolo, che ne sintetizza emblematicamente i caratteri. Nella prima rivoluzione industriale abbiamo avuto l’introduzione del motore a vapore che sostituiva la forza animale. L’uso del petrolio e dell’energia elettrica per automatizzare il settore industriale furono alla base della seconda rivoluzione
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Tesina - Premio maturità 2009
Rivoluzione Informatica 2.0
Autore: Fantinato Filippo
Scuola: Liceo scientifico tecnologico
Descrizione: In questa società sempre più complessa e confusa, immersa nel più folle e disordinato caos, c'è bisogno di fermarsi un attimo e riflettere: capire da dove tutto ciò è cominciato, come si è svolto, dove attualmente ci troviamo e soprattutto dove e come andremo a finire. In che mondo vivremo fra 20 anni? E fra 50? Come sarà l'uomo del prossimo secolo? Se vogliamo avere degli indizi per rispondere a queste domande dobbiamo partire dal passato. Quante e quali trasformazioni ha subito il nostro mondo? Molti ormai sostengono che la società occidentale si trovi da più di cinquant'anni nella terza rivoluzione industriale, che siamo perfettamente dentro la più colossale delle rivoluzioni: l'era del digitale. La tecnologia prevale sull'industria, per la quale l'invenzione del computer e delle nuove tecnologie di comunicazione rappresenta un unicum senza precedenti, dove le macchine si interfacciano con i computer e, nella catena di montaggio, non servono più operai e nemmeno tecnici diplomati o laureati. Internet sta provocando dei cambiamenti irreversibili, da rete per lo sviluppo di nuove tecnologie militari è diventata la città virtuale con i suoi quartieri, le sue strade, malfamate o benestanti, che quotidianamente la popolano.
Sembrano concetti banali, affermazioni scontate ma non dobbiamo scordarci che fino a 400 anni fa l'Europa viveva ancora di agricoltura e artigianato. È la "rivoluzione industriale" della fine del "700 il primo grande passo che ha mutato per sempre il rapporto tra l'uomo e il lavoro, introducendo per la prima volta l'automazione meccanica nei processi produttivi: nascevano le prime fabbriche, nascevano i prodotti in serie e la tecnologia, come quella delle macchine a vapore, iniziava a viaggiare di pari passo con l'economia. Non per niente infatti, fatti i primi passi verso un mondo fatto di capitali e merci, non ci è voluto molto per arrivare ad un secondo importante momento storico: le industrie si sono perfezionate, basando la loro produzione su ottimizzate e veloci catene di montaggio, alimentate da motori elettrici o in alcuni casi a petrolio. Questo un secolo e mezzo fa.
Area: tecnologica
Materie trattate: Filosofia (Popper, Kuhn, Lakatos, Feyerabend), Informatica (Arpanet, reti, Internet, TCP/IP), Biologia (Computer a DNA), Storia (crisi del 70, rivoluzione informatica), Italiano (Le Cosmicomiche)
Bibliografia:
- De Bernardi, Scipione. (2006). LA CONOSCENZA STORICA, manuale, fonti e storiografia.
- Bortolotti, Rauzi. (2005). INFORMATICA E SCUOLA: Il fenomeno Linux.
- De Bartolomeo, Magni. (2007). I SENTIERI DELLA RAGIONE: Filosofia moderna.
- Curtis, Barnes. (2006). Invito alla biologia - Quinta edizione
- Cerri. (2008). CORSO DI SISTEMI: Reti di computer
- Adleman. (1998). LE SCIENZE n° 362: "fare calcoli con il DNA"
- Shapiro, Benenson. (2006). LE SCIENZE n° 457: "Arriva il computer a DNA"
- Italo Calvino. (1993). Le Cosmicomiche
- Bill Gates. (1999). Business alla velocità del pensiero.