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Indice

1. Il romanzo: Porgy.

Di Du Bose Heyward pag. 3

2. L'opera lirica: Porgy & Bess.

Di George e Ira Gershwin e Du Bose Heyward pag. 8

3. Storia della comunità di colore negli Stati Uniti pag. 18

pag. 18

1. Schiavitù dei neri e servitù a contratto (XVII e XVIII sec.) pag. 19

2. La grande azienda del cotone

3. Conservazione della cultura, antischiavismo, pag. 21

Le prime rivolte pag. 24

4. Antischiavismo e antirazzismo pag. 25

5. 1866: abolizione dello schiavismo pag. 26

6. Il Sud dopo la ricostruzione (1870-1920) pag. 28

7. Gli anni di Porgy & Bess

4. Porgy & Bess nella storia del Jazz pag. 30

pag. 31

1. 1958: Ella Fitzgerald e Louis Armstrong pag. 32

2. 1958: Miles Davis e Gil Evans pag. 34

3. 2002: Paolo Fresu, Kind of Porgy & Bess

5. Appendice documentaria pag. 37

Il romanzo: Porgy

Di Du Bose Heyward

Du Bose e Dorothy Heyward

Du Bose Heyward visse nel sud degli Stati Uniti, tra il 1885 e il 1940.

Dopo aver svolto un'attività commerciale e essersi reso economicamente indipendente, si dedicò unicamente alla letteratura. Insieme alla moglie Dorothy, ebbe modo di vivere per lungo tempo nella città di Charleston, nel South Carolina e di conoscere approfonditamente la vita delle comunità nere che vi abitavano. Erano stivatori, contadini nelle piantagioni di cotone, pescatori, piccoli spacciatori di droga, mendicanti. Proprio di questi ultimi fa parte Porgy, il protagonista dell'omonimo romanzo.

“Alla basilare sfortuna di essere nato negro”, per Porgy si aggiunge quella di essere zoppo. Non potendo quindi lavorare, è costretto a girare per le strade a chiedere l'elemosina “ai bianchi”, spostandosi su un carretto trainato da una capra. Porgy vive, come tutto il resto della sua comunità, in un antico palazzo signorile abbandonato: il Vicolo del Pescegatto (Catfish Row). Tante stanze si affacciano con porte o finestre su un cortile interno, dove tante persone trascorrono la giornata. Porgy, così come tutti gli altri uomini del Vicolo, è solito giocare la sera al gioco dei dadi (crap game).

Una sera, si presenta a giocare Crown, un uomo gigantesco, accompagnato dalla sua donna: Bess. Crown è un poco di buono: fa uso di droghe e non esita a commettere crimini e a fare uso di violenza, perfino su Bess. Il gioco finisce in rissa perché Robbins, uno dei giocatori, tenta di ingannare Crown, che lo uccide. Crown si rifugia nei boschi di un'isoletta al largo di Charleston; Bess, rimasta a Catfish Row, trova asilo presso Porgy. Tra i due si instaura un forte legame che trasforma temporaneamente Bess in una ragazza per bene.

Tuttavia lei cade nelle trappole di Vita Sportiva (si tratta di un soprannome: Sporting Life), che la convince ad assumere nuovamente cocaina. A questo proposito risulta provvidenziale l'intervento di Maria, una donna grossa e possente che gestisce una taverna e che caccia Sporting Life da Catfish Row.

Ogni anno la comunità organizza una gita e un picnic sull'isola di Kittiwar. Lì Bess incontra nuovamente Crown e non resiste alla tentazione di quell'amore fisico e passionale che non può trovare con Porgy. Crown dice a Bess che tornerà a prenderla nel tempo della raccolta del cotone.

Intanto, a seguito di una tempesta, un pescatore (Jake) e sua moglie (Clara) muoiono e Porgy e Bess si incaricano di accudire il loro bambino rimasto orfano. Quando Crown torna al Vicolo del Pescegatto, viene ucciso da Porgy con una coltellata. Gli abitanti del Vicolo difendono Porgy dalle accuse della polizia, che comunque lo convoca per il riconoscimento del corpo.

Porgy, pur sapendo di dover adempiere al solo compito del riconoscimento, scappa dai poliziotti, che per questo lo arrestano e lo trattengono per qualche giorno. Al suo ritorno a Catfish Row, Porgy viene a sapere da Maria che alcuni uomini hanno avvicinato Bess e dopo averla fatta ubriacare l'hanno portata con loro.

“Porgy” è un romanzo breve (210 pagine di piccolo formato), che narra una semplice storia di una altrettanto semplice comunità di neri di Charleston. Sebbene il romanzo sia scritto da un bianco, gli occhi utilizzati per guardare il mondo sono quelli dei neri di Catfish Row. È il Vicolo del Pescegatto che guarda sia fuori che dentro le sue mura.

Tuttavia, attraverso gli occhi della comunità di Catfish Row, non viene visto nient'altro se non la storia semplice di un mendicante. Il romanzo infatti non ha l'intento di denunciare la brutta condizione nella quale versavano i neri d'America negli anni Venti, né di mostrare come i neri vivessero il loro rapporto coi bianchi.

Gli avvenimenti narrati sono soltanto quelli necessari allo sviluppo della storia e l'autore non interviene mai, né a dare giudizi espliciti su fatti o persone né a spiegare situazioni congiunturali che non siano indispensabili. Lo stesso titolo del romanzo fa notare questo: “Porgy”. Non si vuole raccontare nulla se non la storia di Porgy. Ogni più piccolo dettaglio, seppure apparentemente inutile, trova alla fine il suo posto nella trama e risulta indispensabile per il suo completamento.

Questo non significa assolutamente che venga negato il fatto che i neri si trovavano in una condizione di discriminazione: il fatto che vivessero in una comunità chiusa in un vecchio palazzo abbandonato (che risulta essere una sorta di ghetto) ne è già un segno. Dei personaggi fanno anche riferimenti a episodi di linciaggi subiti dai neri in altre parti degli Stati Uniti (linciaggi che avvenivano senza un motivo preciso eccetto la volontà di uccidere dei neri), o parlano degli inconvenienti che possono scaturire da rapporti sessuali tra bianchi e neri.

Porgy è un eroe. Possiede molti caratteri degli eroi classici, dal punto di vista del temperamento. Egli infatti non cede mai ad alcun tipo di tentazione. Ha sempre chiare le idee su ciò che deve fare e combatte con tutte le sue forze per raggiungere il suo obiettivo e per difendere ciò che gli sta a cuore (arriva a uccidere per proteggere Bess).

Porgy è un personaggio estremamente umile: la sua condizione e alcune sue espressioni suscitano una grande compassione. Un nero è svantaggiato per il fatto stesso di essere tale, Porgy oltre che nero è “uno storpio”. Non può lavorare e è costretto a vivere di elemosina, che gli permette a mala pena di mangiare e di comprare un piccolo “carretto a capra” per potersi spostare.

Nonostante questa condizione di estrema miseria, Porgy è un personaggio sereno e in pace con sé stesso. Ha ottenuto il benvolere della sua comunità e la simpatia di molti bianchi, assicurandosi un guadagno giornaliero sufficiente per la sua sussistenza.

Porgy è un uomo in età avanzata, anche se non ancora vecchio, ma è descritto come caratterizzato da una giovanissima energia. A turbare l'esistenza di Porgy sarà l'arrivo improvviso di Bess, che farà una violenta irruzione nella sua vita, stravolgendola e, alla fine, rovinandola.

Proprio la rovina della sua vita, la perdita di Bess nella maniera più umiliante, farà cadere l'apparente giovinezza di Porgy disegnando sul suo volto una chiara espressione di vecchiaia. Ma anche dopo la rovina della sua vita, Porgy continuerà ad amare Bess, continuerà ad avere un obiettivo e non lo perderà mai di vista.

Bess risulta il personaggio che più che affiancarsi a Porgy gli si contrappone. È l'emblema della debolezza d'animo. Bess è una persona dibattuta tra i desideri di mondanità e trasgressione (la sensualità di Crown, la droga di Sporting Life) e l'aspirazione a una vita onesta e tranquilla (la vita con Porgy).

Bess è forse il personaggio più complesso del racconto, quello più dinamico. Non ama Crown, ne è semplicemente schiava e non è in grado di sottrarsi a questa schiavitù. Non è in grado neppure di subirla rifiutandola: inconsciamente Bess desidera Crown e il tipo di vita che passa con lui.

Si tratta di un desiderio irrazionale, perché la ragione la spinge ad amare Porgy e a stare con lui. Ma per poter fare questo è necessaria la costante presenza fisica dell'uomo: rimanere senza di lui anche per brevissimo tempo la rende vulnerabile, portandola a cedere a quelle tentazioni che riconosce sbagliate ma alle quali non è in grado di sottrarsi da sola.

Bess è colta proprio nel momento di passaggio dalla giovinezza alla maturità, quando la bellezza inizia a sciuparsi. Nel caso di Bess ciò è dovuto anche a una vita dissoluta, trascorsa tra alcol e droghe.

Ad un primo sguardo viene naturale condannare Bess, specialmente per il trattamento umiliante riservato a Porgy che va ad aggiungersi a una vita che è umiliante di per sé. A una più attenta analisi, però, è possibile rendersi conto di come anche Bess sia una vittima.

È vittima della malvagità e della forza di chi riesce a manovrarla con metodi sporchi ed è vittima della sua debolezza. Quando tradisce Porgy, Bess è la prima a soffrirne, e ne soffre tanto più quanto più si rende conto di non essere in grado di evitarlo.

Non solo, quando Bess si confessa con Porgy dicendogli di essere stata con Crown e di non essere la donna giusta per lui, Porgy la rassicura perché per lui l'unica cosa importante è stare con lei, e finché stanno insieme i tradimenti non hanno alcuna importanza. Questo è un atteggiamento misto di ingenuità e di grande nobiltà d'animo.

Per Bess, Porgy ha una statura spirituale irraggiungibile, e questo la mette in difficoltà, anche se i momenti trascorsi con lui sono in assoluto i più belli e sereni della sua vita.

La vita di una comunità di neri è descritta dettagliatamente, con tutti i suoi pregi e i difetti. Il fortissimo senso della religione (che li porta a essere estremamente superstiziosi) e la dimensione comunitaria di questa.

Questo aspetto è chiaramente importato dall'Africa. Tutto a Catfish Row è vissuto collettivamente: nessun abitante manca all'appello per la gita all'isola di Kittiwar, nelle ore di lavoro se qualcuno inizia a cantare tutto il Vicolo lo segue, durante la tempesta tutti gli abitanti, riparati in un'unica stanza, cantano insieme per frenare il terrore.

Ciò spiega innanzitutto come Porgy si sia prestato così bene a diventare il soggetto di un'opera musicale e in secondo luogo come le sonorità dell'opera abbiano trovato tanta fortuna in un genere musicale come il Jazz (le cui origini risiedono proprio nella musica afro-americana).

L'opera lirica: Porgy & Bess

Di George e Ira Gershwin e Du Bose Heyward

L'opera lirica Porgy & Bess nasce dopo l'uscita del romanzo Porgy di DuBose Heyward e la messa in scena dell'omonima rappresentazione teatrale curata dallo stesso Heyward e dalla moglie Dorothy.

George Gershwin aveva letto il romanzo e assistito alla rappresentazione; così da un'idea di Gershwin, insieme al fratello Ira e allo stesso Heyward, ebbe origine l'opera. George compose le musiche mentre Ira e Heyward si occuparono della stesura del libretto.

I due fratelli Gershwin avevano da sempre lavorato insieme (scrivendo ad esempio canzoni o anche altre opere), quindi poteva capitare che Ira scrivesse dei testi su musiche che George aveva già scritto o, al contrario, poteva capitare che le musiche venissero adattate a un testo preconfezionato da Ira.

Il grande affiatamento della coppia di artisti faceva sì che scrivessero quasi l'uno per l'altro. La storia d'amore di Porgy & Bess, per George, sarà proprio una dedica al fratello (che lo sostenne moralmente e materialmente per tutta la vita).

Porgy & Bess è indubbiamente un'opera unica nel suo genere, ricca di contaminazioni stilistiche, ognuna delle quali ha un preciso ruolo nella corrispondenza musica-trama.

Lo stesso George Gershwin, in un articolo pubblicato nel 1935 sul New York Times, ha definito Porgy & Bess una “folk-opera”: “...Porgy & Bess è un racconto popolare, i cui personaggi è naturale che cantino musica popolare [...] Quindi, presentandosi in forma operistica, Porgy & Bess è una folk-opera”. Gershwin era un compositore poliedrico, che portava nel suo bagaglio culturale la grande musica classica, Ravel, il pop dei musical di Broadway, la musica popolare, i blues e gli spirituals arrivati in America con gli schiavi dell'Africa.

Nella genesi di Porgy & Bess, dal romanzo all'opera passando per il teatro, si può assistere a un progressivo completamento dell'inquadratura, grazie alla presenza sempre maggiore di elementi che forniscono una più precisa chiave di lettura.

Se nel romanzo abbiamo a disposizione solo la lettura del testo, col teatro l'inquadratura è perfezionata dalla presenza di una scenografia, dei costumi, della particolare intonazione che gli attori Porgy, Bess e attori bianchi nei panni dei gendarmi danno al testo.

Con l'opera, infine, la musica caratterizza ulteriormente i quadri che ci vengono presentati. Già a partire dal romanzo è possibile scorgere in Porgy & Bess una forte “tinta”, un colore locale sul quale Gershwin ha potuto liberare tutta la sua vena jazzistica (ricordiamo che negli anni Venti il Jazz non era ancora giunto al suo massimo grado di sviluppo).

Gianfranco Vinay ha definito Porgy & Bess una “favola esotica”, e quest'esotismo, questa tinta, assumono una funzione fondamentale nella caratterizzazione delle canzoni.

Rispetto al romanzo e all'opera teatrale, Gershwin ha voluto avvolgere la storia in un'atmosfera che richiama molto quella dell'Africa. Si pensi per esempio allo spiritual responsoriale (la preghiera collettiva He's gone gone o l'invocazione di Serena Oh Doctor Jesus) o alle work-songs (i canti dei pescatori come I take a long pull to get there) che rimandano alla vita delle popolazioni dei villaggi africani, dove qualunque evento era vissuto in comunità e la vita sociale era, in qualunque momento, scandita dal canto collettivo.

Inoltre contribuisce a rendere l'idea del carattere superstizioso che i neri di Catfish Row, pur essendo cristiani protestanti, si portano dietro dai culti animisti della loro terra d'origine.

O si pensi, ancora, ai cries dei venditori ambulanti (la venditrice di fragole, il venditore di granchi o Peter, il venditore di miele), tipico elemento che si può ritrovare nei mercatini di periferia o nei centri più poveri, come poteva essere un quartiere-ghetto abitato da neri nell'America degli anni Venti.

L'atmosfera che avvolge Catfish Row, l'aura mistica e tribale che rimanda ai villaggi africani, lo rende una realtà fuori dal mondo, un luogo quasi magico da cui il mondo esterno è visto da una finestra con i vetri appannati che sfuocano le immagini.

Il Vicolo del Pescegatto guarda all'esterno con diffidenza, vede il mondo fuori di sé come qualcosa di minaccioso, da cui deve difendersi. Esiste quindi un forte isolamento rispetto all'esterno.

A tal proposito è emblematico l'episodio della morte di Robbins: per quanto tutta la comunità condanni Crown, preferisce difenderlo dai bianchi, considerati un male ben peggiore.

Questa condizione di separazione è enfatizzata dal fatto che i pochissimi personaggi bianchi non cantano mai, sono solo attori. Il commissario e i poliziotti rappresentano la giustizia amministrata dai bianchi che è soltanto un pericolo per i neri; l'avvocato Archdale è invece rappresentativo di una ristretta categoria di bianchi onesti su cui anche i neri possono contare.

Oltre al doppio registro stilistico, linguaggio verbale/canto, esiste anche un doppio registro linguistico. Il linguaggio utilizzato dai neri, infatti, riprende tutte quelle inflessioni e storpiature tipiche della comunità nera americana, costituita per la quasi totalità da analfabeti.

Ecco quindi un altro elemento che Gershwin introduce, volendo scrivere una vera opera lirica e volendo quindi utilizzare tutti gli espedienti che ad essa fanno riferimento: il recitativo.

La storia di Porgy & Bess è, nel complesso, una storia semplice. Tuttavia, è scorretto minimizzare l'opera considerandola l'avventura di Porgy che insegue l'obiettivo di conquistare Bess tra i vari ostacoli che si presentano.

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Sintesi

Porgy&Bess

La tesina parla di Porgy&Bess, l'opera lirica di Gershwin, del romanzo a cui è ispirata, di come sia in relazione con la condizione della comunità di colore degli USA, della storia di tale comunità e degli sviluppi artistici che l'opera ha avuto nel Jazz.

Materie interessate

Storia, Letteratura, Musica

Commento della giuria

Lavoro molto buono, che affronta un tema delicato e di attualità. Ben strutturata e ricca di riferimenti, varia e con argomenti ben legati tra di loro. Tema originale esposto in maniera chiara e corretta; organica la trattazione e molto buona l'impaginazione.

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