Estratto del documento

Non si vede bene che con il cuore…

…L’essenziale è invisibile agli occhi… Posponi Valentina

Liceo linguistico

Classe V D

A.S. 2008/2009

Ogni giorno, trasportati dalla velocità delle nostre vite non ci accorgiamo di come le piccole cose sfuggano al nostro sguardo…. e quando ce ne accorgiamo è troppo tardi…. un fiore appena sbocciato tra il cemento della città, un passerotto che canta tra i rami di quell’albero vicino a casa e a cui non diamo mai importanza… e invece quelle piccole cose che a noi sfuggono i bambini le notano facilmente…. ha inizio così la ricerca che bisogna fare dentro di noi… l’essenziale… essenziale che non vediamo facilmente con gli occhi ma che appunto vediamo con il cuore….

“L’essenziale è invisibile agli occhi - ripeté il piccolo principe per ricordarselo” Sicuramente la frase-chiave del romanzo di Saint-Exupery è questa………

Francese

Le Petit Prince

Le Petit Prince est l'œuvre la plus connue d'Antoine de Saint-Exupéry. Publié en 1943 à New York, c'est un conte poétique et philosophique sous l'apparence d'un conte pour enfants.

C'est un récit qui n'a pas d'étiquette dans l'histoire littéraire. Chaque chapitre relate une rencontre du petit prince qui laisse celui-ci perplexe quant au comportement absurde des « grandes personnes ». Chacune de ces rencontres peut être lue comme une allégorie.

Le langage, simple et dépouillé, parce qu'il est destiné à être compris par des enfants, est en réalité pour le narrateur le véhicule privilégié d'une conception symbolique de la vie.

Les aquarelles font partie du texte et participent à cette pureté du langage : dépouillement et profondeur sont les qualités maîtresses de l'œuvre.

On peut y lire une invitation de l'auteur à retrouver l'enfant en soi, car « toutes les grandes personnes ont d'abord été des enfants. (Mais peu d'entre elles s'en souviennent.) ». L'ouvrage est dédié à Léon Werth, mais quand il était petit garçon.

Toujours en quête d'amis, le petit prince arrive sur Terre, et c'est encore la solitude et l'absurdité de l'existence qu'il va découvrir : sa rencontre avec le serpent qui ne parle que par énigmes, celle d'une fleur « à trois pétales », l'écho des montagnes.

Enfin, il arrive dans un jardin de roses. Il se rend alors compte que sa fleur n'était pas unique et devient bien malheureux. C'est alors qu'il rencontre un renard ; ce dernier lui explique ce que signifie « apprivoiser ».

C'est grâce à l'enseignement du renard que le petit prince découvre la profondeur de l'amitié : « On ne voit bien qu'avec le cœur. L'essentiel est invisible pour les yeux. »

  • « Tu es responsable pour toujours de ce que tu as apprivoisé. »
  • « C'est le temps que tu as perdu pour ta rose, qui fait ta rose si importante. »

Dans cet épisode on a l’utilise du verbe “apprivoiser” que dans l’Anglais ça veut dire faire un animal sauvage inféodé et soumis parce qu’il a le signifié de domestication et subordination.

Pour le renard et pour le petit prince le verbe “domestiquer” implique une connexion réciproque et affective. La distinction entre les deux mots c’est très important parce que dans le Français il n’y a pas cette connotation de domination et suprématie qu’on a malheureusement dans la traduction Anglais.

La révélation du secret du renard ajoute un moral qu’on trouve dans tout le roman. Les leçons du renard doivent être apprises plutôt que enseignées, et quand le renard révèle son secret, confirme ce que le petit prince a appris dans ses explorations.

Le renard est comme un mentor qui fait noter les choses importantes qui le petit prince a apprise et lui aide pour comprendre ses pensées. Quand le renard explique quoi ça veut dire « apprivoiser » le prince comprendre qu’il a était apprivoisé par sa rose, même si il ne savait pas que cette situation avait un nom.

Après le prince visite encore une fois le jardin des roses et dans lui-même il comprendre la deuxième partie du secret du renard ou bien que c’est le temps qu’il a dédié à sa rose qui a fait elle unique pour lui.

Le petit prince donc a apprise les leçons du renard qui en appelait ses leçons « secret » a révélé que cette connaissance ce n’est pas possible pour tout le monde, donc il doit considérées elles un privilège.

Plus tard, le petit prince rencontre successivement un aiguilleur et un marchand avant de rencontrer l'aviateur — avec lequel il restera sept jours.

Guidé par la fragilité et la candeur du petit prince, celui-ci finit par découvrir un puits dans le désert : « Ce qui embellit le désert, dit le Petit Prince, c'est qu'il cache un puits quelque part. »

Peu après, le petit prince explique au narrateur qu'il est arrivé sur Terre depuis près d'un an : il doit rentrer sur sa planète pour s'occuper de sa fleur dont il se sent désormais « responsable ».

Il ne peut en revanche emporter son corps trop lourd et dont un serpent qui parle toujours par énigmes accepte de le libérer.

En compagnie de l'aviateur, le petit prince revient sur le lieu exact où il était arrivé : « Il tomba doucement comme tombe un arbre. Ça ne fit même pas de bruit à cause du sable. »

Le petit prince sourit, il rira même éternellement dans les étoiles d'après le texte de Saint-Exupéry.

Latino

E come l’essenziale è invisibile agli occhi così c’è un castello speciale nel quale i servitori sono invisibili, gli strumenti musicali suonano melodie favolose senza che nessuno li tocchi e ci sono sontuosi banchetti sempre pronti sulla tavola.

Questo è il castello che ci racconta Apuleio nella fiaba di Amore e Psiche inserita nel secondo libro delle Metamorfosi.

Le Metamorfosi di Apuleio assume i caratteri del romanzo di formazione.

Lucio il protagonista è caratterizzato dalla “curiositas”, la quale risulta un elemento positivo entro determinati limiti, che egli non rispetta facendo scattare così la punizione: metamorfosi in asino, animale considerato stupido ed utile solo nel trasporto di grandi carichi.

Lucio però mantiene l’intelletto umano, e per questa ragione nel titolo è definito l’asino d’oro, e possiede comunque un punto di vista privilegiato perché osserva gli uomini nei loro gesti quotidiani.

Il romanzo rappresenta anche una denuncia alla società perché corrotta, ed infatti nel libro sono rappresentati: imbroglioni, prostitute ed adulteri.

Il percorso che dunque Lucio si trova ad affrontare è di espiazione, in quanto passa dalla mani di briganti e mugnai alle esibizioni circensi.

Il protagonista rappresenta l’uomo che pecca, e che solo dopo l’espiazione dei suoi peccati si può salvare, sino ad arrivare alla conversione al culto di Iside diventandone sacerdote.

Amore e Psiche

A conferma del fatto che questa è una chiave di lettura suggerita dall'autore, alcuni episodi minori dell'intreccio trovano corrispondenze precise con la vicenda di Lucio, anticipandola o rispecchiandola.

Emblematico è il caso della favola di Amore e Psiche che, grazie al rilievo derivante dalla posizione centrale e dalla lunga estensione, assume valore prefigurante nei confronti del destino di Lucio.

La trama rispecchia tradizioni favolistiche note in tutti i tempi: la figlia minore di un re suscita l'invidia di Venere a causa della sua straordinaria bellezza, e viene, per volere della dea, data in preda a un mostro.

Cupido, figlio di Venere, vedendola, se ne innamora e la libera, portandola al sicuro in un castello, dove ne diviene l'amante.

Alla fanciulla, che ignora l'identità del dio, è negata la vista dell’amato, pena l'immediata separazione da lui.

Tuttavia, istigata dalle due sorelle invidiose, Psiche non resiste al divieto e spia Amore mentre dorme: all'inevitabile, immediato distacco pone rimedio la dolorosa espiazione cui Psiche si sottomette, attraverso varie prove.

La novella si conclude con le nozze e gli onori tributati a Psiche, assunta a dea.

Amore e Psiche nella struttura del romanzo

La favola di Amore e Psiche svolge nella struttura del romanzo una precisa funzione letteraria: riproduce in scala ridotta l'intero racconto e impone ad esso la giusta chiave di lettura.

Tocca al racconto secondario, contenuto nel corpo del romanzo, rendere più complessa la prima lettura attivando una seconda linea tematica (quella religiosa), che si sovrappone alla prima linea tematica (quella dell'avventura) per conferirle un contenuto iniziatico.

Le vicende di Lucio possono essere lette come le prove cui è sottoposto un essere che, dopo un tempo d'alienazione e di errabonde peripezie, è fin dall'inizio promesso alla salvezza voluta dalla dea signora delle trasformazioni.

Senza l'inserzione della favola di Amore e Psiche, Apuleio non avrebbe potuto dirigere gli avvenimenti narrati verso la giusta lettura, per fare del romanzo la storia di una redenzione.

L'evidente significato allegorico nulla toglie alla leggerezza del racconto che segue felicemente la tradizione favolistica.

Eros e Psiche, è una favola che occupa addirittura due libri, e, come il resto delle Metamorfosi, ha un significato allegorico: Cupido (identificato con il greco Eros, signore dell'amore e del desiderio), unendosi a Psiche (cioè l'anima), le dona l'immortalità, ma Psiche per giungervi deve affrontare innumerevoli prove, tra cui quella di scendere agli Inferi per purificarsi.

Anche la posizione centrale della favola nel testo originale aiuta a capire lo stretto legame che lega questo “racconto nel racconto” con l'opera principale; è infatti facile scorgere in questa favola una “versione in miniatura” dell'intero romanzo: come Lucio, anche Psiche è una persona “simplex et curiosa”, e come Lucio compie un'infrazione, che viene duramente punita, e solo in seguito a molte peripezie potrà raggiungere la salvezza.

Italiano

Dunque abbiamo parlato di leggerezza, invisibilità e rapidità… ebbene queste sono tre delle sei proposte per il nuovo millennio di Calvino, valori da salvare e conservare.

Le lezioni americane

Nel Giugno del 1984 Calvino viene invitato a tenere ad Harvard sei Norton Lectures, delle relazioni la cui particolarità è l'assoluta libertà nella scelta del tema.

È la prima volta in cui Calvino deve creare dal nulla un saggio prendendo direttamente e in prima persona la parola.

Fino all'inverno successivo, Calvino non fa altro che raccogliere materiale utile per il suo intervento: nell'Aprile del 1985 termina la stesura della “leggerezza”, tra Maggio e Giugno le si affiancano anche la “rapidità”, la “molteplicità”, “l'esattezza” e la “visibilità”.

La sesta e ultima sezione, la “consistency”, rimane incompiuta perché Calvino muore poco prima di partire.

Il libro incompiuto viene pubblicato dapprima solo in America e dopo tre mesi arriva anche in Italia.

Per accostarsi a questo libro straordinario è però importante non considerarlo come un testamento letterario di Calvino: all'essenza di questo libro ci si può avvicinare prendendo in considerazione la successione dei suoi antenati letterari del Novecento: “Aspetti del romanzo” di Forster, “Lezioni di letteratura” di Nabokon, le conferenze di Bachmann, i saggi di Auden e le “Variètès” di Paul Valéry, tutte opere che presuppongono una vita di letteratura ma che soprattutto ne esprimono la gioia, il piacere del leggere e dello scrivere.

Su questo libro il commento più appropriato è stato quello di Alberto Moravia, il quale ha affermato che questo non è il libro di un vecchio, ma di un giovane che vede la letteratura come una donna amata, bellissima, ritrosa e lontana, e la vuole conquistare.

Ovviamente poi, le “Lezioni americane” sono anche un riepilogo, una sintesi di quindici anni di saggistica; è un libro importante non perché Calvino finalmente si riveli come persona, ma perché mette sulla carta la sua idea di come dovrebbe essere la letteratura.

C'è nelle “Lezioni americane” una coppia di autori, Lucrezio e Ovidio, che incarnano il primo l'unicità e il secondo la molteplicità.

Si farebbe presto a dividere le opere di Calvino in questo modo, ma è invece più importante capire questo: la figura di Lucrezio è il simbolo della scomponibilità del mondo in elementi primi e inalterabili, mentre quella di Ovidio della loro incessante trasmutabilità.

L'universo di Lucrezio è discontinuo ma padroneggiabile con la mente mentre quello di Ovidio è un proliferare di forme concrete e definite.

È vero che la materia è discontinua ed il mito è continuo, ma si può sempre metterli in relazione: nell'immaginazione di Calvino le forme di Ovidio nascono dal caos di Lucrezio, perché ogni cosa obbedisce ad un principio di analogia che è il vero tessuto connettivo del mondo.

La leggerezza

“...la leggerezza è qualcosa che si crea nella scrittura, con i mezzi linguistici che sono quelli del poeta...”

“La leggerezza... si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l'abbandono al caso”

“Non potremmo ammirare la leggerezza del linguaggio se non sapessimo ammirare anche il linguaggio dotato di peso”

Da “Lezioni americane”

Calvino dedica la prima delle lezioni americane all'opposizione leggerezza-peso, dichiarando di sostenere le ragioni della leggerezza, in quanto sulla leggerezza pensa di avere “più cose da dire”. Il suo lavoro di scrittore è stato infatti una sottrazione di peso.

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Sintesi

Tesina - Premio maturità  2009

Titolo: L'ESSENZIALE E' INVISIBILE AGLI OCCHI..

Autore: Posponi Valentina

Descrizione: nella tesina viene analizzato il problema delle piccole cose essenziali che nella rapidità  delle nostre vite ci sfuggono..

Materie trattate: Inglese,storia,italiano,latino,francese,storia Dell'arte,spagnolo

Area: umanistica

Sommario: inglese,lewis carrol,alice's adventures in wonderland italiano,calvino,lezioni americane:visibilità ,leggerezza,rapidità  spagnolo,marquez,el amor en los tiempos del colera francese,Saint-Exupery,Le petit prince storia,il bombardamento di montecassino arte,futurismo,boccioni,la città  che sale latino,apuleio,la favola di amore e psiche

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