Titolo: a cura di Elena De Vita
Scuola: Liceo Scientifico U. Dini (Pisa)
a.s. 2008/2009
Indice
Introduzione
………………………………3
Perché l’aspirina.
- Storia dell’aspirina
…………………………….….4
La preistoria dell’aspirina.
- Verso il progresso delle scienze.
- Così nacque l’Aspirina.
- La chimica dell’aspirina ……………………………….…6
Sintesi dell’acido acetilsalicilico.
- Azione dell’aspirina ………………………………….…8
Due parole sull’acido arachidonico.
- Inibizione di COX-2.
- Inibizione di COX-1.
- Reazione di inibizione.
- Effetti collaterali ………………………………………….12
Emorragia gastrica.
- Altre situazioni in cui porre particolare attenzione.
- Il futuro dell’aspirina …………………………………13
L’ASA contro il cancro.
- Nuove potenzialità dell’ASA.
Conclusioni e bibliografia ………………………………15 2
Introduzione
Perché l’aspirina
L’argomento che andrò a trattare è un medicinale noto a tutti, forse il più famoso, e che di sicuro ha segnato la storia della medicina, senza smettere tuttora di stupirci: l’aspirina.
Dietro alla mia scelta si possono individuare varie ragioni.
In primo luogo ho pensato che, pur essendo un argomento di carattere puramente scientifico, potesse essere in realtà utile a tutti, dato che l’aspirina è un medicinale molto conosciuto, il cui uso è largamente diffuso; inoltre suppongo che la mia illustrazione risulterà abbastanza comprensibile per tutti (esperti della materia e non), se non nello specifico della chimica di questo composto, almeno nella praticità dei suoi effetti. In particolare ho ritenuto interessante analizzare quali siano i veri benefici e quali le controindicazioni dell’aspirina in quanto spesso se ne parla senza conoscere veramente il suo meccanismo d’azione. Forse, dopo questo lavoro, vi sentirete un po’ più sicuri, oppure un po’ meno, nell’uso di questo medicinale: se non altro, mi auguro che possiate dire di saperne un po’ di più sull’aspirina.
Un’altra ragione e forse anche la principale che risiede dietro alla mia scelta è la mia intenzione di iscrivermi nel prossimo futuro alla facoltà di farmacia, indirizzo CTF (chimica e tecnologie farmaceutiche), in quanto mi affascina l’idea di poter fare ricerca nel campo dei medicinali.
Questo elaborato verterà su tre principali punti: inizierò col raccontarvi l’interessante storia di questo medicinale, che ha ormai più di un secolo, quindi entreremo un po’ più nello specifico, analizzando la molecola di acido acetilsalicilico e il suo funzionamento nel nostro organismo; infine vedremo anche i suoi effetti collaterali e al tempo stesso le sempre nuove applicazioni di questo straordinario farmaco.
Sperando di avervi incuriosito, vi auguro un buon ascolto/lettura. 3
La storia dell’aspirina
La scoperta dell’Aspirina, come per la maggior parte dei medicinali moderni, è piuttosto recente, risalendo infatti alla fine del diciannovesimo secolo. Ma non tutti sanno forse che gli effetti benefici dell’acido salicilico (così come gli effetti collaterali), avendo questo composto un’origine naturale, erano già stati scoperti fin dall’antichità, probabilmente fin da quando l’homo sapiens ha iniziato a distinguere le piante, cercando di sfruttarne i benefici.
La preistoria dell’aspirina
Le prime due prove concrete comunque che si hanno dell’uso di foglie e corteccia di salici e mirti nella medicina risalgono rispettivamente a circa 3000 anni a.C. e al 1534 a.C., quindi alle due grandi civiltà di questo periodo: i Sumeri, cui appartiene la tavoletta Ur III (il più antico reperto di rimedi medicinali, seppur mancante delle malattie a cui questi fossero destinati), e gli Egizi, redattori del Papiro di Ebers. L’importanza del Papiro di Ebers, del quale il tedesco Georg Ebers ha ottenuto la paternità, fu in realtà scoperta in primo luogo dall’egittologo Edwin Smith, che, acquistando il papiro (insieme al Papiro chirurgico Edwin Smith) e riportandolo alla sua integrità, riuscì in parte a tradurlo e a riconoscere il valore della scoperta insito ad uno dei documenti più completi della medicina antica. Esso conteneva infatti un lungo elenco di rimedi naturali per alcune malattie, seppur con metodi ben lontani dalla medicina moderna; in questa lista, l’uso delle proprietà del salice era indicato come ricostituente, analgesico e per terapie antinfiammatorie.
Così come l’uso medico del salice si era probabilmente diffuso dai Sumeri agli Egizi, esso fu tramandato anche in Grecia, dove anche il celeberrimo Ippocrate di Cos (V sec. a.C.), “il padre della medicina”, “prescriveva” la corteccia di salice come analgesico: egli in particolare lo sfruttò per i dolori del parto e per abbassare la febbre. Dalla Grecia l’uso del salice sopravvisse per centinaia d’anni anche nella civiltà romana.
Verso il progresso delle scienze
Fu però col calare del buio medievale che gran parte dei rimedi medici, fra cui anche le proprietà dell’acido salicilico, andarono perduti. Si dovrà aspettare dunque la curiosità di un reverendo della periferia di Chipping Norton, nel XVIII secolo, il quale per caso, o forse seguendo l’idea di Paracelso, per cui “la natura è causa e cura delle malattie” e quindi laddove si trova la causa di un male vi è anche il suo rimedio, assaggiò la corteccia di salice e la trovò tremendamente amara, proprio come la corteccia di china, allora unico rimedio contro le febbri, ma di difficilissimo reperimento. A questa idea successe una serie di esperimenti ben poco ortodossi, da cui il reverendo Edward Stone ricavò una tale certezza sulle proprietà “assorbenti, astringenti e febbrifughe” della sua scoperta da decidere di comunicarle alla Royal Society. In ogni caso, fu solo nel secolo successivo che la sua scoperta poté essere messa a frutto, grazie alle innovazioni in tutti i campi portate dal progresso industriale.
Ben presto partì quasi una gara per chi prima fosse riuscito a isolare l’ingrediente segreto della corteccia di salice: il miglior risultato fu ottenuto nel 1838 da un italiano, Raffaele Piria, che denominò l’acido salicilico. Ma vi era ancora una certa diffidenza nei confronti di questo nuovo rimedio, considerato come uno fra i tanti, se non peggiore per la sua sgradevolezza e l’irritazione collaterale persino accentuata con l’isolamento dell’acido.
La strada fu dunque aperta da un medico inglese, Thomas John Maclagan, che utilizzò la salicina per curare la febbre reumatica, legittimando con una complessiva analisi medica i risultati già conseguiti dal reverendo Stone: insomma, si era trovata una nuova cura efficace contro molti dei mali più comuni; restava ora da ridurre la serie di effetti collaterali ad essa legati e da rifinire il composto.
Così nacque l’aspirina
La spinta decisiva venne dalla Germania ormai in fase d’unione; nel nascente complesso della Bayer, che dopo la morte dei suoi fondatori aveva scelto fra i settori in cui espandere il proprio commercio quello farmaceutico (che data l’associazione che si fa al nome Bayer, si rivelò poi il più fortunato), emersero negli anni ottanta dell’Ottocento tre figure scientifiche importanti: Heinrich Dreser, direttore del reparto di farmacologia, Arthur Eichengrün, direttore del reparto farmaceutico, ed infine Felix Hoffman [figura 1], collega di Eichengrün.
Tesina - Premio maturità 2009
Titolo
L'Aspirina
Autore
De Vita Elena
Scuola
Liceo scientifico
Descrizione
L'argomento che andrò a trattare è un medicinale noto a tutti, forse il più famoso, e che di sicuro ha segnato la storia della medicina, senza smettere tuttora di stupirci: l'aspirina. Dietro alla mia scelta si possono individuare varie ragioni. In primo luogo ho pensato che, pur essendo un argomento di carattere puramente scientifico, potesse essere in realtà utile a tutti, dato che l'aspirina è un medicinale molto conosciuto, il cui uso è largamente diffuso; inoltre suppongo che la mia illustrazione risulterà abbastanza comprensibile per tutti, esperti della materia e non, se non nello specifico della chimica di questo composto, almeno nella praticità dei suoi effetti. In particolare ho ritenuto interessante analizzare quali siano i veri benefici e quali le controindicazioni dell'aspirina in quanto spesso se ne parla senza conoscere veramente il suo meccanismo d'azione. Forse, dopo questo lavoro, vi sentirete un po' più sicuri, oppure un po' meno, nell'uso di questo medicinale: se non altro, mi auguro che possiate dire di saperne un po' di più sull'aspirina. Un'altra ragione e forse anche la principale che risiede dietro alla mia scelta è la mia intenzione di iscrivermi nel prossimo futuro alla facoltà di farmacia, indirizzo CTF (chimica e tecnologie farmaceutiche), in quanto mi affascina l'idea di poter fare ricerca nel campo dei medicinali.
Materie trattate
Chimica (composto ASA), Biochimica (sintesi ASA), Storia (nascita dell'aspirina)
Area
Scientifica
Bibliografia
- Diarmuid Jeffreys, Aspirin. The story of a wonder drug, Bloomsbury Publishing, London, 2004. Traduzione di Giovanni Tarantino.
- Laboratorio di chimica organica, Itis J. F. Kennedy, Preparazione di acido acetilsalicilico mediante esterificazione, Pordenone, 17 novembre 2007.
- Prof. Dr. Karlheinz Schmidt - Marion Zerbst, Aspirin®: nur ein Kopfschmerzmittel, Stuttgart, 1997. Traduzione di Lucia Cristina Bartolucci.
- EMEA, European Medicines Agency concludes action on COX-2 inhibitors, London, 27 giugno 2005.
- David S. Goodsell, Cicloossigenasi. Molecola del mese, www.pianetachimica.it/mol_mese/ mol_mese_2001/05_Cicloossigenasi/Cicloossigenasi_1_ita.html. Traduzione di Mauro Tonellato.
- Da Wikipedia: Acido Acetilsalicilico; Acido Arachidonico; Fans; Prostaglandine.