Il volto laico del mondo
Lo scopo della mia tesina è quello di dare una diversa impostazione rispetto a quella in cui ogni essere è portato a credere in base alla cultura che gli viene insegnata durante la crescita. Ovvero a credere in quei dogmi che fanno riferimento a una divinità superiore in cui credere, per poter continuare a sperare in qualcosa di superiore che ci salvi dai pericoli, che ci conforti. Ma se questo principio non esistesse e la vita fosse soltanto un qualcosa che si riproduce continuamente e che riserva soltanto un diverso destino, percorso!?! E chi sa qual è il nostro scopo?!?!
Molti pensatori si sono chiesti fin dalle prime civiltà in cosa consista quell’ “archè” o principio fondamentale che ha prodotto il mondo e che lo fa conservare così com’è, ma chi può dirci chi ha ragione?!
La teoria del Big Bang
La mia tesina parte perciò da una delle teorie più forti elaborate dalla scienza contro il Creazionismo cristiano, la teoria del Big Bang. Il Big Bang non è stata un'esplosione di materia che si muove verso l'esterno per riempire un universo vuoto. È invece lo spazio stesso che si espande con il tempo in tutte le direzioni e aumenta la distanza fisica tra due punti, partendo da un punto omogeneo e inizialmente molto denso, con temperature e pressione molto elevate che poi iniziò a raffreddarsi rapidamente, dopo l’inizio dell’espansione.
Questa tesi del Big Bang è oggi accreditata da molti studiosi, perché spiega l’espansione delle galassie e l’allontanamento delle stelle, che noi possiamo spiegare tramite le classi spettrali, che se tendono verso il rosso, ci indicano che i corpi sono in fase di allontanamento (Red Shift).
Feuerbach e l’umanesimo ateo
Queste teorie scientifiche non servirebbero a nulla se nessuno prendesse spunto da esse per elaborare pensieri filosofici. Per Feuerbach la religione è individuale: ognuno ha una propria religione, che è l’espressione dei propri bisogni interiori che non riusciamo a raggiungere, Dio è quindi il desiderio (ottativo) del nostro cuore.
Il pensiero di Feuerbach afferma l’integralità dell’uomo, della sua natura, costituita da corpo, ragione e cuore, alla cui base c’è l’unità e il rapporto dell’uomo con altri suoi simili piuttosto che l’alienazione (cioè l’uscir fuori di sé) della natura umana che gli stessi uomini hanno prodotto credendo che la propria essenza fondamentale sia fuori di noi, cioè in Dio.
La riscoperta del lato immanente del mondo è per questo filosofo della sinistra hegeliana un umanesimo ateo, nel quale l’uomo per potersi affermare deve uccidere la propria alienazione e quindi dare sfogo alla libera comunicazione tra gli esseri viventi e alla ricerca della felicità di tutti, principi alla base di questo umanesimo ateo che vuole dare risalto all’uomo.
Marcuse e la critica della società consumistica
Anche per Marcuse (filosofo ed ebreo tedesco costretto alla fuga in America dopo l’instaurazione del regime fascista) la religione è un fatto puramente individuale perché questa è una creazione della mente umana. La grande notorietà di questo filosofo tedesco consiste nel tentativo di sintesi e di unificazione del pensiero di Freud e di Marx, due dei maestri del sospetto.
Infatti il diabolico pensiero di Marcuse si basa sulla critica del consumismo e della società attuale che ha portato l’uomo alla rivalità, basato sul lavoro, piuttosto che lasciarlo all’aspetto naturale del collaborazionismo per poter vivere meglio ed essere più felici.
La civiltà comporta, dunque, necessariamente il differimento dei piaceri e la repressione degli istinti: la società impone una modificazione nella struttura degli istinti stessi, in quanto non ha i mezzi sufficienti per mantenere in vita i suoi membri se non imponendo ad essi il lavoro e dirottando le loro energie dall'attività sessuale per farle convergere sul lavoro.
A questo punto il filosofo della scuola di Francoforte criticando la civiltà consumistica elabora la teoria del principio di prestazione che consiste in ciò che l'individuo deve fornire alla società, ed è ciò che la società si aspetta dall'individuo.
Più la società diventa complessa e più questa repressione aumenta ed è proprio questa repressione che maschera gli stati democratici, facendoci credere che siamo liberi di scegliere, ma a questo punto le democrazie diventano totalitarie, cercando di rendere impossibile ogni forma di opposizione.
In questo clima a Marcuse non resta che attaccare quella società che si autodefinisce “democratica”, ma che nello stesso tempo condiziona i veri bisogni umani, sostituendoli con altri artificiali.
Queste sono le rivendicazioni dei giovani di tutto il mondo che nel 1968 sfociano nelle proteste giovanili che proponevano un profondo rinnovamento della società che si basava soltanto su valori materialistici come il denaro e tutto ciò che aveva preso il posto dei valori etici a favore dell’asservimento dei cittadini allo stato e alla politica di quelle democrazie che ci mostrano soltanto di essere tolleranti nei confronti dei dissidenti, ma che invece vogliono soltanto massificarci al consumo e che ci dicono di essere liberi ma che non ci lasciano essere indipendenti nello scegliere.
“Immaginazione al potere” diventerà una delle parole d'ordine degli studenti del sessantotto, ai quali Marcuse guarda come veicolo attraverso il quale si può realizzare la liberazione, insieme ai guerriglieri del terzo mondo, alle minoranze emarginate, giustificandone anche la violenza perché mossa da una vera e sana intolleranza.
Questi movimenti di rivolta che in Italia e in Francia si incontrarono con le lotte operaie condividevano valori globali a partire dalla critica delle istituzioni democratiche e del consumismo, contrapponendovi l’egualitarismo, la democrazia diretta e di una piena giustizia sociale per tutti.
Mustafa Kemal e la laicizzazione della Turchia
Un’altra figura molto importante nello scenario politico novecentesco è sicuramente Mustafa Kemal, un ufficiale dell’esercito che cercò di risollevare il nazionalismo turco dopo le dure restrizioni inflitte all’impero ottomano dopo il trattato di Sèvres.
Questo ufficiale cercò di allontanare dalla ristretta penisola anatolica le popolazioni straniere, sconfiggendo i greci che si volevano insidiare nella regione di Smirne e occupando l’Armenia.
Nel 1922 venne abolito il sultanato e Kemal fu eletto presidente della Repubblica turca con l’appellativo di ”Atatürk”, cioè padre dei turchi.
Kemal in realtà instaurò un regime autoritario guidato da un partito unico, ma si impegnò a fondo per modernizzare lo stato, per la laicizzazione, per la parità tra i sessi, per sostituire le leggi islamiche con quelle degli stati europei, oltre a varie riforme economiche e all’introduzione dei cognomi e del suffragio universale.
Per quanto riguarda la religione, la politica di Atatürk negli anni Venti e Trenta del sec. XX è stata volta a creare uno Stato laico, liberando la società turca dagli “impacci” che l'Islam poneva (il velo, ad esempio, o il trattamento delle minoranze curde, o un non episodico ricorso alla tortura contro gli imputati da parte delle forze dell'ordine).
Questo tipo di controllo ha avuto come risultato un Islam moderato e moderno.
Leopardi e la ricerca di risposte esistenziali
Leopardi in questo contesto sembrerebbe estraneo, perché in realtà non parla mai esplicitamente di religione, ma è chiara la sua posizione laica e volta alla ricerca di risposte esistenziali partendo dall’infelicità dell’uomo.
Questa infelicità umana secondo Leopardi è prodotta dalle illusioni che la Natura ci offre. L’infelicità umana deriva dalla continua voglia di soddisfare i propri piaceri, che però non possono essere tutti soddisfatti e che ci portano quindi all’insoddisfazione.
Nelle due fasi del pessimismo leopardiano, inizialmente assume un aspetto benigno perché fornisce all’uomo gli strumenti per essere felici, cioè l’immaginazione e l’illusione, successivamente essa è vista come un organismo che non si preoccupa più della sofferenza dei singoli, ma che svolge incessante e noncurante il suo compito di prosecuzione della specie e di conservazione del mondo.
Essa si riduce, quindi, ad essere un meccanismo indifferente e crudele che fa nascere l’uomo per destinarlo alla sofferenza. L’indifferenza della Natura rispetto alla sofferenza umana è espressa nel “Dialogo della Natura e di un Islandese”.
Tesina - Premio maturità 2009
Titolo: Il volto laico del mondo
Autore: Colangelo Giuseppe
Descrizione: Il mio intento è quello di creare una visione del mondo opposta alla teoria del creazionismo cristiano. Per questo ho scelto le idee di molti pensatori influenti anche nel mondo a noi contemporaneo.
Materie trattate: Geografia astronomica, Filosofia (Feuerbach, Marx, Marcuse), Storia, Letteratura italiana (Leopardi), Letteratura inglese, Fisica
Area: Umanistica
Sommario: Geografia astronomica, Big Bang, prima tesi contro il creazionismo cristiano. Filosofia, Feuerbach e Marcuse, la religione come una creazione individuale. Storia, il '68 e Ataturk, le idee di Marcuse che influenzano la storia contemporanea e la possibilità di creare uno stato laico. Letteratura italiana, Leopardi e Foscolo, il pessimismo che influenza il mondo delle illusioni. Letteratura inglese, Percy Bysshe Shelley, una visione immanente che porta al panteismo. Fisica, Einstein, grande scienziato e pensatore che butta giù ogni certezza e che collabora all'idea dell'espansione del mondo anche con la formula E=mc2.