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Architettura fascista

Razionalismo-architettura fascista

L’architettura divenne la principale forma di propaganda e prestigio per il fascismo.

Tutte le nuove città furono costruite seguendo uno schema ben preciso, ossia che dal centro partivano tutti gli edifici pubblici come la scuola e l’ufficio postale, dopo di che si estendeva il vero e proprio centro abitato.

Lo stile del Novecento è rettilineo e lineare, senza decorazioni all’infuori dei simboli del fascismo: il fascio e l’aquila; questa architettura si collega molto alla corrente del razionalismo.

Il razionalismo aveva come scopo quello di risolvere i problemi dell’edilizia di massa, cercando di far congiungere la creatività individuale con la serialità ripetitiva per rispondere alle organiche esigenze della coscienza civile.

Dopo lo sconvolgimento totale in Europa, successivo alla prima guerra mondiale, l’art nouveau finì col riprodurre forme arbitrarie e prive di funzione, perché non collegate ai contenuti, perdendo in questo modo quelle iniziali caratteristiche di modernità.

Il razionalismo nasce soprattutto in Germania da esperienze innovative ed è caratterizzato da: una stretta connessione tra forma e funzione, l’utilizzo di elementi prefabbricati di dimensioni standard, la riduzione all’essenziale eliminando ogni aspetto superficiale come ad esempio la decorazione, il funzionalismo ed infine un ampio uso di linee, angoli netti e volumi netti.

Ciò che più contava era la necessità di un’architettura universalmente comprensibile e che si staccasse nettamente dal passato.

Nel 1933 venne redatta a Parigi, con il preminente impulso di Le Corbusier, la “Carta di Atene”, una sorta di documento che gettava le basi per l’architettura contemporanea.

Con l’inizio dell’imposizione dei regimi di tipo totalitario come quelli in Italia e Germania e lo stalinismo nell’URSS e quindi con l’imposizione di una politica celebrativa a carattere propagandistico, il movimento razionalista iniziò a vacillare e ci fu la successiva emigrazione di artisti come Gropius, che trovò ad accoglierlo un paese in via di sviluppo dove poté affermare il suo prestigio.

Non mancarono comunque le critiche che attaccarono il razionalismo per l’assenza di suggestioni figurative, l’utilizzo di standard in urbanistica ed edilizia, la produzione di serie che si limitava a riprodurre determinati canoni.

In Italia, come detto prima, si soleva far coincidere razionalismo e fascismo poiché il primo era lo stile privilegiato.

L’architettura fascista fu senza ombra di dubbio favorita dall’elevato numero di opere pubbliche le quali, realizzate dal regime, ne testimoniavano l’incisiva e concreta presenza all’interno del paese.

Questa nuova scuola intendeva abolire totalmente ogni sorta di legame col passato, recuperando però alcuni elementi classici e rendendoli in chiave nazionalistica.

Nello stesso tempo questo genere di architettura, che testimoniava un rifiuto delle tradizioni, voleva anche contrapporre allo stile di vita individualistico borghese quello eroico e collettivo.

In Italia

In Italia, in quel tempo, si sviluppa il concetto di “arte di propaganda” che investì anche l’architettura.

Mussolini cercò di promuovere, insieme ad Hitler e Stalin, un’architettura “imperiale” ispirata alla Roma dei Cesari e volle lasciare una chance che mantenesse al partito la sua iniziale facciata avanguardistica.

Mussolini vide perciò nel futurismo e nell’architettura razionale una sorta di fiore all’occhiello per un partito rivoluzionario.

Questo creava un po’ di problemi tra gli architetti “razionali” che progettavano, sulla spinta dei molti concorsi, secondo razionalità e classicità.

Il regime fascista diede il via alla progettazione di aree urbane, alla costruzione di edifici e nuove città come Littoria, l’attuale Latina, Pomezia, Sabaudia ed Aprilia.

Alcune di queste opere hanno pura funzione propagandistica, altre rappresentano dei capolavori ed altre ancora degli scempi, come nel caso di via della Conciliazione a Roma.

Gli edifici eretti in quegli anni avevano un’immagine gelida e cupa seppur grandiosa, a causa dell’utilizzo del marmo, di facciate con lastre piane, della ripetizione di forme geometriche come il cubo e il cilindro, il contrasto dei bianchi e dei neri e l’assenza di decorazioni.

Lo scopo principale dell’architettura era quello di incanalare il gusto popolare in un’estetica che fosse lo specchio fedele del regime fascista e quello di “smuovere le masse”.

Questo è l’esempio di una città nata durante l’età del fascismo in Friuli:

Torviscosa

L’attuale centro nacque nel 1938, con la bonifica delle paludi, effettuata a partire dal 1927, e la fondazione di una fabbrica per la produzione di fibre artificiali.

L’insediamento sorse a Zuino, Torre di Zuino, denominato poi in antichità 1278.

Prima della bonifica, effettuata a partire dal 1927, la zona presentava le caratteristiche

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Sintesi

Tesina - Premio maturità 2009

Titolo

Architettura fascista

Autore

Gallo Francesco

Descrizione

L'architettura divenne la principale e migliore forma di propaganda e prestigio per il fascismo. Tutte le nuove città furono costruite seguendo uno schema ben preciso, ossia che dal centro partivano tutti gli edifici pubblici come la scuola e l'ufficio postale, dopo di che si estendeva il vero e proprio centro abitato. Lo stile del Novecento è rettilineo e lineare senza decorazioni all'infuori dei simboli del fascismo: il fascio e l'aquila; questa architettura si collega molto alla corrente del razionalismo.

Il razionalismo aveva come scopo quello di risolvere i problemi dell'edilizia di massa cercando di far congiungere la creatività individuale con la serialità ripetitiva per rispondere alle organiche esigenze della coscienza civile. Dopo lo sconvolgimento totale in Europa, successivo alla prima guerra mondiale, l'art nouveau finì col riprodurre forme arbitrarie e prive di funzione, perché non collegate ai contenuti, perdendo in questo modo quelle iniziali caratteristiche di modernità.

Il razionalismo nasce soprattutto in Germania da esperienze innovative ed è caratterizzato da:

  • Una stretta connessione tra forma e funzione
  • L'utilizzo di elementi prefabbricati di dimensioni standard
  • La riduzione all'essenziale eliminando ogni aspetto superficiale come ad esempio la decorazione
  • Il funzionalismo
  • Infine un ampio uso di linee, angoli netti e volumi netti

Ciò che più contava era la necessità di un'architettura universalmente comprensibile e che si staccasse nettamente dal passato. Nel 1933 venne redatta a Parigi, con il preminente impulso di Le Corbusier, la "Carta di Atene", una sorta di documento che gettava le basi per l'architettura contemporanea.

Con l'inizio dell'imposizione dei regimi di tipo totalitario come quelli in Italia e Germania e lo stalinismo nell'URSS e quindi con l'imposizione di una politica celebrativa a carattere propagandistico, il movimento razionalista iniziò a vacillare e ci fu la successiva emigrazione di artisti come Gropius che trovò ad accoglierlo un paese in via di sviluppo dove poté affermare il suo prestigio. Non mancarono comunque le critiche che attaccarono il razionalismo per l'assenza di suggestioni figurative, l'utilizzo di standard in urbanistica ed edilizia, la produzione di serie che si limitava a riprodurre determinati canoni.

Materie trattate

Storia dell'architettura, Storia (fascismo), Progettazioni

Area

Umanistica

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