I nostri tempi moderni
Martina Ferrari
Classe 5°Bt
Liceo Scientifico “S. Valentini”
Anno scolastico 2008/2009
Indice
- … Introduzione
- … Mappa concettuale
- … Società post-industriale
- … Pier Paolo Pasolini
- Testo “Rimpianto del mondo contadino e omologazione contemporanea”
- … “Rimpianto del
- Analisi del testo mondo contadino e omologazione contemporanea”
- … Biotechnology
- … OGM (Organismi Geneticamente Modificati)
- … La bioetica
- … I combustibili fossili e processi di distillazione
- … Il laser
- … Le fibre ottiche
- … Conclusione
Introduzione
Anni settanta: i nostri tempi moderni
“Il 1970 apre il decennio settantiano all’insegna di una certa qual continuità con il decennio precedente ma al tempo stesso evidenziando quelli che sono i chiari sintomi di quell’evoluzione e di quel cambiamento che faranno degli anni settanta non una banale appendice del dorato decennio precedente ma un’entità storica assolutamente unica ed irripetibile, dalle proprie precise caratteristiche.”
Pischedda Bruno, giornalista del “Corriere Della Sera”
Storia
Società post-industriale
Le società postindustriali sono quelle società in cui l’industria, in virtù delle continue innovazioni tecnologiche, ha raggiunto un livello produttivo molto elevato richiedendo un numero inferiore di addetti, e dove contemporaneamente, in seguito all’aumentare del benessere e dei bisogni della popolazione, si creano nuove attività in cui vengono impiegate nuove figure professionali, datate negli ’70.
La crisi petrolifera del 1973-1974 pose le società industrializzate di fronte a nuovi problemi, primo fra tutti, quello del carattere limitato e quindi esauribile delle risorse naturali del pianeta.
I governi allora si mossero soprattutto sulla base di esigenze economiche immediate e promossero politiche di risparmio energetico, volte ad alleggerire l’onere delle importazioni di petrolio sulla bilancia commerciale. Fu così che altrove si scoprì la grande risorsa energetica del carbone.
Il centro propulsore di questo processo di trasformazione risiede nel settore delle macchine da calcolo, il computer: apparecchi capaci di riprodurre in qualche misura i meccanismi di funzionamento del cervello umano, mediante l’apertura e la chiusura di una serie di circuiti elettrici.
Negli ’70 si assiste alla nascita della telematica, ossia l’applicazione dell’informatica al settore delle telecomunicazioni. Che ha permesso, grazie all’uso delle fibre ottiche, di usare una stessa rete telefonica per trasmettere non solo messaggi in voce ma anche programmi radiofonici e televisivi.
Il termine “post-industriale” non indica un mondo senza industria, ma suggerisce che l’industria non è più l’asse portante delle attività produttive e delle relazioni umane e sociali.
Lo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e l’uso di una lingua veicolare comune, l’inglese, hanno reso veloci le comunicazioni abbattendone al tempo stesso i costi. Questo è uno dei fattori principali di quell’integrazione economica e finanziaria a livello mondiale che oggi viene definita globalizzazione.
Nonostante gli importanti mutamenti intervenuti in molte aree del Terzo Mondo, il divario tra Paesi ricchi e Paesi poveri si è complessivamente approfondito.
Tutto ciò fu il motivo della formazione di movimenti internazionali di contestazione, i no-global, che miravano a sollecitare i governi dei Paesi più avanzati ad attivare nuove forme di sviluppo economico più rispettose dell’uomo e dell’ambiente.
Progressi che hanno aperto nuovi e delicati fronti nei rapporti fra scienza ed etica e fra scienza e religione si ebbero nella medicina, nella quale si svilupparono nuove tecnologie diagnostiche e la cosiddetta ingegneria genetica con la scoperta della struttura del DNA ad opera di Watson e Crick.
Tali temi però hanno suscitato la reazione di una nuova disciplina, a metà tra scienza e filosofia, la bioetica. Essa affronta i problemi che derivano dalla generazione della vita nelle varie forme di procreazione assistita o quelli che investono la possibilità di riproduzione di vita, come nella clonazione.
Italiano
Pier Paolo Pasolini
Nato a Bologna nel 1922 da famiglia borghese, Pasolini nel 1945 si laureò in Lettere all’Università di Bologna.
Negli anni fra il 1942 e il 1949 visse nel paese della madre, Casarsa nel Friuli, dove iniziò la sua carriera di insegnante. Ma la sua omosessualità dichiarata provocò uno scandalo che nel 1949 lo costrinse a lasciare il paese.
Trasferitosi a Roma, visse anni economicamente difficili. Dinanzi agli aspri conflitti sociali del dopoguerra, maturò una presa di coscienza politica che lo avvicinò all’ideologia marxista e diede origine a una produzione letteraria ispirata a tematiche realistiche e civili.
Una svolta significativa nella sua vita e nella sua attività culturale si ha intorno al 1960, quando negli anni del boom economico, Pasolini ritiene esaurita la funzione storica della letteratura e si rivolge a nuove forme di comunicazione: il cinema e il giornalismo.
Morì il 2 novembre 1975, assassinato da un giovane delle borgate in una zona desolata nei pressi di Ostia.
Pier Paolo Pasolini ha svolto un ruolo di spicco nella vita culturale italiana nel dopoguerra, dando un contributo fondamentale al dibattito sul ruolo della letteratura nella società contemporanea e cimentandosi in forme espressive diverse, quali la poesia, la narrativa, la saggistica e il cinema.
La sua notorietà presso il grande pubblico è però legata principalmente al clamore suscitato dalla sua omosessualità, provocatoriamente esibita, e alle sue dichiarazioni polemiche nei confronti della classe politica e della società contemporanea, per le quali è stato soggetto di una vera e propria persecuzione con risvolti giudiziari.
La formazione giovanile di Pasolini è quella tipica del letterato degli anni Trenta: è inserita nel clima dell’Ermetismo ed è incentrata sulla “venerazione della poesia” vista come valore assoluto e sacro.
Il poeta vede l’arcaico Friuli contadino come un mondo primigenio, incontaminato, innocente, e nella sua contemplazione lo trasforma in un Eden mitico, identificandolo con la sua stessa giovinezza.
È per tale motivo che egli fa uso del dialetto come lingua fresca e intatta, l’unica che può rendere l’innocenza primordiale di quel mondo.
La vitalità giovanile e lo slancio sensuale di ciò svela però un fondo torbido perché evoca un senso di peccato e di morte.
Nel dopoguerra, lo scrittore subisce il fascino dell’ideologia di sinistra, che interpreta in maniera critica e personale, senza tacere posizioni di dissenso rispetto alle scelte del Partito Comunista.
All’irrazionalismo e alla chiusura estetizzante dell’Ermetismo, Pasolini contrappone la necessità di un atteggiamento razionale conoscitivo nei confronti del mondo e di una sperimentazione stilistica radicalmente nuova.
Le posizioni di Pasolini mutano sensibilmente nel corso degli anni Sessanta. Egli si rende conto dolorosamente del fatto che il boom economico, l’instaurarsi della civiltà dei consumi viene amalgamata nei comportamenti e nel linguaggio al resto della società, appiattendosi in un indifferenziato universo piccolo borghese e conformista.
Nei confronti della società neocapitalistica dello sviluppo e del benessere, Pasolini conduce la sua battaglia più accanita che si trasforma in un atto di accusa contro la classe dirigente e il ceto politico.
Tale attività dà vita ad una serie di articoli come Scritti Corsari nel 1975 nella quale Pasolini giunge a vagheggiare con nostalgia una civiltà contadina scomparsa, autentica, incorrotta, vitale nella sua povertà.
“Scritti Corsari”
da
Rimpianto del mondo contadino e omologazione contemporanea
Io so bene, caro Calvino, come si svolge la vita di un intellettuale. Lo so perché, in parte, è anche la mia vita.
Letture, solitudini al laboratorio, cerchie in genere di pochi amici e molti conoscenti, tutti intellettuali e borghesi. Una vita di lavoro e sostanzialmente perbene.
Ma io, come il dottor Hyde, ho un'altra vita. Nel vivere questa vita, devo rompere le barriere naturali (e innocenti) di classe.
Sfondare le pareti dell'Italietta, e sospingermi quindi in un altro mondo: il mondo contadino, il mondo sottoproletario e il mondo operaio.
L'ordine in cui elenco questi mondi riguarda l'importanza della mia esperienza personale, non la loro importanza oggettiva.
Fino a pochi anni fa questo era il mondo preborghese, il mondo della classe dominata. Era solo per mere ragioni razionali, o, meglio, statali, che esso faceva parte del territorio dell'Italietta.
Al di fuori di questa pura e semplice formalità, tale mondo non coincideva affatto con l'Italia.
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Tesina - Premio maturità 2009
Titolo: ANNI '70: I NOSTRI TEMPI MODERNI
Autore: Ferrari Martina
Descrizione: la mia tesina conduce un'analisi completa dei successi ottenuti durante gli anni settanta in cui vengono citati tutti i maggiori rappresentanti di tali successi.
Materie trattate: Storia,italiano,inglese,biologia,filosofia,scienza Della Terra,chimica,fisica,informatica
Area: tecnologica
Sommario: storia,società post-industriale,italiano,pasolini,inglese,biotechnology,biologia,OGM,filosofia,la bioetica,scienze della terra,carboni fossili,chimica,petrolio,fisica,il laser,informatica,fibre ottiche