Quanti punti vale la firma all’esame di maturità?

lucy.t.997
Di lucy.t.997

Una delle voci più diffuse ad ogni Maturità è che se ti presenti all'orale e firmi, hai già qualche punto in tasca, dei 30 punti assegnabili al colloquio orale. La leggenda metropolitana varia da scuola a scuola: c’è chi dice che la commissione attribuisce 5 punti alla fatidica firma, chi 11 e chi addirittura 15, ovvero metà del voto della prova.
Ma quanta verità c’è in tutto ciò?
Noi di Skuola.net vogliamo fare un po’ di chiarezza.

Maturità 2018: il voto orale

Con l’imminente uscita dei quadri con i voti delle prove scritte, il voto finale di Maturità acquista sempre più corpo. Infatti l’ultimo tassello mancante ora è solo il colloquio orale, che vale la bellezza di 30 punti all'interno del voto finale.
Quindi ormai le ipotesi e i calcoli sul possibile voto di maturità si fanno sempre più precise con l’avvicinarsi dell’ultima prova. Il 30 sarebbe un sogno per molti, ma quelli con i piedi ancorati a terra si chiedono dubbiosi l’esistenza di un voto minimo.

La firma all’esame orale quanti punti vale?

E’ possibile prendere punti semplicemente per il fatto di essersi presentati all’esame e di non essere invece scappati in spiaggia?
Ebbene, sfatiamo questo mito: ci dispiace maturandi, ma dobbiamo deludervi, non esiste un voto minimo all’orale di maturità: la commissione può assegnare, quindi, un voto per l'esame orale che va da 0 a 30 punti. Il fatto di firmare non regalerà punti "di partenza" oltre a quelli guadagnati tra credito scolastico e voto degli scritti.
La sufficienza per il colloquio orale è fissata a 20 punti su 30, ma è la commissione a gestire il punteggio, nella sua interezza. L'unico "regalo" che la commissione può farvi sono i 5 punti bonus maturità, ma con dei criteri ben precisi: infatti, vengono attribuiti solo qualora si riesca ad arrivare a 70 punti tra prove scritte e orale, e si siano conseguiti minimo 15 punti di credito scolastico. La decisione, tuttavia, deve essere presa con il consenso della maggioranza assoluta della commissione, compreso il presidente.
Quindi preparatevi bene sulla tesina, infatti partire bene è fondamentale per una buona riuscita dell’esame, e poi cercate di essere il più tranquilli possibile: nessuna commissione ha mai mangiato vivo un candidato, o almeno, non ancora.


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14 novembre 2018 ore 16:30

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