Prima prova Maturità: "orrori grammaticali"? Ecco come evitarli

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone

evitare gli errori grammaticali più comuni alla prima prova di maturità

Ci ritroviamo alla prima prova di italiano della maturità e riaffiorano piccole o grandi incertezze mai veramente affrontate sulla grammatica e sull’ortografia. Niente paura ragazzi, vi abbiamo preparato uno specchietto che elenca e chiarisce gli errori, o orrori, più comuni della lingua italiana: quelli legati all’uso delle doppie, dell’accento e dell’apostrofo, degli ausiliari e delle forme verbali. In più la nostra tabella vi chiarirà la grafia giusta di tante parole difficili su cui è facile inciampare.

Le doppie


L'uso delle doppie prevede delle norme che dovremmo aver acquisito già dalla prima elementare, ma ogni tanto la nostra memoria fa cilecca. Ripassiamole insieme!
Ricordatevi che raddoppiano la consonante iniziale le parole che si uniscono ad alcuni prefissi: a + prendere = apprendere; così + detto = cosiddetto.
Le parole con suffisso -iere vogliono la doppia z: corazziere, tappezziere.
Non raddoppiano invece:
- la consonante b del suffisso a/e/i-bile: passabile, calcolabile, indelebile, incredibile, udibile, invisibile;
- la c davanti a vocale u + altra vocale non raddoppia mai, a parte il caso della parola taccuino;
- la -g e la -z seguite da -ione: guarnigione, cagione, correzione, collocazione;
- le parole che contengono -zia e -zie: inezia, delizia, azienda. Fanno eccezione: pazzia, razzia;
- le parole composte quando sono precedute da contro, sotto, tra: controbattere, sottovuoto, traboccare.
A volte, la presenza di una doppia consonante dipende direttamente dalla sua derivazione dal latino. In questi casi dovreste conoscere la parola per scriverla correttamente, per cui usate il vocabolario, una risorsa preziosa perché è lecito consultarlo anche in sede d’esame, ogni volta che avete un dubbio.

Errori di accento e apostrofo


Avete qualche problema ad accentare o apostrofare in modo corretto? Vi illustriamo i più comuni errori da non fare assolutamente!

Un o un’: l’articolo indeterminato maschile e tutti i suoi composti non vogliono mai l’apostrofo.
Qual è o qual'è: finalmente potete essere sicuri che la forma giusta è qual è (la stessa cosa vale per tal, che non vuole mai l’apostrofo).

Se stesso o sè stesso: quando il se è da solo, ma sottintende stesso, vuole l'accento: Ha fatto tutto da sé. Quando il se è accompagnato da stesso, non vuole l'accento
Da, da' o dà: Quando il da è una preposizione semplice, non si accenta: Arriva da Bergamo.
Quando il da è un imperativo singolare, ci vuole l'apostrofo: Da' retta a tuo padre!
Quando il da è terza persona singolare del verbo dare, ci vuole l'accento: Lucia dà da mangiare al gatto.

Ausiliari


Alcuni verbi prevedono come ausiliare il verbo essere, alcuni il verbo avere, e altri possono avere entrambi i verbi come ausiliari. Sbagliare è un grave errore e per questo vi insegniamo delle piccole regole da non dimenticare.
Si coniugano con l'ausiliare essere:
- i verbi impersonali e i verbi riflessivi;
Si coniugano con l'ausiliare avere:
- i verbi transitivi;
I verbi intransitivi sono spesso irregolari, ma tendenzialmente usano il verbo essere gli intransitivi che indicano un’azione involontaria, e usano il verbo avere gli intransitivi che indicano un’azione volontaria.
Alcuni verbi (come vivere, volare, scivolare e altri che indicano condizioni atmosferiche, come grandinare, nevicare, piovere) possono avere come verbo ausiliare sia il verbo essere che il verbo avere. Lo stesso vale per i verbi modali (potere, dovere, volere).
In questi casi, quindi, le due forme sono equivalenti, mentre in altri l’uso di un ausiliare piuttosto che l’altro è opinabile ma modifica il significato (es. ha migliorato/è migliorato).

Coniugare i verbi


Per gli errori sulla coniugazione dei verbi irregolari o dei verbi composti, bisogna stare attenti: per quanto riguarda i primi, usate il dizionario e ripassate per bene quelle che non vi ricordate; per i secondi, invece coniugate il verbo e unitelo poi al prefisso (ad esempio, per coniugare soddisfare seguite la coniugazione di fare).
Ecco una piccola tabella con alcuni verbi difficili della lingua italiana:

imparare a coniugare i verbi

Strafalcioni


Ci sono espressioni che possono portare in errore perché, essendo ambigue nella pronuncia della lingua parlata, possono confondere facilmente quando si mettono per iscritto. Ecco una tabella sugli strafalcioni più comuni.

gli strafalcioni più comuni in italiano

E tu quanti strafalcioni fai?

Carla Ardizzone

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