Italiano
Verismo: Giovanni Verga
Fotografa la realtà
Latino
Petronio
Il realismo
Filosofia
Arthur Schopenhauer
Il velo di Maya
Il video
Riproduzione delle immagini
Della vita umana
Inglese
George Orwell
1984
Storia
Il cinema
E
La televisione
Fisica
La luce
Riccardo Giuseppe Mazza
Filosofia
Arthur Schopenhauer: il velo di Maya
L'arte assume un ruolo importante nella filosofia di Schopenhauer poiché ha la possibilità di negare il primato dell'individuo e della volontà. Tramite l'arte il soggetto si libera dai vincoli della natura e della necessità, sottraendosi alle lotte e al dolore propri del mondo.
La vera liberazione dell'individuo può essere cercata attraverso il superamento delle illusioni legate al velo di Maya.
- Velo di Maya: si intendono diversi concetti metafisici e gnoseologici propri della religione e della cultura induista. Schopenhauer riprende questi concetti e nella propria filosofia sostiene che la vita è un sogno sebbene questo “sognare” sia innato (quindi la nostra unica “realtà”) e obbedisca a precise regole, valide per tutti e insite nei nostri schemi conoscitivi.
Questo velo, di natura metafisica e illusoria, separando gli esseri individuali dalla percezione della realtà impedisce loro di ottenere la liberazione spirituale tenendoli così imprigionati nel continuo ciclo delle morti e delle rinascite. Similmente al mito della caverna di Platone, l'uomo e quindi l'intera umanità è presentato come un individuo i cui occhi sono coperti dalla nascita da un velo; quando se ne libererà, la sua anima si risveglierà dal letargo conoscitivo e potrà contemplare finalmente la vera essenza della realtà.
Il mondo dunque è una propria rappresentazione, una propria illusione ottica. Schopenhauer ritiene che la rappresentazione, cioè la realtà che ci si para davanti, sia nient'altro che una “fotocopia mal inchiostrata”, celante la vera realtà delle cose.
Anche il video è una rappresentazione: la realtà che si para davanti allo spettatore sembra reale ma non lo è, è solo una rappresentazione illusoria che fa credere a chi guarda il video di farne parte.
Fisica
La luce
Il termine luce si riferisce alla porzione dello spettro elettromagnetico visibile dall'occhio umano, ovvero tra 790 e 435 THz di frequenza.
La luce, come tutte le onde elettromagnetiche, interagisce con la materia. I fenomeni che più comunemente influenzano o impediscono la trasmissione della luce attraverso la materia sono: l'assorbimento, la diffusione, la riflessione, la rifrazione e la diffrazione.
- L'assorbimento è la capacità di un materiale di assorbire l'energia associata alla radiazione elettromagnetica che si propaga all'interno di esso.
- La diffusione è la capacità delle onde o particelle di cambiare traiettoria a causa della collisione con altre particelle o onde. Un esempio di diffusione della luce è dato dal colore blu del cielo: la luce (bianca) del sole incide sull'atmosfera terrestre, le cui molecole diffondono con più facilità le frequenze più alte (ovvero i colori più vicini al blu e al violetto); di conseguenza, mentre il grosso della luce ci arriva direttamente dal sole, la luce blu diffusa ci proviene da tutte le direzioni. E il sole, che, quasi per definizione, dovrebbe essere perfettamente bianco, ci appare giallastro, perché gli è stata sottratta un po' di luce blu.
- La riflessione è il fenomeno per cui un'onda, che si propaga lungo l'interfaccia tra differenti mezzi, cambia di direzione a causa di un impatto con un materiale riflettente.
- La rifrazione è la deviazione subita da un'onda che ha luogo quando questa passa da un mezzo ad un altro nel quale la sua velocità di propagazione cambia. Esempio: una cannuccia dentro un bicchiere d'acqua.
- La diffrazione è un fenomeno associato alla deviazione della traiettoria di propagazione delle onde quando queste incontrano un ostacolo sul loro cammino. Esempio: laser attraverso una fenditura di forma quadrata.
Uno degli elementi principali di un video è, appunto, la luce la quale contribuisce a rendere la qualità del video limpida e professionale. La luce adottata per un video, però, non è solo di tipo naturale e quindi proveniente dal sole ma anche artificiale mediante l'uso di fari appositi.
Inglese
George Orwell: 1984
Another example of video could be attributed to 1984 of George Orwell.
Nineteen Eighty-Four describes a nightmarish totalitarian world in which every aspect of the individual's life is controlled by the omnipresent eyes and ears of the State. It is like a world controlled by a giant camera and the State is the video owner.
The protagonist of 1984 is Winston Smith and in the first section of the novel we learn of his life in a post-revolutionary London, which is now the capital of Airstrip One in the superstate of Oceania. At the “very top” of totalitarian Oceania's dictators we have the enigmatic Big Brother, a man who is nothing more than a face that appears on posters. He is “the eyes and ears” of the State, in fact the slogan “Big Brother is watching you” remembers continuously his absolute superiority in the hierarchical pyramid. This shows a world in which there is no privacy.
In the 21st century, the Big Brother is a reality show in which the participants live in a large house and they are constantly controlled by a huge quantity of cameras. The name of the reality show is based on 1984 precisely because in the house there is no privacy. Winston's job at the Ministry of Truth involves the daily rewriting of history: he takes pleasure using his imagination to rewrite Big Brother's speeches. He is a powerless individual who tries to rebel against the rules of his society.
The novel's title is an inversion of the year in which it was written, 1948. Orwell sets his story in a totalitarian state in the future. He also describes the political scenario of his own time: the horrors of Nazism and the terrible oppressions of Stalinist Russia.
Italiano
Verismo: Giovanni Verga, fotografa la realtà
Il principio di impersonalità in Verga si risolve in due momenti principali dell'opera letteraria:
- L'eclissi dell'autore: lo scrittore si nasconde dietro ai fatti che narra; egli non compare nel narrato con le sue reazioni soggettive, non esprime giudizi né ci dà spiegazioni.
- Regressione: la voce che racconta si colloca tutta all'interno del mondo rappresentato, è allo stesso livello dei personaggi. Il narratore si mimetizza nei personaggi stessi, adotta il loro modo di pensare e di sentire, si riferisce agli stessi criteri interpretativi, agli stessi principi morali, usa il loro stesso modo di esprimersi. È come se a raccontare fosse uno di loro che però non compare direttamente nella vicenda, resta anonimo. Il lettore ha l'impressione di trovarsi “faccia a faccia con il fatto nudo e schietto”: egli avrà l'impressione non di sentire un racconto di fatti, ma di assistere a fatti che si svolgono sotto i suoi occhi. Verga ammette che questo può creare una certa confusione alle prime pagine; però man mano i personaggi si fanno conoscere con le loro azioni e le loro parole, attraverso di esse il loro carattere si rivela al lettore. In poche parole è come se ci trovassimo in un video: la voce che racconta fa parte del video, è allo stesso livello dei personaggi e si mimetizza nei personaggi stessi.
- Linguaggio: la regressione nell'ambiente rappresentato porta lo scrittore ad utilizzare anche il linguaggio dei personaggi stessi, un linguaggio spoglio e povero, punteggiato di modi di dire, paragoni, proverbi, imprecazioni popolari, dalla sintassi elementare e talora scorretta, in cui traspare chiaramente la struttura dialettale.
- Scopo della letteratura: la letteratura, per Verga, non può contribuire a cambiare la realtà, ma può solo avere la funzione di studiare ciò che è dato una volta per tutte e di riprodurlo fedelmente poiché essa è dominata da un principio naturale e quindi immodificabile che è il principio della “lotta per la vita”, un meccanismo crudele per cui il più forte schiaccia necessariamente il più debole.
Latino
Petronio: il realismo
Il realismo di Petronio può essere definito come uno sguardo attento ad una realtà che si intende rappresentare nei suoi molteplici aspetti. Egli pone molta attenzione all'uso delle forme linguistiche e dei mezzi espressivi ed è per questo che i personaggi delle sue opere vengono messi in risalto non soltanto per le loro azioni, ma anche per i discorsi e la lingua.
Petronio evita di raccontare personalmente le vicende delegando il compito direttamente ai suoi personaggi. E così avviene anche nelle storie raccontate con un video: non è chi fa il video il protagonista, ma i personaggi che ne fanno parte che con ogni loro gesto e ogni parola esprimono il reale senso del racconto.
Petronio passa da uno stile aulico, declamatorio, di Eumolpo, alla parlata volgare, piena di espressioni gergali dei commensali di Trimalcione. Petronio infatti non poteva attribuire a quel tipo di commensali un linguaggio aulico che avrebbe mascherato il vero loro essere. Con questo si mette in evidenza come la lingua e il modo di esprimersi hanno un importante valore, basta pensare a un video in lingua originale che poi viene tradotto o dotato di sottotitoli in altra lingua; ciò che realmente il realizzatore del video vuol far trasparire viene oscurato.
Gli altri generi letterari che rappresentano la realtà quotidiana bassa sono cristallizzati nella loro descrizione in schemi fissi e generici, come nella commedia, mentre nel caso della satira, risentono di uno spiccato moralismo, che accentua in chiave critica i vizi dei personaggi.
Il Satyricon non si pone nessuna finalità documentaria o sociologica né tantomeno può essere interpretato come una denuncia della società del tempo. L'autore la descrive con estrema spregiudicatezza ma allo stesso tempo con stile fortemente ironico, sagace e distaccato. Il realismo petroniano risulta dunque notevolmente limitato se confrontato con la letteratura moderna, in quanto non consente un approfondimento serio e problematico delle tematiche sociali, pur rappresentando la più avanzata forma di realismo della letteratura classica.
Storia
Il cinema e la televisione
Un uso più professionale e accurato della luce avviene per la produzione di forme più sviluppate di video, ovvero i film.
I consumi culturali nelle società avanzate del secondo dopoguerra divennero cruciali non solo per il giro d'affari che muovevano, ma anche per la funzione di supporto ideologico al modello di sviluppo in corso: attraverso lo strumento della pubblicità di beni di consumo.
Nel 1895, grazie al cinematografo, ovvero il proiettore cinematografico, i fratelli Lumière diedero vita al cinema, un'arte performativa dello spettacolo basata sull'illusione ottica di un'immagine in movimento (quindi una forma più sviluppata del semplice video). Esso conobbe, soprattutto negli anni Cinquanta, un vero e proprio boom di spettatori, come strumento ideale per veicolare le nuove sensibilità delle società capitalistiche e definirne i linguaggi.
Dalla seconda metà degli anni Cinquanta, una forma più semplice di cinema si trasferì nelle abitazioni private sotto forma di un nuovo elettrodomestico: il televisore. Esso divenne il più potente mezzo di diffusione dei messaggi pubblicitari e, soprattutto, fu un mezzo che ridusse notevolmente le distanze dai fatti ed eventi che accadevano contemporaneamente grazie al telegiornale. La televisione dunque allargava le conoscenze e le informazioni. Aveva, però, anche un enorme potere di orientare le idee e le conoscenze, poiché chi gestisce l'emissione delle trasmissioni può sminuire o occultare fatti e notizie. Nel mondo occidentale la televisione contribuì in primo luogo a omologare gli stili di vita e i comportamenti collettivi adeguandoli al modello americano. Si verificò così il fenomeno culturale dell'americanizzazione, che consistette non solo nell'orientare i consumi sul modello americano (la diffusione della Coca-Cola e dei blue jeans ne è l'esempio più evidente) ma soprattutto nell'accettazione del primato degli Stati Uniti e della legittimità della sua egemonia sull'Occidente.
Collegamenti
Video, percorso
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