Commissari esterni Maturità 2018: i 5 prof ideali che vorresti in commissione

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

ecco i 5 prof ideali per la commissione di esaminatori esterni alla Maturtià

L’inizio degli esami di Maturità 2018 è sempre più vicino. Nell’aria aleggiano dubbi e certezze, i primi relativi all’andamento della sorte e ai voti d’esame finali, le seconde basate sui voti finora ottenuti, i crediti scolastici e l’andamento generale. Rientrano nella sfera dei dubbi anche le materie seconda prova maturità 2018 e i tanto attesi commissari maturità 2018 che costituiranno le commissioni d’esame. I diplomandi, infatti, alle prese con la tesina di maturità e il ripasso generale del programma, tra tototracce e calcoli approssimativi inerenti i possibili punteggi a cui aspirare alle prove d'esame, si domandano con quali tipi di insegnanti avranno a che fare nel colloquio finale, ultima fatica della caotica staffetta verso l’ambito traguardo del diploma. Ma come dovrebbe essere costituita una commissione ideale? Quali dovrebbero essere i profili dei 5 esaminatori perfetti? Eccoli qui.

5. Il conoscente


Partiamo da un insegnante vicino alla sfera delle proprie conoscenze, un lontano parente o un amico di famiglia che, guarda un po’, il giorno dell’esame siede proprio tra i prof esaminatori. Questo potrebbe rappresentare per migliaia di diplomandi un vero e proprio regalo del destino. Infatti, contando sul vincolo di familiarità, lo studente cresciuto sotto gli occhi di quel prof non potrà che dallo stesso essere in qualche modo graziato. E se il docente-conoscente in questione è particolarmente severo, si può sperare ad ogni modo che il giorno dell’esame, al turno dell’esaminato-conosciuto risulti miracolosamente più mansueto e comprensivo.

4. Il buono di turno


Tutti i maturandi non disdegnerebbero di sedere durante il colloquio proprio di fronte al buono di turno, l’insegnante dalla faccia rasserenante che con sorriso familiare riesce in qualche modo a infondere sicurezza o, quanto meno, a stemperare l’ansia. Di solito questo tipo di prof è anche quello più generoso di consigli, dall’animo pietoso e dispensatore di suggerimenti nel caso in cui lo studente appare in evidente difficoltà.

3. Il simpaticone


Non manca nella commissione ideale il simpaticone giovanile, di solito addetto a discipline come arte o biologia. Anche questo insegnante tende a mettere l’alunno a proprio agio attraverso gesti di incoraggiamento come la rassicurante pacca sulla spalla. Inoltre rappresenta agli occhi dell’esaminando una sorta di alter ego, quello che ogni studente ambirebbe a diventare: un pozzo di saggezza ricco di genuinità e simpatia. Insomma niente a che vedere con il classico prof austero, burbero e terrorizzante.

2. L'imparziale


Questo potrebbe essere uno di quei soggetti fondamentali per l’equilibrio di un esame. L’imparziale è, infatti, quell’insegnante che non si lascia condizionare dalle simpatie o antipatie a prima vista, né dal look o dal modo di parlare di uno studente. E’ una specie assai rara, in alcuni casi in via di estinzione, tuttavia rappresenta un ancora di salvezza per moltissimi diplomandi, soprattutto per i più estrosi e originali. Ogni insegnante tende a questo obiettivo, l’imparzialità assoluta, ma spesso si tratta di una meta irraggiungibile. Quei pochi che per natura sanno tenere le distanze da qualsiasi condizionamento, politico, sociale, emotivo, ecc., rappresentano un perfetto ago della bilancia. Spesso e volentieri, infatti, è meglio risultare non simpatici alla commissione piuttosto che antipatici.

1. Il distratto


Infine nella commissione d’esame maturità ideale non può mancare il distratto: il prof insomma che sembra esserci capitato a caso tra gli altri insegnanti pronti e ben disposti a spellarvi vivi. Il docente del tutto disinteressato si guarda intorno, ammirando il cielo dietro la finestra, poi si sventola con un libro per rompere la cappa di calore addensata intorno alla sua testa, sbadiglia di tanto in tanto e non vede l’ora che quella tortura, la vostra ma anche la sua, abbia termine. E’ l’esaminatore ideale perché vi lascia parlare senza interrompervi, poi vi rivolge la domanda d’obbligo (di solito non troppo difficile perché in fondo non gli interessa mettervi in difficoltà) e senza neanche ascoltare la risposta, è subito pronto a “interrogare” il prossimo di turno.

Margherita Paolini

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