Maturità 2017, i nomi dei commissari esterni online: i trucchi per la caccia al prof

commissari esterni maturità, in questo articolo gli studenti che devono sostenere l'esame di Stato troveranno tutte le informazioni per cercare i commissari esterni nominati dal Ministero della Pubblica Istruzione per l'esame di Maturità

Il Miur conferma: le liste dei commissari esterni sono online. Ecco tutto quello che dovete sapere per scoprire più informazioni possibili sui commissari esterni. Infatti, una volta usciti i nomi, è assolutamente necessario capire bene con chi avrete a che fare il giorno degli esami di Maturità. Ecco cosa fare una volta pubblicati i nomi.

I consigli di Skuola.net

Abbiamo nome, cognome e scuola di provenienza delle persone che saranno chiamate a giudicarci. Ora dobbiamo capire come far fruttare al meglio queste preziose informazioni e lo faremo grazie ai consigli dell’esperto di strategie di Skuola.net, che vi illustrerà un piano degno dei migliori agenti segreti (o coach, fate voi).

Studia il commissario esterno

Inutile negarlo: i prof della Commissione d’Esame sono il grande avversario del maturando. E come in ogni sfida sportiva che si rispetti (ho detto sportiva, quindi leale!) ci sono tattiche, schemi di gioco e strategie. Lo scopo è sempre lo stesso: battere l’avversario ed uscirne vincitori.

Per sconfiggere un avversario occorre studiarlo, conoscere le sue mosse, il suo modo di pensare e di agire, le sue tattiche, i suoi punti deboli e le sue preferenze. Tutto questo lo renderà prevedibile ai nostri occhi, saremo in grado di anticipare le sue mosse e di fare in modo che sia lui a fare il nostro gioco. Il possesso palla è tutto, specialmente ad un esame.

Come indagare sul commissario esterno

Quello di cui abbiamo bisogno sono informazioni più dettagliate, i cosiddetti dati sensibili. Si, proprio quelli che la legge sulla privacy ritiene segretissimi: carattere, fede politica, religiosa, calcistica, luogo di origine o residenza, autori o argomenti preferiti, eventuali fissazioni su particolari del programma o traumi infantili.

Questo ci permetterà di orientare il nostro discorso e la nostra tesina (o percorso, o presentazione multimediale) verso il nostro interlocutore o, se preferite, avversario. Introduciamo il concetto di targetizzazione: il nostro lavoro sarà costruito su misura per i nostri bei Commissari. Cercheremo di catturare tutto il loro interesse ed entusiasmo toccando degli argomenti che loro amano e allo stesso tempo cercheremo di non urtare la loro suscettibilità trattando argomenti che loro detestano o sui quali hanno delle opinioni controverse.

Trucchi per scoprire i commissari esterni

Non occorre avere le reti della DARPA o della CIA. Basta prendere in prestito uno strumento che oggi è utilizzato in maniera eccellente anche dal giornalismo investigativo e dagli investigatori stessi: internet. Cominceremo da li la nostra ricerca di informazioni.

La prima cosa da fare è chiedere la complicità di un amico che, ovviamente, non deve fare l’esame con la nostra stessa commissione. Useremo il suo account facebook per realizzare questa operazione di alto spionaggio senza correre il rischio di pericolose ritorsioni e fughe di notizie. Cercheremo, quindi, di metterci in contatto con uno studente che frequenta la scuola di provenienza del membro della commissione in esame. Lui rappresenterà il nostro primo contatto all’interno della tan…ehm…scuola dell’avversario.

Scoprire la classe e farsi indicare qualcuno che la frequenta: questo è quello che vogliamo sapere dal primo contatto. A questo punto sappiamo a chi rivolgerci per le nostre informazioni: un allievo del nostro avversario. Lo contatteremo (sempre con il contatto del nostro amico, meglio non fidarsi del silenzio del nostro informatore) e gli chiederemo quante più informazioni possibili sul soggetto che a noi interessa:

  1. - Carattere (affabile, severo, autoritario, cordiale…)
    - Argomenti ricorrenti (le cose che in genere chiede più spesso…)
    - Argomenti preferiti (quelli su cui è appassionato o maggiormente ferrato…)
    - Eventuale fede politica (mai piazzare una tesi su Enrico Berlinguer a un docente di estrema destra)
    - Eventuale fede religiosa (non è il top citare i Prophilax ad un prof che il sabato fa catechismo)
    - Luogo di origine o residenza (parlare bene della terra dell’avversario è un modo per creare affinità)
    - Argomenti controversi (se decidete di fare tesine su temi etici o morali, fate attenzione)
Se il nostro informatore si presterà egregiamente al suo compito, avremo in mano notevoli informazioni per realizzare il nostro schema tattico. Salutate, ringraziate e non rivelate mai la vostra vera identità, l’infiltrato potrebbe spifferare il tutto al nemico: in tal caso statene pur certi, siete rovinati.

Un’altra ottima fonte di informazione sono i motori di ricerca, Google in primis per la sua affidabilità e precisione. Grazie ad esso potrete scoprire la sua partecipazione a siti, forum, dibattiti, convegni, comizi, elezioni, ruoli in associazioni, articoli sulla stampa. Magari trovate anche una sua foto e se vedete che gli manca un indice, beh… è il caso di non insistere sulla “Creazione di Adamo” del buon Michelangelo Buonarroti. Con i motori di ricerca fate molta attenzione a una cosa: le omonimie.

Come usare le informazioni sui commissari esterni

A questo punto dobbiamo costruire il nostro schema di gioco. Grazie alla nostra conoscenza dell’avversario possiamo puntare tutto sull’attacco, senza essere costretti a ripiegare sulla difesa.

Punto numero uno: non rinunciare mai all’argomento che hai scelto per la tesina. Occorrerà solo fare qualche adattamento: nel discorso cerca di toccare degli argomenti che piacciono al tuo avversario. Ad esempio: se è un patito di Dante, inserisci una sua citazione e dimostra di conoscere bene il contesto nella quale si trova; se è religioso, inserisci una citazione tratta dalla Bibbia, sarà di sicuro effetto.


Come anticipare le mosse dei commissari esterni

Quando la nostra bella tesina sarà pronta dovremo prepararci mentalmente alla sua esposizione. Anche per questo agiremo secondo strategia, cercando di prevedere le mosse dell’avversario e, addirittura, di metterlo in condizione di seguire passivamente un filo logico conduttore che noi avremo imbastito per lui come la trappola che un ragno tesse per le mosche.

La prima mossa da fare è individuare le parole chiave, ossia quelle paroline che durante la nostra esposizione potrebbero rimandare ad altri argomenti. Le Commissioni d’Esame giocano molto su questo fattore: si parte dalla tesina e poi, seguendo gli agganci forniti dalle parole chiave si passa ad argomenti più o meno correlati. Individuare le parole chiave significa restringere il campo degli argomenti sui quali potrebbe vertere la nostra prova orale.

Questo ci permette di prepararci su tutta la gamma di domande che la Commissione potrebbe estrapolare dal nostro discorso. Il nostro diventerà uno studio mirato e metodico, il che porterà ad una notevole ottimizzazione del tempo. Ma non è finita: è possibile piazzare strategicamente nel nostro discorso delle parole chiave che riguardano in particolare l’interesse del nostro interlocutore. Se ben collocate ed enfatizzate ci sono ottime possibilità che il prof si agganci proprio a quelle per un approfondimento. In questo modo sarete voi, anche se inconsciamente, a guidare il discorso.

Prepara la tua strategia e allenati per scendere in campo. Questo è uno dei grandi derby della tua vita, e non puoi permetterti il lusso di perderlo.

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