Tracce Maturità 2018, gli autori imprevedibili dell'analisi del testo (che potrebbero uscire)

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Di lucy.t.997

L’analisi del testo è sempre stata considerata una delle scelte più facili da fare in prima prova all’esame di Stato. Sai chi è l’autore, l’hai studiato, conosci la sua poetica, il suo pensiero: hai quindi a disposizioni tutti gli elementi per completare una prova sensazionale.
Ma, purtroppo, non va sempre così. Il Miur, infatti, specialmente negli ultimi anni ha dimostrato più volte la sua imprevedibilità nella scelta dell’autore protagonista dell’analisi del testo. Uno dei casi più eclatanti degli ultimi anni risale proprio alla Maturità 2017. La scelta del Ministero, che un anno fa ha mandato in tilt tutti i maturandi, è stata quella di inserire come autore di prima prova il poeta Giorgio Caproni, un esimio sconosciuto per la maggior parte degli studenti liceali. E che dire di Claudio Magris, chiamato in causa nel 2013? Un altro esempio della tendenza, da parte del Miur, di scegliere spesso nomi di autori poco conosciuti. E se anche quest’anno il Miur decidesse di giocare un colpo basso a voi maturandi 2018? Per ovviare a brutte sorprese, noi di Skuola.net vi proponiamo 5 poeti imprevedibili, che proprio per la loro imprevedibilità potrebbero essere dei candidati ideali per le tracce maturità 2018.


Mario Luzi

Il primo nome che vi proponiamo è Mario Luzi, uno dei massimi esponenti dell’ermetismo toscano, che però molte volte viene saltato e a malapena nominato in classe. Il tema che domina la poesia di Luzi è il discorso poetico che si evolve e parla della società contemporanea. Dove l'atteggiamento poetico diventa vera esperienza dell'esistenza e il verso, pur non perdendo nulla della sua sensualità, acquista in tristezza e inquietudine diventando un vero verso in movimento.

Sandro Penna

Successivamente vi suggeriamo Sandro Penna: poeta ed intellettuale vissuto in pieno ‘900.
La sua poetica si può riassumere con una definizione attribuitagli da Pasolini: “poesia antinovecentesca”. Se infatti si pensa alla poesia della prima metà del Novecento, non si può non pensare ai poeti ermetici. Tuttavia Penna se ne distacca completamente. Il linguaggio che utilizza nelle sue opere, infatti, segue principalmente tre caratteristiche: lo stretto rapporto con la tradizione; l’uso di versi chiari, immediati, di facile comprensione; la rappresentazione della realtà attraverso una accentuata descrittività e narratività.

Rocco Scotellaro

Proseguiamo con un altro importante intellettuale del secolo passato: Rocco Scotellaro. Anche lui potrebbe sembrare sconosciuto ai più, ma è molto interessante dal punto di vista della narrazione sociale della realtà. Infatti nella sua poesia ha sempre rivendicato l’appartenenza alla società contadina da cui proviene. Un autore morto giovanissimo, che quindi non ha lasciato una grande mole di opere. Tuttavia le asperità che ha dovuto affrontare in campo politico lo hanno portato autore a una chiara visione della realtà che lo circonda, molto concreta, soprattutto dopo l’avvento della guerra, che trasforma i suoi versi in qualcosa di più severo e critico, facendogli perdere l’ingenuità e leggerezza dei primi lavori.

Gesualdo Bufalino

A seguire vi consigliamo di dare un’occhiata a Gesualdo Bufalino. Scrittore e poeta novecentesco, noto soprattutto per il suo rapporto con la realtà. Un letterato strettamente legato ai ricordi e alla memoria. Elemento questo che si ritrova spesso nelle sue opere. Ma il suo guardare al passato in realtà nascondeva una visione moderna della letteratura italiana, una rinnovata passione per la parola e un reinventare la struttura tradizionale del romanzo.

Ennio Flaiano

Concludiamo con l’intellettuale forse più conosciuto tra i cinque: Ennio Flaiano. Poeta non poeta, che scrisse prevalentemente in prosa, tra romanzi, sceneggiature, articoli di giornali e recensioni di film. Il poeta che meglio riflette le contraddizioni e le inquietudini degli anni Cinquanta è proprio lui. «Perché io scrivo? Confesso di non saperlo, di non averne la minima idea e anche la domanda è insieme buffa e sconvolgente», così Flaiano descrive la sua attività di intellettuale. E' stato un poeta lunatico, irriverente, antiprogressista, anti marxista e anti borghese. Una personalità assolutamente originale che non può essere imbrigliata in nessuna area e in nessuna appartenenza letteraria. Personaggio tipico della nuova civiltà borghese dei caffè, che racconta l'alienazione e la noia dell'improvviso benessere, con le sue stesse parole: «In questi ultimi tempi Roma si è dilatata, distorta, arricchita. Gli scandali vi scoppiano con la violenza dei temporali d'estate, la gente vive all'aperto, si annusa, si studia, invade le trattorie, i cinema, le strade…».
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21 novembre 2018 ore 15:00

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