Aspirante imprenditore? Scopri come fare

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

intervista a Marcello Tedeschi di Build it Up, l'associazione che aiuta i giovani a sviluppare le idee dei giovani

La crisi c'è, è nera e si sente. Tantissimi giovani brillanti sono a casa senza un lavoro, anche se passano le loro giornate a cercarne uno. Migliaia di progetti e di idee lasciate in disparte a causa di un momento difficile. Ma nonostante questo c'è ancora chi crede nei ragazzi e nei loro sogni e li aiuta a realizzarli. Stiamo parlando di Build it Up, un'associazione no profit che aiuta i giovani a sviluppare le loro idee imprenditoriali. Oggi a parlacene è Marcello Tedeschi, Presidente di Build It Up, nonché suo Socio Fondatore.

Allora Marcello, Build it Up è un'associazione no profit che ha lo scopo di aiutare i giovani con idee imprenditoriali. Come nasce l'idea?

Era metà aprile 2012 quando insieme ad un'altro dei soci fondatori ho organizzato una conferenza sul tema start up e innovazione per un'altra associazione di cui facevo parte. Nel corso della conferenza è emersa una lacuna nella catena di valore che parte dal mondo universitario fino alla creazione dell'impresa. E' nata così poco dopo l'idea di creare una Associazione che potesse risolvere questo problema mettendo insieme le varie eccellenze universitarie, manager, investitori ma soprattutto tanti giovani che abbiano la voglia di fare.

Perchè uno studente dovrebbe ricorrere a Build it up?
Gli studenti che si rivolgono a Build It Up possono essere divisi in due categorie: futuri imprenditori ed associati. Per quanto riguarda i primi, viene istintivo rispondere "perchè è gratis" ma soprattutto riteniamo che sia un modo per testare la propria idea e migliorarla in un ambiente protetto e con stimoli da parte di un network trasversale che si mette al servizio del futuro imprenditore per sostenerlo senza chiedere alcun ritorno. Per i secondi invece essere parte di Build It up significa essere parte di un ecosistema di persone motivate, preparate, con diversi profili ma mosse tutte dalla stessa passione e voglia di mettersi al servizio. Certamente però non bisogna dimenticare anche l'aspetto pratico ovvero una esperienza spendibile sul proprio curriculum e contatti nel mondo lavorativo che possono sempre essere utili. Alcuni associati infatti sono stati selezionati da banche d'affari o società di consulenze proprio perchè, rispetto ad altri coetanei, avevano esperienze maggiori in termine di strategia ed analisi. Succede così che alcuni dei nostri ragazzi lavorino ora in Goldman Sachs, Deloitte, Bain, PWC, Barclays ecc...

In breve: ci puoi spiegare cos'è e cosa fa Build it Up?
Build It Up è una Associazione no profit che ha lo scopo di sviluppare l'imprenditoria giovanile in Italia. Questo obiettivo viene rincorso lungo due strade. L'attività centrale di Build It Up è il sostegno all'idea di business. Questo obiettivo viene perseguito creando un team dedicato di associati che seguano il progetto e che sostengano gratuitamente l'imprenditore negli aspetti legati al business model che vanno perfezionati o più semplicemente in alcune sfaccettature della propria idea quali analisi del mercato, piani marketing o altro. Questa nostra attività si è concretizzata con la ricezione di oltre 70 idee imprenditoriali e il lancio di 3 start up. La seconda strada invece riguarda l'attività formativa che portiamo avanti con enti e associazioni partner per promuovere l'imprenditorialità. Rientrano tra queste attività conferenze, workshop e business games che abbiamo sviluppato in 3 città con una partecipazione di oltre 1000 persone.

Avete trovato difficoltà nel dar vita all'associazione?
Certamente le complicazioni burocratiche sono state un vincolo importante e la raccolta di un capitale minimo per poter iniziare la nostra attività non è stata semplice, ma il nostro progetto ha interessato fin da subito molti enti e privati che ci hanno appoggiato e dato il sostegno necessario. La più bella risposta è stata però certamente quella dei ragazzi che ci hanno appoggiato fin da subito permettendoci di superare tutte le difficoltà che abbiamo trovato sulla strada.

Secondo te, quali sono gli ostacoli più grandi che i giovani si possono trovar davanti nel nostro Paese quando decidono di dar vita a progetti imprenditoriali?
Il primo grande ostacolo è tra le mura domestiche e quelle universitarie: convincere le persone che sono accanto che la propria idea è vincente e che può diventare un lavoro non è mai una missione semplice. La domanda tipo è infatti "perchè non vai a lavorare in banca?". Una volta che ci si è lanciati gli ostacoli sono nella struttura creditizia che spesso, anche se con alcune eccezioni, chiede garanzie ben maggiori di quelle garantibili e nella conoscenza burocratica che risulta spesso come una giungla. A questo proposito non è vero che non ci siano misure per le start up, ma spesso manca la comunicazione giusta per spiegarle.

Che progetti avete per il futuro?
Il primo progetto è consolidare la struttura esistente migliorando i nostri servizi per renderli sempre più professionali, veloci e concreti. Una volta ottenuto questo primo obiettivo il passo successivo è una crescita geografica che ci permetta di arrivare anche in città dove non sono presenti altre strutture volte al sostegno d'impresa ma che abbiano potenzialità reali.

Cosa diresti ad un ragazzo che, scoraggiato, pensa che ci siano opportunità di lavoro solo fuori dall'Italia?
Come detto da Lincoln "the best way to predict the future is to create it". Per me, e mi sento di dire anche come Associazione, questa è la linea guida. Se non ci sono opportunità bisogna crearle e se non ci sono spazi bisogna lavorare affinchè in futuro ce ne possano essere. Andare fuori dall'Italia è certamente un esperienza eccezionale ed io per primo ho fatto questa scelta, ma l'obiettivo è raccogliere il più possibile per poi migliorare quello che ora non riteniamo adatto e che non ci permette di avere la crescita lavorativa desiderata.

E tu hai un sogno, un progetto che vorresti sviluppare, ma non sai come fare?

Serena Rosticci

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