Studente di Medicina

I posti per Medicina in italiano nel 2026/27 salgono a 23.209, quasi duemila in più rispetto all'anno scorso. Gli iscritti al semestre filtro, invece, si aggirano nell'intorno dei 52.300 candidati: una combinazione che rende la classica corsa al camice bianco un po' meno in salita.

Il nuovo sistema di accesso funziona con il semestre filtro: un primo semestre universitario vero, con lezioni, frequenza obbligatoria e tre esami di profitto. Chi supera le prove entra in una graduatoria nazionale pubblicata su Universitaly, che decide chi prosegue a Medicina e chi finisce su un corso affine.

Se si guarda a tutta l'area medico-sanitaria, tra corsi in inglese, Odontoiatria e Veterinaria, il totale dei posti si avvicina a 30.000. Per capire perché il 2026/27 sia un'annata diversa dalle precedenti serve però guardare i numeri uno per uno.

Indice

  1. Perché la concorrenza si allenta nel 2026/27
  2. Dove sono i posti: statali, privati e corsi in inglese
  3. Come funziona il semestre filtro 2026/27
  4. Il vero nodo resta dopo la laurea

Perché la concorrenza si allenta nel 2026/27

Nei corsi di Medicina e Chirurgia in italiano i posti complessivi sono 23.209: 18.889 nelle università statali, assegnati tramite semestre filtro e graduatoria nazionale, e 4.320 negli atenei non statali, dove contano bandi e test autonomi.

Gli iscritti al semestre filtro sono scesi da 54.313 a circa 52.300, mentre i posti statali sono saliti da 17.278 a 18.889. Il rapporto tra chi si candida e chi può entrare si è quindi ammorbidito: si parla di circa 2,3 candidati per ogni posto disponibile in italiano.

Attenzione però: meno concorrenza non significa Medicina facile. Significa solo che, rispetto al 2025/26, la selezione nel semestre filtro dovrebbe risultare leggermente meno dura.

Dove sono i posti: statali, privati e corsi in inglese

Negli atenei statali la parte più consistente dei posti si concentra in alcune sedi grandi:

  • Sapienza Università di Roma: 1.832 posti;
  • Università di Napoli Federico II: 839 posti;
  • Università di Palermo: 816 posti;
  • Università di Bologna: 815 posti;
  • Università di Ferrara: 660 posti.

Nel mondo delle università non statali la distribuzione cambia, e passa da bandi e test propri di ogni ateneo:

  • Link Campus University: 1.100 posti;
  • Università Vita-Salute San Raffaele: 750 posti;
  • Università Kore di Enna: 610 posti;
  • Università Cattolica del Sacro Cuore: 578 posti;
  • UniCamillus: 560 posti.

Di questi, 440 posti si trovano in sedi ancora in fase di accreditamento, tra le nuove succursali di Link Campus e Kore in diverse città. , tra nuove sedi di Link Campus e Kore in diverse città. I corsi in lingua inglese, statali e privati, mettono sul piatto altri 3.792 posti, accessibili tramite IMAT e procedure dedicate.

Per chi punta al semestre filtro nelle statali, il numero che conta davvero è 18.889: è su questi posti che si gioca la vera partita per entrare a Medicina in italiano.

Come funziona il semestre filtro 2026/27

Il semestre filtro nasce con la Legge 14 marzo 2025, n. 26, che ha eliminato il test d'ingresso a crocette. Per il 2026/27 le regole sono fissate dal decreto ministeriale n. 941 del 10 luglio 2026, firmato dal Ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.

Le lezioni si tengono dal 1° settembre al 18 novembre 2026, in presenza o online, con frequenza obbligatoria e una soglia minima del 51% per accedere agli esami. Le materie restano tre: chimica e propedeutica biochimica, fisica e biologia, con 31 domande per prova (21 a risposta multipla, 10 a completamento) e 50 minuti di tempo a disposizione.

Il calendario nazionale prevede il primo appello il 10 dicembre 2026 (risultati il 23 dicembre) e il secondo l'11 gennaio 2027 (risultati il 20 gennaio). Ogni risposta esatta vale 1 punto, ogni errore -0,1, il voto massimo raggiungibile è 93.

La graduatoria nazionale, in uscita il 22 gennaio 2027, è divisa in tre sezioni: chi ha superato tutti e tre gli esami parte con un bonus di 300 punti, chi ne ha superati due con 200, chi uno solo con 100. Al momento dell'iscrizione va comunque indicata anche una sede per un corso affine, come Biotecnologie, Farmacia o Scienze biologiche, da usare come piano B in caso di mancata ammissione.

Il vero nodo resta dopo la laurea

L'aumento dei posti non è un caso isolato, ma il punto più recente di una crescita costante: si passa dagli 8.000 posti del 2000 ai 14.211 del 2023, fino ai 20.867 del 2024 e ai 21.574 del 2025. L'obiettivo dichiarato del Ministero è arrivare a 30.000 posti complessivi entro fine legislatura, per rispondere alle esigenze del Servizio sanitario nazionale.

Restano però delle perplessità. Diversi osservatori, tra cui Fondazione Gimbe, fanno notare che il problema non è solo quanti medici si laureano, ma dove e come lavorano una volta finiti gli studi.

Il rischio, secondo questa lettura, è che il collo di bottiglia si sposti più avanti: dalle scuole di specializzazione alle condizioni di lavoro nel settore pubblico. Più posti a Medicina, senza un adeguato aumento di contratti di specializzazione, possono tradursi in più laureati che faticano a trovare un percorso coerente nel sistema sanitario.

Per chi si iscrive quest'anno, il consiglio pratico è arrivare preparati su chimica, fisica e biologia, senza però fermarsi lì. Vale la pena informarsi anche su bandi, numeri delle borse di specializzazione e riforme del post-laurea, perché il traguardo reale non è il semestre filtro, ma il camice bianco a fine percorso.

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