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L'offerta universitaria continua ad ampliarsi. Per l'anno accademico 2026/27, infatti, i rettori hanno messo sul piatto 158 nuove lauree, con il via libera del Consiglio universitario nazionale (Cun) già arrivato e l'ok definitivo di Anvur e Mur atteso nelle prossime settimane.

Nel frattempo, gli atenei non stanno certo con le mani in mano: hanno già comunicato le novità dei loro piani di studio, provando a intercettare chi ha finito la maturità da poco e non ha ancora deciso dove iscriversi.

Il dato che salta all'occhio è il ritorno prepotente della sanità come area di studio più gettonata, davanti perfino al green e al digitale che negli ultimi anni avevano monopolizzato l'attenzione. Non mancano, ovviamente, i corsi dedicati all'Intelligenza Artificiale, con proposte che spaziano dalla filosofia all'ingegneria. Mentre tengono botta anche cultura e arte, a dimostrazione che l'amore italico per le materie umanistiche resiste a ogni moda.

Indice

  1. La fotografia generale: 158 corsi tra triennali e magistrali
  2. Il boom della salute: 57 lauree tra medicina, sanità e infermieristica
  3. Digitale e intelligenza artificiale: 27 nuovi corsi in cattedra
  4. Green, cultura e arte: la sostenibilità cresce, l'umanistica resiste
  5. Atenei statali, privati e telematici: chi lancia più corsi
  6. Cosa cambia per chi deve scegliere l'università

La fotografia generale: 158 corsi tra triennali e magistrali

Partiamo dai numeri, perché raccontano già molto. Con i 158 corsi in rampa di lancio, il menù complessivo a disposizione degli studenti supera, tra novità, modifiche e aggiornamenti, quota 5.900 percorsi. Qui ci concentriamo solo sulle new entry, quelle che da settembre 2026 si potranno trovare per la prima volta nei piani di studio degli atenei.

Per quanto riguarda la tipologia di titolo, sono così distribuite::

  • 55 riguardano una laurea triennale;
  • 101 sono magistrali biennali o a ciclo unico;
  • 2 sono lauree professionalizzanti.

Sul fronte della modalità di erogazione, la stragrande maggioranza resta fedele al modello tradizionale:

  • 130 corsi sono in modalità convenzionale, con le lezioni frontali;
  • 5 sono integralmente a distanza (tre nelle telematiche, due nelle università fisiche
  • 13 sono prevalentemente a distanza
  • 10 sono in modalità mista, online e in presenza, tutte targate telematiche.

Se guardiamo alle aree disciplinari più gettonate, il primo segnale del ritrovato interesse per la salute è già evidente: 152 corsi afferiscono alle scienze mediche, inclusa l'interclasse in Scienze, tecniche e management dello sport e delle organizzazioni sportive (condivisa con l'ambito delle Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche).

Il secondo gruppo più nutrito, Ingegneria industriale e dell'informazione, si ferma invece a 17 titoli: un distacco che dice tutto sulla direzione presa dagli atenei.

Il boom della salute: 57 lauree tra medicina, sanità e infermieristica

Era dai tempi dell'immediato post-Covid che non si vedeva un interesse così accentuato per la sanità. E i numeri lo confermano senza appello: l'area medico-sanitaria vanta 25 nuove proposte di attivazione.

Nel dettaglio:

  • 8 volte compare esplicitamente la parola «salute»;
  • 13 volte quella di «sanità»;
  • doppia Medicina, a Firenze e in versione Medtech a Padova;
  • doppia Veterinaria, alla Federico II di Napoli e alla Link Campus.

Ma il vero salto in avanti arriva se includiamo nel computo i 32 nuovi corsi di Scienze infermieristiche: a quel punto il comparto sanitario stravince con 57 titoli complessivi all'esordio. Un numero che da solo vale più di un terzo di tutta la nuova offerta 2026/27. Segno che la professione infermieristica, dopo anni di carenza di personale denunciata a più riprese, sta diventando una priorità formativa concreta per gli atenei italiani.

Digitale e intelligenza artificiale: 27 nuovi corsi in cattedra

Il digitale resta protagonista, anche se a debita distanza dalla salute. Volendolo intendere nel senso più ampio possibile, si ferma a 27 presenze complessive.

Come si suddividono:

  • 11 corsi riguardano il digitale vero e proprio, declinato in tutte le salse: da Digital Minds a Bologna a Gestione e digitalizzazione del patrimonio culturale all'Università della Calabria, fino a Strategie per la società digitale: politiche, innovazione e nuove governance a Roma Tre;
  • 6 corsi puntano su Data science o sui dati in generale, come i Big data per le Scienze economiche su cui scommette Messina;
  • Altri 6 riguardano l'Ingegneria informatica, che in due casi (Università del Molise e Unint di Roma) viaggia a braccetto con l'Intelligenza Artificiale.

Ed è proprio l'IA la vera protagonista del momento, anche se in termini assoluti resta un fenomeno di nicchia rispetto alla sanità. Considerando Filosofia e Intelligenza artificiale a Roma Sapienza, Artificial intelligence and High performance computing technologies a Torino e IA per il Marketing e la Comunicazione alla Lumsa, oltre ai due corsi di Ingegneria informatica già citati, le lauree AI compaiono in tutto 5 volte nella mappa delle nuove attivazioni.

Un dato che racconta come l'intelligenza artificiale stia ormai contaminando ambiti lontanissimi tra loro: dalla filosofia al marketing, passando per l'informatica pura.

Green, cultura e arte: la sostenibilità cresce, l'umanistica resiste

Il green si conferma la terza area tematica più gettonata tra le nuove attivazioni, con 17 citazioni se includiamo anche i termini «verde», «sostenibilità» (o «sustainability», per chi ama l'inglese) e «ambiente». Molte di queste proposte intercettano la tendenza multidisciplinare promossa dal Pnrr, che negli ultimi anni ha spinto gli atenei a costruire percorsi di studio a cavallo tra più discipline.

Non è tutto oro quel che luccica sul fronte umanistico, verrebbe da pensare, e invece proprio le materie classiche dimostrano una tenuta sorprendente:

  • 4 presenze per la parola «cultura»;
  • 3 per «arte».

Numeri piccoli, se paragonati ai 57 titoli della sanità, ma significativi: confermano che l'amore del nostro Paese per le nostre radici culturali, nonostante tutto, è duro a morire.

Atenei statali, privati e telematici: chi lancia più corsi

Quali sono gli atenei che stanno investendo di più su questi nuovi percorsi? La risposta è netta: il grosso arriva dal settore pubblico.

  • 132 corsi su 158 fanno capo a un'istituzione statale;
  • 22 appartengono ad atenei privati;
  • Solo 4 sono patrocinati da un'università telematica.

Tra i privati, spicca il Campus Biomedico di Roma con 4 lauree, seguito da Humanitas con 3. Poi ci sono i grandi nomi che scelgono la strada della singola proposta mirata:

  • la Luiss punta su Data science e Management;
  • la Bocconi lancia Diritto globale per le organizzazioni, le imprese e le istituzioni;
  • la Cattolica propone Psicologia clinica e della salute: dall'ospedale al territorio.

Tre esempi che, da soli, raccontano bene le tre grandi direttrici dell'offerta 2026/27: dati e management, diritto internazionale, salute e psicologia.

Cosa cambia per chi deve scegliere l'università

Per chi sta ancora decidendo cosa fare da grande, ma vorrebbe sperimentare qualcosa di innovativo, questa mappa di 158 corsi è un buon punto di partenza. La salute si conferma il settore con più opportunità in assoluto, complice probabilmente la necessità di formare nuove leve dopo anni di carenza di personale sanitario e infermieristico. Il digitale e l'Intelligenza Artificiale restano comunque una scommessa solida, soprattutto se ti interessano ambiti ibridi che uniscono tecnologia a marketing, comunicazione o addirittura filosofia.

Occhio anche al green, che continua a crescere spinto dai fondi Pnrr e da una sensibilità ambientale sempre più richiesta dal mercato del lavoro. E se il proprio cuore batte per l'arte o la cultura, gli atenei non si sono di certo fatti trovare impreparati: sono articolazioni meno gettonate in termini numerici, ma restano vive e vegete nell'offerta 2026/27.

Resta un solo passaggio formale prima che tutto diventi ufficiale: l'ok di Anvur e Mur. Ma, conoscendo i tempi della burocrazia universitaria italiana, è probabile che la scelta definitiva arrivi giusto in tempo per le iscrizioni di settembre.

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