
È venerdì pomeriggio, finalmente è arrivato il weekend. Peccato che ad aspettarti ci siano tre capitoli di storia, una verifica di matematica, gli esercizi di inglese e magari anche un'interrogazione di filosofia.
Il problema è che, davanti a tutte queste cose da fare, spesso si finisce per perdere più tempo a chiedersi da dove iniziare che a studiare davvero. E se la soluzione arrivasse da un filosofo vissuto quasi quattrocento anni fa?
Nel 1637, Renato Cartesio, uno dei padri della filosofia moderna, pubblicò il Discorso sul metodo, un'opera nella quale individuò quattro regole per affrontare i problemi in modo razionale e ordinato.
Non erano state pensate per organizzare i compiti del weekend, naturalmente, ma possono diventare uno strumento sorprendentemente utile anche per gli studenti di oggi. Ecco come applicarle allo studio, senza sacrificare tutto il tempo libero.
Indice
Regola dell'evidenza: fai chiarezza su quello che devi studiare
La prima regola del metodo cartesiano: l'evidenza. Non bisogna accettare qualcosa come vero se non lo si conosce in maniera chiara e distinta, evitando giudizi affrettati e conclusioni basate su impressioni.
Ma che cosa c'entra con i compiti del weekend?
Pensa a quando apri il diario e ti sembra di avere una quantità infinita di cose da fare. Spesso, però, la sensazione di essere sommersi dallo studio è alimentata anche dalla confusione: non sai esattamente quanto tempo richiedano gli esercizi, quali argomenti conosci già e quali devi ancora ripassare.
Il primo passo è quindi fare chiarezza.
Prendi un foglio e scrivi tutte le attività da completare. Per ciascuna, indica la scadenza, gli argomenti da affrontare e il livello di preparazione da cui parti.
Se lunedì hai un'interrogazione di storia e mercoledì una verifica di matematica, per esempio, puoi stabilire le priorità sulla base delle scadenze e del lavoro necessario.
Il consiglio pratico: prima di iniziare, dedica qualche minuto a distinguere ciò che sai con certezza da ciò che devi ancora verificare. Organizzare lo studio diventa più facile quando hai davanti una situazione concreta, anziché un generico elenco di preoccupazioni.
Regola dell'analisi: dividi i compiti più difficili in piccole parti
La seconda regola di Cartesio è quella dell'analisi: per risolvere un problema complesso, bisogna dividerlo in parti più semplici e affrontabili. Immagina di dover preparare 40 pagine di storia. Viste tutte insieme, possono sembrare un'impresa enorme, soprattutto se hai anche altre materie da ripassare.
Ma cosa succede se dividi il lavoro? Potresti organizzarlo in quattro blocchi da dieci pagine, oppure suddividerlo per argomenti, dedicando a ciascuno una sessione distinta.
Lo stesso vale per matematica: invece di pensare a tutti gli esercizi assegnati, puoi separarli per tipologia, cominciando da quelli necessari per comprendere le regole di base.
Il consiglio pratico: trasforma ogni grande attività in piccoli obiettivi verificabili. Al posto di scrivere semplicemente "studiare scienze", indica "leggere il capitolo", "riassumere i concetti principali" e "ripetere senza guardare il libro".
Regola della sintesi: procedi dalle cose semplici a quelle più difficili
Dopo aver scomposto un problema, arriva il momento di ricostruirlo seguendo un ordine logico. È il principio della sintesi, la terza regola del metodo cartesiano: procedere gradualmente dalle conoscenze più semplici fino a quelle più complesse.
Nello studio significa evitare di affrontare subito un argomento particolarmente difficile se non hai ancora compreso quelli fondamentali. Se devi preparare una verifica sulle equazioni di secondo grado, per esempio, è importante avere dimestichezza con i passaggi algebrici necessari per risolverle.
Allo stesso modo, se stai studiando un periodo storico, può essere utile partire dagli eventi principali e dai rapporti di causa ed effetto, prima di approfondire date e dettagli.
Il consiglio pratico: organizza ogni materia seguendo una progressione di difficoltà. Comincia dalle basi indispensabili, verifica di averle capite e aggiungi gradualmente i concetti più complessi.
Regola dell'enumerazione: controlla di non aver dimenticato nulla
Hai fatto la lista dei compiti, hai diviso il lavoro e hai seguito un ordine preciso. Puoi finalmente chiudere i libri? Quasi. Per Cartesio manca ancora un passaggio fondamentale: la regola dell'enumerazione e della revisione.
Il filosofo riteneva necessario ripercorrere accuratamente tutti i passaggi di un ragionamento, per essere sicuri di non aver tralasciato nulla. Applicata allo studio, questa regola suggerisce di dedicare una parte del tempo alla verifica di quello che hai effettivamente imparato.
Per esempio, dopo aver ripassato un capitolo di storia, prova a raccontarlo ad alta voce senza guardare gli appunti. Oppure, dopo aver completato gli esercizi di matematica, controlla i risultati e cerca di individuare eventuali errori.
Puoi anche utilizzare domande a risposta aperta, flashcard o una breve simulazione dell'interrogazione. Il consiglio pratico: prima di concludere una sessione, torna all'elenco iniziale e controlla sia le attività completate sia gli argomenti che richiedono un ulteriore ripasso.