
Frequenti Giurisprudenza e, ammettilo, ogni tanto ti immagini già dietro una scrivania con il sigillo in mano. Diventare notaio è tra le mete più desiderate per chi studia materie legali, ma anche tra le più fraintese: si parla di concorsi blindati, di praticantati infiniti e di una professione che si tramanderebbe di padre in figlio come un titolo nobiliare. Facciamo chiarezza, passo dopo passo.
Il notaio, per la legge italiana, è un ufficiale pubblico: riceve atti tra vivi e testamenti, li certifica e ne conserva il deposito. Allo stesso tempo è un libero professionista, perché lavora in autonomia e fattura come tale. Per arrivarci servono una laurea in Giurisprudenza, un periodo di praticantato e il superamento di un durissimo concorso pubblico gestito dal Ministero della Giustizia.
In questa guida trovi tutte le tappe del percorso, quanto tempo richiede realmente e se esiste davvero la leggenda del notaio "di famiglia".
Indice
Chi è il notaio e cosa fa
Il notaio è un ufficiale pubblico (certifica gli atti e garantisce loro pubblica fede) e, allo stesso tempo, un libero professionista. L'atto pubblico redatto dal notaio fa piena prova fino a querela di falso dei fatti che egli attesta essere avvenuti in sua presenza. In parole povere, ciò che certifica è legalmente inattaccabile, a meno che non si provi un reato di falso.
Nella pratica quotidiana, il notaio:
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Redige atti pubblici: compravendite, mutui, testamenti e separazioni consensuali.
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Gestisce il diritto societario: fondazione, cessione e modifiche di società ed enti no profit.
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Garantisce la legalità e la trasparenza: effettua controlli preventivi (es. ipoteche o pignoramenti nascosti) e verifiche fiscali legate all'antiriciclaggio.
Il suo dovere principale è l'assoluta imparzialità, motivo per cui è obbligato ad astenersi dallo stipulare atti che coinvolgano propri parenti.
La Laurea e i Requisiti di Legge
Non esistono scorciatoie: il primo passo obbligatorio è la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza (LMG/01) o titolo equipollente. Oltre al titolo di studio, per partecipare al concorso la Legge Notarile richiede requisiti stringenti:
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Cittadinanza italiana o di un Paese dell'Unione Europea.
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Età compresa tra i 21 e i 50 anni non compiuti alla data del bando di concorso (Art. 5, L. 89/1913).
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Possesso dei requisiti di onorabilità previsti dalla legge (assenza di condanne penali definitive per specifici reati).
Il Praticantato: 18 mesi sul campo
Dopo la laurea si entra nella fase pratica: 18 mesi di praticantato presso uno studio notarile, di cui almeno un anno continuativo post-laurea.
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Vantaggio per gli studenti: si possono anticipare fino a 6 mesi di pratica già durante l'ultimo anno di università.
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Vantaggio per i professionisti: nei casi previsti dalla legge (es. avvocati e funzionari giudiziari con almeno un anno di anzianità), la pratica è ridotta a soli 8 mesi.
Il Concorso Pubblico: regole e prove
Il concorso, gestito dal Ministero della Giustizia, si tiene a Roma (negli ultimi anni i bandi sono stati pubblicati con intervalli spesso superiori all'anno). È possibile parteciparvi per un massimo di 5 volte nella vita. Sebbene la normativa preveda una fase di preselezione informatica, nella prassi questa scrematura non si svolge da molti anni, e i candidati accedono direttamente alle prove ufficiali:
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Tre prove scritte (teorico-pratiche): redazione di un atto di ultima volontà (testamento), un atto tra vivi di diritto civile e un atto tra vivi di diritto commerciale.
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Prove orali (solo per chi supera gli scritti): interrogazioni approfondite su diritto civile, commerciale, ordinamento del Notariato e diritto tributario.
La commissione esaminatrice è composta da figure di altissimo profilo: magistrati di Cassazione, d'appello, professori universitari e notai con almeno dieci anni di esperienza.
Assegnazione della Sede e Falsi Miti
Chi vince il concorso non sceglie liberamente dove lavorare. Il sistema è a numero chiuso e la sede viene assegnata dal Ministero in base alla posizione in graduatoria. Dalla nomina, il neo-notaio ha 3 mesi di tempo per aprire lo studio.
Il mito del "figlio di notaio": La professione non si trasmette per via ereditaria. Secondo i dati del Consiglio Nazionale del Notariato, oltre l'80% dei neo-notai non è figlio di notaio. La selezione si basa unicamente su prove anonime, uguali per tutti.
Responsabilità e Guadagni
Essere un pubblico ufficiale comporta oneri pesanti, con conseguenze civili, penali e disciplinari in caso di errori ed è obbligatorio stipulare un'assicurazione professionale. L'attività notarile è soggetta a ispezioni rigorose stabilite dalla legge: l'Agenzia delle Entrate esegue controlli fiscali quadrimestrali sui repertori, mentre il Ministero della Giustizia (tramite l'Archivio Notarile) effettua un'ispezione ordinaria ogni due anni.
A fronte di un iter selettivo complesso, il notaio resta una delle figure più retribuite in Italia: secondo diverse stime di settore, il reddito medio annuo si muove in una fascia indicativa tra i 60.000 e i 200.000 euro, a seconda dell'esperienza e della clientela.