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L’Intelligenza Artificiale può essere utile per ripassare, fare schemi, simulare domande o chiarire concetti prima dell’esame. Ma durante la Maturità 2026 il discorso cambia completamente.

La prima prova scritta è fissata per giovedì 18 giugno 2026 alle 8:30 e durerà sei ore, mentre la seconda prova è prevista per venerdì 19 giugno. Lo stabilisce l’Ordinanza Ministeriale n. 54/2026, che disciplina lo svolgimento dell’Esame di Stato.

E proprio nei giorni degli scritti, usare ChatGPT, Gemini, Copilot o qualsiasi altro tool digitale in aula può trasformarsi in un problema molto serio.

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Indice

  1. L’AI non è nominata, ma il problema è il dispositivo
  2. Cosa rischi se provi a usare un tool AI
  3. Perché usare l’AI in aula equivale a barare
  4. Gli strumenti ammessi sono un’altra cosa
  5. Segui l'esame di Maturità su Skuola.net!

L’AI non è nominata, ma il problema è il dispositivo

Nell’Ordinanza Ministeriale sulla Maturità 2026 non compare un riferimento esplicito all’Intelligenza Artificiale. Ma questo non significa che si possa usare un chatbot durante la prova.

Il punto è un altro: per usare l’AI in aula serve quasi sempre un dispositivo digitale. E le indicazioni operative richiamate dalle scuole per gli scritti sono molto chiare: durante le prove è vietato utilizzare telefoni cellulari, smartphone, smartwatch, dispositivi in grado di consultare file, inviare o ricevere immagini e audio, oltre a computer portatili o palmari capaci di collegarsi all’esterno tramite rete wireless o telefonica.

Tradotto: non conta solo “ChatGPT”. Rientrano nel rischio anche browser, app di riassunti, traduttori, appunti digitali, auricolari connessi, smartwatch e qualsiasi strumento che permetta di cercare, ricevere o generare contenuti.

Cosa rischi se provi a usare un tool AI

Se proverai a usare un tool AI durante l'esame, sappi che non ti prenderai solo una ramanzina: le disposizioni richiamate dalle scuole prevedono, per chi viola il divieto, l’esclusione da tutte le prove d’esame.

Quindi, se durante la prima prova o la seconda prova provi a usare un chatbot, un’app connessa o un dispositivo nascosto, puoi compromettere l’intero esame.

E non serve necessariamente dimostrare che l’AI ti abbia davvero “aiutato”. In un caso relativo alla Maturità 2025, il Consiglio di Stato ha ritenuto legittima l’esclusione di una candidata sorpresa durante la prima prova con un secondo smartphone non dichiarato e non consegnato alla commissione.

Secondo la ricostruzione della sentenza, il punto non era solo il vantaggio ottenuto, ma la violazione della regolarità dell’esame e della parità tra candidati.

Perché usare l’AI in aula equivale a barare

La prima prova scritta serve ad accertare la padronanza della lingua italiana, le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato. In altre parole: deve emergere il tuo modo di leggere, ragionare, argomentare e scrivere.

Se una parte del lavoro viene generata, suggerita o corretta in tempo reale da un tool di AI, la commissione non sta più valutando soltanto le tue competenze. Sta valutando anche l’intervento di uno strumento esterno.

Per questo l’uso dell’AI in aula non è una “scorciatoia furba”: è un comportamento che può alterare la prova.

Gli strumenti ammessi sono un’altra cosa

Attenzione però: non tutti gli strumenti digitali sono vietati in assoluto. Alcuni possono essere ammessi, ma solo in casi specifici e regolati.

Per esempio, alla seconda prova è consentito l’uso di alcune calcolatrici scientifiche o grafiche, purché non abbiano capacità CAS/SAS e non dispongano di connessione Internet. Inoltre, chi vuole usarle deve consegnarle alla commissione già in occasione della prima prova scritta, così da permettere i controlli.

Diverso anche il caso degli studenti con DSA o altri bisogni educativi speciali: l’Ordinanza prevede la possibilità di utilizzare strumenti compensativi, ma solo se previsti dal PDP o ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame, senza compromettere la validità della prova.

Quindi no: non basta dire “mi serve il computer” o “uso l’AI come supporto”. Gli strumenti ammessi devono essere autorizzati, previsti dalle regole e controllati dalla commissione.

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Come sempre, Skuola.net è al fianco dei maturandi. La nostra Help Line è attiva tutti i giorni, dalle 9:00 alle 18:00, e permette agli studenti di entrare in contatto con il nostro team per ricevere consigli, chiarimenti o anche semplicemente per avere un po’ di sostegno emotivo

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Attenzione: nel pieno rispetto della legge e a tutela dell'onestà dello svolgimento dell'Esame, Skuola.net non pubblicherà alcun materiale prima del termine ufficiale delle prove. Potrai consultare i testi e verificare le nostre soluzioni della Maturità solo quando la prova sarà conclusa in tutta Italia.

 

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