C'è un confine sottile tra l'autorità di un docente e il puro abuso di potere, e nelle classi italiane viene oltrepassato più spesso di quanto si creda. A stilare la lista dei comportamenti da fuorilegge in cattedra è Skuola.net, che elenca le 9 cose illegali che fanno i prof a scuola.
Pratiche così radicate nella routine scolastica da sembrare normali, ma che violano palesemente i regolamenti. Dalle ritorsioni sui voti ai sequestri, ecco quando lo studente ha il diritto di alzare la mano e dire no.
@skuolanet Ci sono dei limiti chiari su cosa è concesso e cosa no in classe, e a volte anche i prof si dimenticano le regole. Niente compiti assegnati all'ultimo minuto quando suona la campanella, niente perquisizioni a sorpresa nei tuoi zaini e, soprattutto, non possono vietarti di andare in bagno se è una vera emergenza. Nel tiktok di oggi ti parliamo di 9 comportamenti "illegali" che potresti aver visto a scuola. Qual è la tua esperienza? Raccontala nei commenti! #scuola #verifica #DirittiScuola #Prof #studenti
audio originale - Skuola.net
Indice
Compiti a orologeria e l'ingorgo delle verifiche
Il primo vizio capitale di molti insegnanti scatta al suono della campanella. La prassi di assegnare i compiti quando l'orario scolastico è già terminato è, di fatto, irregolare. Come ricorda il portale studentesco, un’apposita circolare ministeriale stabilisce a chiare lettere che il carico di studio domestico va comunicato quando gli studenti sono ancora a scuola, permettendo loro di appuntarlo fisicamente sul diario.
A questa pessima abitudine si somma la cattiva gestione del calendario. È infatti vietato concentrare verifiche e compiti a casa in alcuni giorni specifici, trasformando un banale giovedì mattina in un plotone d'esecuzione. Il motivo è di puro buonsenso: lo studente ha il sacrosanto diritto di poter organizzare il proprio tempo e il proprio studio senza essere sottoposto a carichi di lavoro disumani.
Perquisizioni, insulti e il tabù del cellulare
La terza regola aurea violata è forse la più avvilente: i professori non possono in alcun modo insultare gli alunni. Sembra un'ovvietà, ma le cronache scolastiche ci ricordano che purtroppo non lo è affatto.
C'è poi il capitolo privacy, spesso calpestata in nome del sospetto. Un docente non è un pubblico ufficiale con un mandato di perquisizione in tasca: se ha il dubbio che stiate copiando, ad esempio, non può mettervi le mani nello zaino.
Allo stesso modo – e siamo alla quinta palese violazione – è assolutamente illegale che il prof pretenda di guardare cosa c'è dentro il vostro telefono. Le vostre chat, le vostre ricerche e le vostre foto rimangono vostre, anche se venite pizzicati a scorrere i social durante la spiegazione.
Voti punitivi, giudizi collettivi e compiti fantasma
Il momento della valutazione è quello in cui si consumano i "delitti" più subdoli. Il sesto punto riguarda la trasparenza accademica: il professore non può ritardare in maniera ingiustificata la consegna dei risultati di compiti e verifiche, né tantomeno impedirvi di visualizzarli. È un vostro diritto capire dove e come avete sbagliato.
Ma il vero capolavoro dell'ingiustizia prende forma con le valutazioni collettive. Il ragionamento della cattedra "la classe ha fatto casino, quindi metto 6 a tutti" è un abuso bello e buono.
E non finisce qui: la miscela letale tra rendimento e disciplina è assolutamente fuorilegge. Il docente non può abbassarvi il voto di un'interrogazione o di un compito solo per questioni legate al comportamento. La condotta ha il suo spazio e il suo voto dedicato; mescolare i due piani per punire uno studente – il classico "ti metto 5 perché fai casino" – è una mossa illegittima.
Il ricatto della vescica: vietato andare in bagno
L'ultimo punto tocca un bisogno fisiologico primario che spesso si trasforma, tra le mura scolastiche, in un'arma di subdolo ricatto psicologico. Il docente non può negarvi l'uso dei servizi igienici.
Esiste, ovviamente, un'eccezione dettata dalla logica e dal buon senso: se uno studente tenta di sfuggire dalla classe andando in bagno cinquanta volte al giorno o sfrutta sistematicamente l'ora di un determinato professore per fare la spola nei corridoi, l'insegnante è autorizzato a bloccarlo per arginare la furbata. Ma se vi trovate in uno stato di vera necessità, il diritto di andare in bagno è essenziale e l'uscita dall'aula non vi può essere negata per nessun motivo.