Vape-o-Gotchi

Unire la nostalgia dei primi anni Duemila con le abitudini della Gen Z, trasformando un meme di Twitter in una bizzarra realtà. È la storia del Vape-o-Gotchi, un prototipo di Tamagotchi integrato all'interno di una sigaretta elettronica che ha letteralmente fatto il giro del web.

L'idea, nata per lo "Stupid Hackathon" della New York University (NYU) 2025 — una competizione dove gli studenti si sfidano a creare i progetti più inutili e assurdi possibili —, è opera di Rebecca Xun e Lucia Camacho, una coppia di progettiste residenti a New York che ha deciso di svelare i retroscena della propria invenzione in un'intervista alla testata Futurism.

Un "Dream Team" tecnologico dietro il progetto

Nonostante l'aspetto volutamente artigianale del dispositivo, dietro al Vape-o-Gotchi c'è un team di altissimo livello. Le due creatrici fondono perfettamente competenze software e hardware:

Rebecca Xun ha un passato da sviluppatrice software per il colosso dei social media Meta, mentre Lucia Camacho è un'ingegnera ed ex dipendente di Anduril, un'azienda tech nota per la produzione di droni militari.

Unendo le loro forze, hanno preso un'idea che da tempo rimbalzava sul web sotto forma di battuta e l'hanno resa reale.

Dal "Controllo Parentale" alla modalità "Malvagia"

La motivazione iniziale dietro al progetto era in realtà l'esatto opposto di ciò che è diventato. Rebecca Xun aveva iniziato a svapare per smettere di fumare le sigarette tradizionali, ma si era accorta di quanto lei e i suoi amici fossero diventati dipendenti dai nuovi dispositivi. Da lì, l'idea di sfruttare la gamification (le dinamiche da videogioco) per disincentivare il vizio.

"Nella prima versione del progetto, fare un tiro di sigaretta elettronica avrebbe dovuto uccidere istantaneamente il pet digitale, sfruttando il senso di colpa dell'utente per spingerlo a smettere." — Rebecca Xun

L'idea originale si ispirava ai sistemi di blocco delle app: la stessa Lucia Camacho ha ammesso di usare password gestite dalla partner per limitare il proprio tempo su Instagram.

Tuttavia, quando si è presentata l'occasione dello Stupid Hackathon, la coppia ha cambiato radicalmente approccio, realizzando che sarebbe stato molto più divertente e ironico creare una modalità "malvagia".

Per presentare il progetto in modo satirico, hanno persino dichiarato che il dispositivo serviva a combattere la "crisi" del calo di svapatori tra i giovani.

Com'è fatto il Vape-o-Gotchi: costi e dettagli tecnici

Dal punto di vista ingegneristico, Camacho ha spiegato che il concetto base è piuttosto semplice: un piccolo computer monitora se la sigaretta elettronica è accesa o spenta. Il codice software tiene traccia della salute del cucciolo virtuale e del voltaggio del dispositivo, modificando le animazioni sul display a seconda dei tiri effettuati o del tempo trascorso.

Se durante l'Hackathon il dispositivo doveva rimanere collegato a un computer fisso per mostrare il cucciolo, oggi il prototipo è completamente autonomo e portatile, alimentato dalla batteria stessa della sigaretta elettronica.

Il futuro del progetto (e gli "effetti collaterali")

Il cucciolo pixelato sul display non è un vero Tamagotchi (per evitare problemi di copyright con Bandai), ma una versione semplificata che per ora ha un solo, disperato bisogno: nuvole di vapore.

Le due inventrici non escludono di rilasciare le istruzioni online per permettere a chiunque di costruirselo a casa, ma prima vogliono migliorare il design.

L'obiettivo è renderlo più maneggevole, resistente e soprattutto "più carino", magari inserendo l'hardware in una scocca a forma di uovo e dando al pet degli occhi più grandi. Inoltre, vogliono aggiungere la tanto desiderata modalità "buona", che disincentivi (anziché incoraggiare) l'abitudine dello svapo.

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