sport pericolosi

Una distorsione alla caviglia durante una partita di basket, una caduta in bicicletta o un contrasto particolarmente duro sul campo da calcio: ogni sport espone il corpo a rischi diversi. Ma quale può essere considerato il più pericoloso?

La classifica condivisa da PlayPickleSG mette in ordine dieci discipline popolari, dalla meno alla più rischiosa, prendendo in considerazione gli infortuni più frequenti e la gravità delle possibili conseguenze.

Il risultato potrebbe sorprenderti: il pickleball occupa il primo posto tra gli sport meno pericolosi, mentre il calcio chiude la graduatoria come quello con il livello di rischio più alto.

Naturalmente, non si tratta di una risposta valida in ogni situazione. Età, preparazione, intensità, attrezzatura e livello agonistico possono cambiare completamente il rischio. La classifica offre però uno spunto per capire quali parti del corpo vengano messe maggiormente alla prova nelle diverse discipline.

Indice

  1. Cosa significa davvero “sport pericoloso”?
  2. Pickleball, badminton e tennis: i rischi degli sport con la racchetta
  3. Running, pallavolo e ginnastica: sovraccarichi, salti e atterraggi
  4. Basket e ciclismo: aumentano frequenza e gravità degli infortuni
  5. Rugby e calcio sono gli sport più pericolosi della classifica

Cosa significa davvero “sport pericoloso”?

Per confrontare discipline molto diverse non basta contare il numero totale degli infortuni. Uno sport praticato da milioni di persone può portare più accessi al pronto soccorso semplicemente perché è molto diffuso.

Bisogna considerare anche la frequenza degli incidenti rispetto alle ore di attività, la loro gravità e il tempo necessario per recuperare. Una distorsione lieve e una commozione cerebrale, per esempio, non possono avere lo stesso peso.

Anche il contesto conta: una partita tra amici presenta rischi differenti rispetto a un incontro agonistico, così come una pedalata su una pista ciclabile non è paragonabile a una gara su strada ad alta velocità.

Fatta questa doverosa premessa, ecco la classifica riportata nell’immagine, dalla disciplina considerata meno pericolosa a quella più rischiosa.

Pickleball, badminton e tennis: i rischi degli sport con la racchetta

Al primo posto, come sport meno pericoloso, troviamo il pickleball. Anche se viene spesso considerato un’attività tranquilla, può comunque provocare cadute, fratture al polso, distorsioni alla caviglia, problemi al polpaccio e dolori alla spalla. I rischi possono aumentare soprattutto tra i giocatori meno allenati o più avanti con l’età.

Al secondo posto c’è il badminton, caratterizzato da scatti rapidi, frenate e continui cambi di direzione. Gli infortuni più comuni riguardano caviglie, ginocchia, tendine d’Achille, spalle e polsi.

Il tennis occupa invece la terza posizione. Il movimento ripetuto della racchetta può favorire il cosiddetto gomito del tennista, mentre spalla, caviglie e polpacci vengono sollecitati durante servizi, scatti e spostamenti laterali.

In tutti e tre i casi, il rischio deriva principalmente dai movimenti ripetuti e dai cambi improvvisi di direzione, più che dal contatto con altri giocatori.

Running, pallavolo e ginnastica: sovraccarichi, salti e atterraggi

Al quarto posto troviamo il running. La corsa raramente provoca traumi spettacolari, ma può mettere progressivamente sotto pressione muscoli, articolazioni e tendini. Tra i problemi più frequenti compaiono il ginocchio del corridore, l’infiammazione della tibia, la tendinopatia d’Achille, la fascite plantare e le fratture da stress.

La pallavolo, quinta nella graduatoria, aggiunge il rischio legato a salti e atterraggi. Le distorsioni alla caviglia sono comuni, così come i problemi alle ginocchia, alle spalle e alle dita. Il cosiddetto “ginocchio del saltatore” può svilupparsi quando i tendini vengono sottoposti a carichi frequenti e intensi.

Al sesto posto c’è la ginnastica, una disciplina che richiede forza, equilibrio, flessibilità e controllo. Polsi, caviglie, ginocchia e schiena sono particolarmente esposti, soprattutto quando gli allenamenti sono molto frequenti o i movimenti vengono ripetuti centinaia di volte.

Basket e ciclismo: aumentano frequenza e gravità degli infortuni

Il basket occupa il settimo posto. Salti, contatti, cambi di direzione e atterraggi su un piede altrui rendono le caviglie particolarmente vulnerabili. Sono frequenti anche i problemi alle ginocchia, le lesioni alle dita e le fratture di mani o polsi.

All’ottavo posto troviamo il ciclismo. Non prevede contrasti o placcaggi, ma una caduta può avere conseguenze importanti, soprattutto quando si viaggia ad alta velocità o in mezzo al traffico.

Tra gli infortuni indicati nella classifica ci sono fratture della clavicola e del polso, abrasioni, traumi alla testa e dolori alle ginocchia. Casco, condizioni della strada, velocità e visibilità possono incidere notevolmente sul livello di rischio.

Rugby e calcio sono gli sport più pericolosi della classifica

Il rugby si trova al nono posto, quindi al secondo tra gli sport considerati più pericolosi. Placcaggi, scontri e cadute espongono i giocatori a commozioni cerebrali, problemi alle spalle, fratture, infortuni alle ginocchia e distorsioni alle caviglie.

Il contatto è parte integrante del gioco e rende il rischio di traumi più evidente rispetto alle discipline precedenti. Preparazione fisica, tecnica del placcaggio e rispetto delle regole diventano quindi fondamentali.

Al decimo e ultimo posto si trova il calcio, indicato dalla classifica come lo sport più pericoloso tra quelli analizzati. Scatti, torsioni, contrasti e cambi improvvisi di direzione sottopongono il corpo a continue sollecitazioni.

Gli infortuni più comuni riguardano caviglie, muscoli posteriori della coscia e zona inguinale. A questi si aggiungono le lesioni del legamento crociato anteriore, i problemi al menisco e le commozioni cerebrali.

Il calcio non è necessariamente la disciplina con i singoli incidenti più estremi, ma la combinazione tra intensità, contatto, movimenti esplosivi e grande diffusione contribuisce a collocarlo in cima a questa graduatoria.

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