Un'immagine a schermo diviso che mette a confronto la tecnologia del passato con quella moderna. Sulla sinistra si trovano oggetti vintage degli anni '90 e 2000: un vecchio televisore a tubo catodico che trasmette la serie TV Friends, un videoregistratore con una cassetta VHS, un telefono fisso a rotella, un vecchio cellulare a tasti e una mappa cartacea aperta. Sulla destra viene mostrata una postazione contemporanea con un computer portatile aperto su una piattaforma di streaming video, uno smartphone con navigatore GPS attivo, auricolari wireless e un gatto che riposa sulla scrivania.

Se provassimo a spiegare a un adolescente di oggi come vivevamo fino a una ventina di anni fa, probabilmente ci guarderebbe come se venissimo da un altro pianeta.

Prima dell'avvento degli smartphone, dello streaming illimitato e di internet a portata di mano, la vita quotidiana era una sorta di percorso a ostacoli analogico. Molte delle azioni che compivamo ogni giorno, e che per noi rappresentavano l'assoluta normalità, oggi ci farebbero sorridere, anzi, sarebbero considerate decisamente "cringe".

Ecco un viaggio sul viale dei ricordi (con un pizzico di imbarazzo) tra le abitudini pre-digitali più iconiche.

Indice

  1. Memorizzare i numeri di telefono
  2. Riavvolgere le videocassette VHS
  3. Aspettare l'episodio successivo
  4. Usare le mappe cartacee
  5. Registrare le canzoni dalla radio
  6. Comprare le suonerie in TV o sulle riviste
  7. Le catene di Sant’Antonio via SMS

Memorizzare i numeri di telefono

Oggi la nostra rubrica è un'estensione infinita salvata in cloud, ma un tempo la memoria umana era il principale database. Prima degli smartphone, le persone conoscevano a memoria decine di numeri di telefono di amici, parenti e fidanzati, semplicemente perché non esisteva una rubrica digitale all'interno del telefono (fisso) su cui poter fare affidamento in ogni momento.

Riavvolgere le videocassette VHS

La serata film richiedeva un rituale preciso. Si andava al videonoleggio, si sceglieva la pellicola e la si guardava. Ma il vero impegno arrivava dopo: riavvolgere la cassetta VHS prima di restituirla era considerata una cortesia comune e, in molti casi, era letteralmente obbligatorio. Non farlo significava incappare in fastidiosi costi aggiuntivi o nelle sgridate del commesso.

Aspettare l'episodio successivo

Il "binge watching" era pura fantascienza. Prima dello streaming on demand, perdersi un episodio della propria serie tv preferita era una tragedia. Significava dover aspettare mesi per una replica estiva, oppure, nella peggiore delle ipotesi, rassegnarsi a chiedere a un amico di raccontarti per filo e per segno cosa fosse successo.

Usare le mappe cartacee

Niente voce metallica che ricalcola il percorso. Spostarsi verso una destinazione sconosciuta significava dover studiare prima di partire. Bisognava spiegare un'ingombrante mappa cartacea (il mitico Tuttocittà) sul sedile del passeggero o, agli albori di internet, stampare le indicazioni stradali su fogli A4 prima di uscire di casa.

Registrare le canzoni dalla radio

Creare una playlist era un lavoro artigianale di pura pazienza. Le persone aspettavano, dito sul tasto rosso del registratore, che passasse la loro canzone preferita in radio. Il momento critico era l'inizio del brano: si sperava disperatamente che il DJ non parlasse sopra l'introduzione. Spoiler: parlava sempre, rovinando inesorabilmente la registrazione.

Comprare le suonerie in TV o sulle riviste

Se oggi il telefono è perennemente silenzioso, un tempo la suoneria era il massimo dello status symbol. Eravamo disposti a spendere anche 5 euro di credito telefonico (una piccola fortuna) per scaricare una musichetta gracchiante e polifonica, quasi irriconoscibile, dell'ultima hit estiva. Come? Inviando improbabili SMS con scritto "GATTO" o "VIRGOLA" a numeri a pagamento visti in tv.

Le catene di Sant’Antonio via SMS

L'ansia pura concentrata in 160 caratteri.

Ricevere un messaggio che recitava: "Se non invii questo messaggio a 15 contatti entro 5 minuti, stasera alle 00:00 la bambina del pozzo verrà a tirarti i piedi". Nonostante sapessimo che era assurdo, nel dubbio ci credevamo, terrorizzati dall'idea di morire sfigati o di avere 7 anni di sfortuna, e prosciugavamo il nostro credito per inoltrarlo a mezza rubrica.

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