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ciao raga sono del nuovissimo ordinamento e x l'esame di d.privato sto studiando dal simone!il mio prof è sgobbo sapete cosa bisogna eliminare??qualcuna ha dei riassunti da prestarmi??grazie:)
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Testo del Trabucchi

Capo 1 sezioni I, II da pag. 1 a pag. 29
sezione IV da pag. 42 a pag. 45
sezioni V, VI, VII, VIII da pag. 46 a pag. 83

Capo 2 sezioni I, II, III da pag. 96 162
sezioni IV, V, VI da pag. 163 a pag. 241

Capo 3 tutte da pag. 242 a pag. 318

Capo 5 I da pag. 399 a pag. 408
sezione III da pag. 437 a pag. 439
sezione V da pag. 454 a pag. 473

Capo 6 sezione I da pag. 487 a pag. 492

Capo 7 tutte da pag. 498 a pag. 610

Capo 8 tutte da pag. 611 a pag. 705

Capo 9 sezione II da pag. 744 a pag. 758

Capo11 sezione I da pag. 875 a pag. 890

Capo12 sezione II da pag. 900 a pag. 930

Testo del Simone

Parte I e II pp. 11 – 119
Parte IV e V pp. 203 – 472
Parte VI e VII pp. 475 – 684 (esclusi capp. 12-14)
Parte VIII e IX pp. 699 – 892

Ciao Cianciosa,
innanzitutto ti chiedo scusa per il ritardo con cui ti rispondo. Faccio una premessa perchè il programma che ho testè scritto si riferisce all’anno accademico in cui svolsi questo esame e cioè nel 2005, di conseguenza anche l’edizione da cui ho tratto le informazioni si riferisce allo stesso periodo. Tuttavia, per la precisione, ti sia chiaro che l’esame lo preparai sulla base di un altro testo, altresì citato dal prof. Riccardo Sgobbo durante il corso, che è l'Alberto Trabucchi che non è, a differenza di quanto si pensi, un testo tanto difficile. La casa editrice concorrete, la Simone appunto, ha avuto il merito di pubblicare una serie di testi per facilitare lo studio del diritto quali compendi, glossari e commentari che, quindi, se usati nella giusta maniera (quando intendo giusta maniera non dico che bisogna studiarli tutti ma che occorre scegliere quello giusto da studiare) possono essere un ottimo ausilio per la preparazione di questo esame. Dicevo che il Trabucchi è un ottimo testo per un motivo fondamentale e cioè la descrizione degli esempi. Il diritto privato infatti come tutte le discipline giuridiche abbisogna di esempi per essere assimilato. So che può sembrare banale questo principio ma basti pensare di quanta gloria hanno acquisito alcune parole nel linguaggio comune quali la Poetelia Papiria e i fantomatici personaggi Tizio, Caio e Sempronio che, se non altro, erano i protagonisti nell’esposizione degli es. da parte dei giuristi nel diritto romano e che poi sono rimasti nel linguaggio comune per indicare persone generiche. Ma torniamo all’esame che devi preparare.
Come dicevo prima, ai fini di fornirti un aiuto sul programma ho realizzato un’opera di analogia secondo la quale si confrontano gli argomenti di un sommario rispetto a l’altro tenendo come riferimento centrale il piano di studi corrente contenuto nella Guida dello Studente. Questo metodo mi sembra più che mai adeguato soprattutto se consideriamo che questo è un forum sussidiario cioè che si basa sull’apprendimento per ogni utente in modo a condividerlo con l’esperienza comune. Visto che, immagino tu abbia l’edizione del Simone più aggiornata, ti basterà aggiornare il numero in pagine in base all’edizione afferente al tuo piano di studi. Nota che ho detto piano di studi nel senso che è più indicato portare il programma in riferimento al tuo piano stabilito in base all’anno di immatricolazione. Per es. se ti sei immatricolata nel 2007 potresti portare il programma di quel anno, sottolineo potresti in quanto poi sei libera di agire secondo coscienza e portare un programma anche relativo ad AA successivi. Ricordo che feci quel esame due volte la prima volta lo svolsi subito dopo la conclusione del corso e cioè nel gennaio 2005. Il prof., infatti, aveva iniziato il corso il 18 ottobre 2004 e lo aveva concluso il 20 dicembre 2004 come attestano le “sgobbinature”. Mi sembrò strano che il prof. avesse concluso il corso così presto e avesse svolto solo 12 ore, quando da contratto ne avrebbe dovuto svolgere almeno il doppio! Alla mia domanda in aula sul motivo di questa scelta il prof. Sgobbo mi rispose che il docente non è tenuto a garantire che le lezioni rispettino l’esposizione di tutti i punti del programma. In quel momento mi adeguai alla buona fede del prof. ma mi dovetti ricredere, in quanto se è vero che c’è la libertà d’insegnamento, è anche vero che questa libertà deve essere coerente coi contenuti della disciplina e soprattutto non deve danneggiare né limitare i diritti dei discenti. Se un docente pubblica un programma prima dell’inizio delle lezioni (che rilascia in duplice copia in presidenza) è tenuto a rispettarlo dal punto di vista didattico, cioè deve organizzare le lezioni in modo da esporre tutti i contenuti del corso. Se il prof. non si comporta in maniera lecita, gli studenti devono fare in modo di avvisare i rappresentanti e di portare la questione all’attenzione del Consiglio di Corso di Laurea. :cartellinorosso:
continua...
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Occorre però precisare che l’assistente del prof. tenne alcune lezioni di recupero in aula di ricevimento, tra l’una e l’altra sessione di esami, alle quali partecipò uno sparuto gruppo di studenti. Come ti dissi svolsi l’esame due volte il 10 gennaio 2005 e il 21 febbraio 2005. La prima volta mi segò per una domanda sull’usùcapione. L’esame avvenne nell’aula di fronte l’aula magna dove c’era lui insieme alla sua assistente biondina che non poteva fare altro che ascoltare e preparare la camicia del verbale mentre il prof. diceva le domande. Ricordo che dissi al prof. di chiedermi un’altra domanda prima di qualsiasi decisione irrevocabile. Al suo diniego dissi: “ma come! Ho studiato! Mi dia un’altra possibilità!” e lui rispose: “guardi che lei è stato valutato in maniera insufficiente sulla materia in questione” e poi dopo una pausa di silenzio e uno sguardo truce disse: “se ne vada” accompagnando l’espressione con un gesto con la mano. Tornai il mese dopo nonostante il regolamento vietasse di farlo secondo quella disposizione secondo la quale devono trascorrere almeno 3 mesi prima di poter partecipare a una nuova sessione. Me ne fregai e ci andai lo stesso. Questa volta avevo studiato i medesimi argomenti ma con due novità: avevo ricopiato le sgobbinature in bella copia e avevo cercato gli es. su internet in particolare quello sulla Poetelia Papiria. L’esame si svolse nella seconda aula a destra entrando dall’ingresso presso il pianerottolo. Non a caso dico pianerottolo in quanto salendo le scale c’è un bel muro bianco che poteva essere sfruttato con l’installazione di un pannello di sughero riservato agli annunci per il mercatino degli studenti. Ricordo che c’era la cattedra del prof. al centro dell’aula e una fila di banchi disposti a “U” attorno dove erano seduti gli studenti in attesa dell’appello. Casualmente mi sedetti anch’io ma con le spalle rivolte al prof. il quale mi fece notare: “guardi che lei è disposto male, veda se può cambiare”, e io risposti con ironia tendenziosa: “va bbene qui?” e lui con tono infastidito e arrogante “è lei che deve vedere dove va bene!” con tono acre.
E non si capisce il motivo per cui avrei dovuto lasciare il posto dato che non c’è nessuna norma che disciplina la disposizione degli studenti durante un esame e dato che tutti gli studenti meriterebbero di godere di determinati spazi specialmente se poi di tratta di strutture pubbliche che appartengono al popolo! Se mi spostai lo feci solo per buona educazione e per rispetto alla popolazione anziana. Il prof. ancora una volta faceva le domande e l’assistente ascoltava. Ricorso che lei stessa faceva l’”head nods” che è una tecnica di metodologia della ricerca sociale in cui il ricercatore dimostra di seguire e ascoltare l’informatore durante le interviste e che consiste nel fare una serie di cenni, come di annuire col capo, in modo reiterato. Il prof. continuava a fissarmi impassibile. Poi c’è stata la domanda sulle obbligazioni e li ho parlato della Poetelia Papiria. Se sottolineo questo fatto è perché la risposta che ne è seguita per il proprio contenuto imbarazzante ha avuto il risultato di un boato di ilarità da parte del pubblico che assisteva e da parte della stessa assistente. Il prof non si è scomposto più di tanto ma il fatto che avesse per un attimo distolto l’attenzione dal soggetto, gli ha fatto capire che esistono in natura anche dei punti di vista diversi dal suo. Alla fine ho preso 30 che non è una lode ma che comunque è meglio di niente. Ritengo che il diritto privato sia una materia che meriti di essere studiata prima degli altri esami di diritto in quanto permette di assumere il lessico e i concetti fondamentali della disciplina giuridica. Questi piccoli accorgimenti oltre alla scelta del manuale, di avere il codice sotto mano e di disporre di un buon dizionario giuridico permettono di superare felicemente l’esame. Italo


Lascio qui di seguito alcuni link interessanti sulla preparazione di questo esame:


Come studiare il diritto privato: un decalogo per non sbagliare metodo


Devo dare l'esame di diritto privato ma non so proprio come studiarlo


Esame di diritto privato, help me?


Consigli e trucchi per studiare meglio


Tra 1 settimana ho un esame da sostenere


Ciao raga datemi una mano


Diritto Privato on-line

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