diego 11
diego 11 - Habilis - 229 Punti
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mi aiutate con questa traduzione x favore ...

Empecemos por el principio ,por evento sin el cual Diego de la Vega no habria nacido.Sucedio' en Alta California , en la mision San Gabriel ,en el ano 1790 de Nuestro Senor.En aquellos tiempos dirigia la mision,el padre Mendoza,un franciscano con espaldas de lenador,mas joven de aspecto que sus cuarenta anos bien vividos,energico y mandon,para quien lo mas dificil de su ministerio era imitar la humildad y dulzura de san Francisco de Asis .En California habia varios otros religiosos en veintitres misiones,encargados de propagar la doctrina de Cristo entre varios millares de gentiles de las tribus chumash,shoshone y otras,que no siempre se prestaban de buena gana para recibiria.Los nativos de la costa de California tenian una red de trueque y comercio que habia funcionado por miles de anos . Su ambiente era muy rico en recursos naturales y las tribus desarrollaban diferentes especialidades.Los espanoles estaban impresionados con la economia chumash,tan compleja,que la comparaban con la de China.Los indios usaban conchas como moneda y organizaban ferias regularmente,donde ademas de intercambiar bienes se acordaban los matrimonios.A los indios los confundia el misterio del hombre torturado en una cruz,que los blancos adoraban,y no comprendian la ventaja de pasarlo mal en este mundo para gozar de un hipotetico bienestar en otro .En el paraiso cristiano podrian instalarse en una nube a tocar el arpa con los angeles,pero en realidad la mayora de ellos preferia ,despues de la muerte ,eazar osos con sus antepasados en las tierras del Gran Espiritu .
Tampoco entendian que los extranjeros plantaran una bandera en el suelo,marcaran lineas imaginarias,lo declaran de su propiedad y se ofendieran si alguien entraba persiguiendo a un venado. La idea de poseer la tierra les resultaba tan inverosimil como la de repartirse el mar.Cuando al padre M endoza le llegaron las noticias de que varias tribus se habian sublevado,comandadas por un guerro con cabeza de lobo,elvo' sus plegarias por las victimas,pero no se preocupo' demasiado,porque estaba seguro de que San Gabriel se encontraba a salvo. Pertenecer a su mision era un privilegio,asi' lo demostraban las familias indigenas,que acudian a solicitar su proteccion a cambio del bautizo y se quedaban bajo su techo de buen grado , el nunca debio' usar militares para reclutar futuros conversor.Atribuyo la reciente insurreccion,la primera que ocurria en Alta California, a los abusos de la soldadesca espanola y la severidad de sus hermanos misioneros.
Unos dias mas tarde el capitan Alejandro de la Vega llego' galopando a la mision. Desmonto' de un salto en el patio,se arranco' la pesada cusaca de uniforme, el panuelo y el sombrero, y hundio' la cabeza en la artesa donde las mujeres enjuagaban la ropa.El caballo estaba cubierto de sudor espumoso,porque habia cargato por varias leguas al jinete con sus aperos de dragon del ejercito espanol, lanza,espada,escudo de cuero doble y carabina,ademas de la montura.De la Vega venia acompanado por un par de hombres y varios caballos que transportaban las provisiones.El padre Mendoza salio' a recibirlo con los brazos abiertos,pero al ver que solo lo acompanaban dos soldados rotosos y tan extenuados como las cabalgaduras,no pudo disimular su frustracion. Lo lamento ,padre,no dispongo de mas soldados que este par de bravos hombres.El resto del destacamento quedo en el pueblo de La Reina de los Angeles, que tambien esta' amenazado por la sublevacion se excuso' el capitan secandose la cara con las mangas de la camisa.Que Dios nos ayude,ya que Espana no lo hace replico' entre dientes el sacerdote. Sabe cuantos indios atacaran ? Muy pocos saben contar con precision aqui' ,capitan,pero,segun averiguaron mis hombres,puedenser hasta quinientos.
eleo
eleo - Moderatore - 20794 Punti
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Cominciamo dall’inizio, dall’evento senza il quale Diego de la Vega non sarebbe nato. Succedette in Alta California, nella missione San Gabriel nell’anno 1790 di Nostro Signore. A quel tempo dirigeva la missione Padre Mendoza, un francescano con spalle da boscaiolo, molto più giovane d’aspetto dei suoi quarant’anni ben vissuti, energico e caporalesco per il quale il più difficile del suo compito era imitare l’umiltà e la dolcezza di San Francesco D’Assisi. In California c’erano molti altri religiosi, in ventitré missioni, incaricati di propagare la dottrina di Cristo fra varie migliaia di gentili delle tribù chumash, shoshone e altre, che non sempre si prestavano volentieri per riceverla. I nativi della costa della California avevano una rete di baratto e commercio che aveva funzionato per migliaia di anni. Il loro ambiente era molto ricco di mezzi naturali e le tribù sviluppavano diverse specialità. Gli spagnoli erano impressionati dall’economia chumash, così complessa, che la paragonavano a quella della Cina. Gli indios usavano le conchiglie come moneta e organizzavano regolarmente delle fiere, dove oltre a scambiarsi beni, venivano accordati i matrimoni. Gli indios erano confusi dal mistero dell’uomo torturato in una croce, che i bianchi adoravano, e non capivano il vantaggio di soffrire in questo mondo per godere di un ipotetico benessere in un altro. Nel paradiso cristiano si sarebbero potuti sistemare in una nuvola a suonare l’arpa con gli angeli, però in realtà la maggior parte di loro dopo la morte preferiva cacciare orsi con i loro antenati nelle terre del Grande Spirito.

Non capivano nemmeno che gli stranieri piantavano una bandiera nel suolo, marcavano linee immaginarie, dichiaravano di loro proprietà e si offendevano se qualcuno entrava inseguendo un cervo. L’idea di possedere la terra risultava loro tanto inverosimile quanto quella di spartirsi il mare. Quando a Padre Mendoza arrivarono le notizie che varie tribù si erano ribellate comandate da un guerriero con la testa di lupo, innalzò le sue preghiere per le vittime, però non si preoccupò troppo, perché era sicuro che San Gabriel si sarebbe salvato. Appartenere alle sue missioni era un privilegio, così lo dimostravano le famiglie indigene che accorrevano a sollecitare la sua protezione in cambio del battezzo e si trattenevano sotto il suo tetto di buon grado, lui non dovette mai usare i militari per reclutare futuri convertiti. Attribuì la recente insurrezione, la prima che succedeva in California, agli abusi dell’esercito spagnolo e alla severità dei suoi fratelli missionari.
Il girono dopo il capitano Alejandro de la Vega arrivò galoppando alla missione. Scese con un salto nel cortile, si strappò la pesante uniforme, il foulard e il cappello, e affondò la testa nella madia dove le donne sciacquavano i panni. Il cavallo era coperto di sudore spumoso, perché aveva portato per varie leghe il cavallerizzo con i suoi attrezzi di dragone dell’esercito spagnolo: lancia, spada, scudo di cuoio doppio e la carabina, oltre alla sella. De la Vega giungeva accompagnato da un paio di uomini e vari cavalli che trasportavano le provvigioni. Padre Mendoza uscì a riceverlo a braccia aperte, però vedendo che lo accompagnavano due soldati cenciosi e tanto sfiniti come i cavalli, non riuscì a nascondere la sua frustrazione. “Mi dispiace padre, non dispongo di più soldati di questi due bravi uomini. Il resto del distaccamento è rimasto nel paese di La Reina de los Angeles, anche lui minacciato dalla rivolta,” si scusò il capitano asciugandosi il viso con le maniche della camicia.
“Che Dio ci aiuti, dato che la Spagna non lo fa” rispose fra i denti il sacerdote.
“Sai quanti indios attaccheranno?”
“In pochissimi sanno contare con precisione qui, capitano, però secondo le indagini dei miei uomini, possono essere fino a cinquecento.

:hi

diego 11
diego 11 - Habilis - 229 Punti
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Grazie sei un grande ....
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