Irving.
Irving. - Ominide - 10 Punti
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L'argomento principale della mia tesina è LA DROGA; per Organica avrei deciso,quindi,di portare gli ALCALOIDI (con qualche approfondimento sulla CODEINA). Il problema è che è un argomento che non abbiamo trattato durante i 5 anni di studi, e su internet ho trovato solo appunti universitari, troppo dettagliati e precisi. Qualcuno potrebbe parlarmi degli alcaloidi (caratteristiche, come si suddividono, cosa sono, come li otteniamo) in generale? Oppure, potreste linkarmi qualcosa? Vi ringrazio!

eleo
eleo - Moderatore - 20791 Punti
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Non so se questo ti può andare:

Chimica: generalità
Da un punto di vista chimico si suole distinguere gli alcaloidi in due categorie: ossigenati e non ossigenati. I primi sono generalmente solidi, cristallini, insolubili in acqua, stabili all'aria, di sapore amaro. Quelli non ossigenati sono invece liquidi, volatili, solubili in acqua, dotati di sapore pungente. Frequentemente gli atomi di azoto degli alcaloidi sono impegnati in anelli eterociclici, tanto che la classificazione chimica viene fatta in base alla presenza o meno di questi anelli. Si hanno così alcaloidi con nucleo pirrolico, per esempio la nicotina, oppure derivati dalla piridina, come la coniina, la pellettierina, la ricinina; altri contenenti anelli condensati della pirrolidina e della piperidina, tra cui importanti quelli della serie dell'atropina, della scopolamina, della cocaina. Altri ancora derivati dalla chinolina, tra i quali si ricordano chinina, cinconina, cinconidina; dalla isochinolina tra cui papaverina, narceina e idrastina; quelli infine derivati dal fenantrene tra i quali importantissima la morfina. A causa del grandissimo numero (oltre mille fino a oggi individuati) e della formula chimica estremamente varia, non è però agevole classificarli seguendo unicamente criteri di struttura chimica. Gli alcaloidi di origine vegetale si possono classificare più facilmente seguendo un criterio botanico, per esempio alcaloidi delle Apocinacee, delle Papaveracee, delle Ranuncolacee, delle Rubiacee, delle Solanacee, ecc.; oppure seguendo un criterio farmacodinamico che raggruppa gli alcaloidi a seconda della loro azione. L'estrazione dei singoli alcaloidi puri dalle piante si effettua con procedimenti diversi da un caso all'altro: assai spesso li si estrae, dalle parti della pianta che ne sono più ricche (semi, corteccia, radici, ecc.), con acido cloridrico o solforico diluito. Gli alcaloidi passano così in soluzione sotto forma di sali solubili; aggiungendo in eccesso una base forte, per esempio idrato di sodio, i sali si decompongono e gli alcaloidi vengono estratti sotto forma di basi libere mediante un solvente non miscibile con l'acqua, per esempio etere o cloroformio, oppure, quando sono volatili, vengono distillati in corrente di vapore. Si ottiene così in genere una miscela di tutti gli alcaloidi contenuti nella pianta che si separano poi gli uni dagli altri per cristallizzazione frazionata, per cromatografia, ecc. Per quanto riguarda la funzione degli alcaloidi nei vegetali, alcuni studiosi reputano che si tratti di prodotti di rifiuto, mentre altri, considerando che gli alcaloidi si trovano in notevole quantità proprio nelle parti più vitali delle piante, pensano che abbiano una funzione di difesa di fronte all'ambiente esterno oppure un'azione stimolante sui processi biologici.

Fonte: http://www.sapere.it/enciclopedia/alcal%C3%B2ide.html
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