miki_93
miki_93 - Habilis - 273 Punti
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qualcuno di voi ha letto il libro ''i bottoni di napoleone''?? è uno strazio io devo leggerlo x le vacanze e fare il riassunto di ogni capitolo... nn è ke x caso qlkn ha voglia di aiutarmi?? :-D

giu92d
giu92d - Genius - 7167 Punti
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Ciao miki... non l'ho letto, ma credo che lo comprerò prossimamente, mi sembra davvero interessante.

Come 17 molecole hanno cambiato la storia. Il sottotitolo del libro rivela per intero lo scopo degli autori: mostrare l’enorme importanza dei fatti materiali (intesi qui come materia fisica) nell’evoluzione dei processi storici. L’emblema di questa straordinaria importanza sono proprio i bottoni di stagno dell’esercito di Napoleone che si disintegrarono nel grande gelo invernale durante la campagna di Russia contribuendo alla disfatta dell’allora invitto imperatore. L’incidenza delle scoperte scientifiche e delle innovazioni tecnologiche è stata celebrata da una sostanziosa saggistica ma in prevalenza i riferimenti vanno alle grandi svolte scientifiche (da Galileo ad Einstein passando per Darwin) e a quelle tecnologiche, come nel caso delle telecomunicazioni. Meno frequente è la riflessione sul ruolo che i prodotti naturali, e soprattutto quelli artificiali, hanno avuto nella storia: nel volume ne sono presi in considerazione alcuni (dalla cellulosa alla caffeina, dal sale all’aspirina) che hanno determinato svolte significative nella vita economica e sociale. In realtà lo scopo degli autori (entrambi chimici) è ancora più particolare: non a caso il loro riferimento non sono le sostanze ma le molecole cioè i costituenti ultimi delle prime. Per far questo compiono una scelta coraggiosa ergendo a protagonisti del testo le formule delle sostanze esaminate (che sono molte più di 17, estendendosi il loro esame a intere classi di sostanze). È noto che le formule chimiche costituiscono per i più un ostacolo ‘linguistico’ insormontabile, ma gli autori ne fanno un uso originale e molto innovativo sul piano della comunicazione: non calano le formule all’interno di dotte spiegazioni scientifiche ma puntano sul loro potere grafico-illustrativo. Nel far questo si basano su principi ben noti ai chimici: in genere le somiglianze strutturali della composizione molecolare si riflettono sulle somiglianze di comportamento delle sostanze, ma locali e puntuali modifiche possono determinare differenze ‘drammatiche’. Così il testosterone, l’ormone maschile, per sostituzione di un unico gruppo funzionale si trasforma in progesterone, l’ormone femminile che ha un ruolo decisivo nell’inizio della gestazione. Eppure entrambe queste molecole appartengono alla medesima classe degli ormoni e questa loro familiarità è riconoscibile e riconosciuta dai lettori da una struttura policiclica sempre presente. Con qualche forzatura il testo procede in questo viaggio ‘molecolare’: infatti a volte il substrato strutturale non è del tutto necessario alla spiegazione del successo di una determinata sostanza nella storia dell’uomo, altre volte invece è peculiare, come nel caso di alcune scoperte casuali. William Perkin, giovane chimico inglese, a metà dell’Ottocento lavorava su una molecola (allitoluidina), che era l’esatta metà della chinina, nel tentativo di preparare un farmaco di sintesi contro la malaria; al posto del farmaco Perkin sintetizzò invece una sostanza intensamente colorata in lilla, la mauveina, aprendo la strada alla produzione dei coloranti sintetici che ha rivoluzionato l’industria chimica e l’aspetto cromatico del mondo antropizzato.

Ed in effetti, arrivati all’ultima pagina si è d’accordo con i due autori del libro, due chimici, uno di stampo accademico l’altro industriale. L’opera ha l’ambizione di essere divulgativa e di piacevole lettura anche per chi “non mastica” una materia un po’ bistrattata dalla maggior parte delle persone: la chimica, in particolare quella organica. Ogni capitolo è dedicato ad una molecola (o ad una famiglia di molecole) ed alla sua storia nel corso dei secoli. Ma cosa sono i bottoni di Napoleone? Cosa c’entrano con le sorti dell’Europa? Perché un titolo così insolito per un libro? La “teoria” dei due scienziati è la seguente: i bottoni di stagno (un elemento scarsamente resistente alle basse temperature) delle uniformi dell’esercito francese si disintegrarono al gelo della campagna di Russia nel 1812, impedendo agli uomini di imbracciare i fucili e combattere, finendo sconfitti dal “Generale Inverno”. Chiaramente il concetto è “forzato” ma rende bene l’idea di come effettivamente l’infinitamente piccolo abbia influenzato l’infinitamente grande. Insieme a questa vengono narrate con uno stile estremamente discorsivo tante altre vicende. Lo scorbuto, che decimò tanti marinai mentre Vasco da Gama doppiava il capo di Buona Speranza, che venne curato con la vitamina C presente in poche gocce di limone. La polvere da sparo (salnitro, zolfo e carbonio) usata dai cinesi nell’anno mille prima come fuochi d’artificio e solo dopo come arma. La seta del Celeste Impero e il nylon. La scoperta dei primi disinfettanti da sostanze coloranti, dell’aspirina dalla corteccia del salice e quella casuale della penicillina fatta da Fleming. L’invenzione della “pillola”. I “funghi magici” e la “caccia alle streghe”. La guerra dell’oppio e tante altre molecole che nel loro piccolo (o grande) hanno fatto nascere e fiorire civiltà o crollare imperi. Insomma, questo è un libro dedicato sicuramente agli appassionati della materia, agli storici ma soprattutto ai curiosi.

Spero possa esserti utile ciò che ti ho scritto, sicuramente questo libro lo comprerò!

:hi

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