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twdahs
twdahs - Habilis - 243 Punti
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mi aiutatee con questa versione???grazie

antore91
antore91 - Genius - 27281 Punti
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Ciao,
puoi trovare la versione qui:
https://www.skuola.net/versioni-latino/cicerone/de-officis/libro-3/paragrafo-65

https://www.skuola.net/versioni-latino/cicerone/de-officis/libro-3/paragrafo-66

https://www.skuola.net/versioni-latino/cicerone/de-officis/libro-3/paragrafo-67

saluti :-)

twdahs
twdahs - Habilis - 243 Punti
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non mi fa aprire i link, mi esce fuori che l'url è scaduta o cose simili

antore91
antore91 - Genius - 27281 Punti
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Ciao,
non so perché non apre i link.
Comunque eccoti qui la traduzione:
Per quel che riguarda la regolamentazione dei beni immobili, il nostro diritto civile sancisce che all'atto della vendita si dichiarino i difetti noti al venditore. Difatti, mentre per le XII tavole era sufficiente rispondere delle cose esplicitamente dichiarate, e chi rinnegava la parola data era condannato a pagare una multa del doppio, i giureconsulti stabilirono una pena anche per la reticenza. Stabilirono, infatti, che il venditore deve rispondere di qualsiasi difetto si trovi in un bene immobile, se a lui è noto e non è stato espressamente dichiarato.

Ad esempio, poiché gli àuguri dovevano trarre gli auspici sulla rocca ed avevano ordinato a Tiberio Claudio Centumalo, che aveva una casa sul Celio, di abbattere quelle parti che, con la loro altezza, erano di ostacolo agli auspici, Claudio mise in vendita il caseggiato, che fu acquistato da Publio Calpurnio Lanario. Gli àuguri fecero a costui la stessa intimazione. Calpurnio la demolì e venne a sapere che Claudio aveva messo in vendita la casa dopo che gli àuguri gli avevano intimato di abbatterla; lo costrinse, pertanto, a presentarsi davanti ad un arbitro che decidesse "che cosa in buona coscienza gli si dovesse pagare o fare". Pronunziò la sentenza Marco Catone, padre del nostro Catone (come gli altri dai padri, così questi, che generò quell'insigne personaggio, deve essere designato dal nome del figlio). Quel giudice, dunque, emise questa sentenza: poiché nel vendere conosceva i difetti e li aveva celati, doveva rispondere del danno presso il compratore.

Ritenne, pertanto, che appartenesse alla "buona coscienza" la conoscenza, da parte dell'acquirente, dei difetti noti al venditore.

Saluti :-)

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