LoveAndalucia
LoveAndalucia - Erectus - 108 Punti
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Postquam castra duces pugnae iam mente propinquis
inposuere iugis admotaque comminus arma
parque suum uidere dei, capere omnia Caesar
moenia Graiorum spernit Martemque secundum
iam nisi de genero fatis debere recusat.

Dopo che i capi, ormai con la mente nella battaglia, disposero gli accampamenti su cime vicine e fatte avanzare le truppe e gli videro la propria coppia, Cesare allora disdegnaa di occupare tutte le mura dei greci e rifiuta di essere debitore ai fati durante la guerra/nei successi in guerra se non sul genero.

Eccomi ancora con il mio libro sesto di Lucano che piu lo controllo e piu dubito. Mi chiedo soprattutto come considerare quel secundum istintivamente lo tradurrei come un avverbio che regge l'accusativo ma non è che invece é un sostantivo?

Grazie come sempre.

P.S. avete conoscenze di filologia? Sto preparando l'esame sola e ho problemi con l'apparato critico.

Matlurker
Matlurker - Sapiens Sapiens - 1101 Punti
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Caesar recusat debere fatis

Cosa rifiuta? Martem secundum

Marte è sinonimo di battaglia, guerra. Dal dizionario posso ricavare, ad esempio:
Cicerone: Martis vis - la violenza della battaglia;
Tito Livio: ubi Mars est atrocissimus - dove la battaglia è più violenta.
Cesare: aequo Marte - a parità di forze

Quella parte la tradurrei come: Cesare rifiuta di affidare al fato (dativo) le sorti della battaglia.

Il che è diverso dal non avere debiti nei riguardi del fato. Sopratutto Cesare che non hai fatto mistero, semmai, di premiare la fortuna quando la incontrava. Diciamo che era, anche per Lucano, sì superstizioso ma non fesso.

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