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SaraLupo24
SaraLupo24 - Erectus - 58 Punti
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versione vestigia pag 203 numero 27
Deianira,Herculis uxor, cum videt Iolem ,virginem eximiae formae ,quam maritus captivam adducebat ,continuo invidia flagrat.
Itaque ,ustioni causa,vestem tinctam sanguine venefico centauri Nessi Herculi mittit.
Iterea sanguinis guttae ,cum in terram decidunt et sol eas attingit,ardent.
Sed Hercules iam vestem inducit et statim flagrat;
In flumen se conicit ,sed ardorem non estinguit;
vestem exuere temptat ,sed viscera haerent .
Tandem ardore consumitur.
Deianira ob factum ipsa se interficit.


frasi libro vestigia pag 199 numero 20
Hostium imperitia urbs magna cum celeritate diruitur.
Fortuna ius non habet in hominum morbus.
In castris ignium multitudo saepe hostium numerum indicat.
Apud Aegyptios feles sacra erat.
Magna cum calliditate Hannibal in hostium naves amphoras plenas anguium conicit.
Felium oculi in tenebris fulgebant.
Marcus Tullius Cicero ,clarus orator ,gloria praecipua Arpinatium fuit.
Erat Italia tum plena Graecarum artium ac disciplina rum.
Milites hostium phalangem perfringunt.
Legatus classem usque ad noctem in statione tenet, primis tenebris movet.

Pinchbeck
Pinchbeck - Moderatore - 5118 Punti
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Deianira, moglie di Ercole, quando vede Iole, vergine di bellissimo aspetto, che il marito conduceva come prigioniera, immediatamente arde d'invidia. Perciò, per il bruciore dell'invidia (non nel testo), manda a Ercole una veste tinta col sangue velenoso del centauro Nesso. Nel frattempo le gocce di sangue, quando cadono a terra e il sole le raggiunge, bruciano. Ma Ercole già indossa la veste e subito brucia; si butta in un fiume, ma non spegne il fuoco; tenta di togliere la veste, ma le viscere aderiscono. Alla fine viene consumato dal fuoco. Deianira stessa di uccide per il fatto.

La grande città viene distrutta velocemente per l'inesperienza dei nemici
La sorte non ha diritto sulle malattie degli uomini
Nell'accampamento la grande quantità di fuochi spesso indica il numero dei nemici
Presso gli Egiziani il gatto era sacro
Con grande accortezza Annibale nelle navi dei nemici riunisce anfore piene di serpenti
Gli occhi dei gatti rilucevano nelle tenerbre
Marco Tullio Cicerone, famoso oratore, fu la più grande gloria degli Arpinati
L'Italia allora era piena delle arti e delle scienze greche
I soldati sfondano la falange dei nemici
Il legato fino alla notte tiene la flotta nella rada, si muove al calar delle tenebre

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