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  • Domande di letteratura latina, Lucrezio e De Rerum..

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lucreziadccd
lucreziadccd - Ominide - 2 Punti
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Ciao a tutti ragazzi, vorrei chiedervi una mano con alcune domande riguardati il brano " La felicità illusoria" di Lucrezio, tratto dal libro IV del De Rerum Natura:
1)Nella descrizione delle figure femminili, ci sono espressioni riguardanti tratti di misoginia. A quali espressioni può far capo un punto di vista misogino?
b. Questo atteggiamento sarebbe una novità di Lucrezio o rientra nel costume romano?
c. Il disprezzo delle donne ha qualcosa in comune con la notizia trasmessa da San Girolamo, ovvero che Lucrezio sarebbe impazzito per amore?
2) Anche in traduzione italiana, si coglie nel brano la presenza di linqua colloquiale. Qual'è l'effetto che Lucrezio con ciò sembra perseguire??
Il testo del brano è:
Aggiungi che sciupano le forze e si struggono nel
travaglio; aggiungi che si trascorre la vita al cenno di un'altra
persona. Son trascurati i doveri, e ne soffre il buon nome e vacilla.
Frattanto il patrimonio si dilegua, e si converte in profumi
babilonesi, e bei sandali di Sicione ai piedi ridono,
s'intende, e grandi smeraldi con la verde luce
sono incastonati nell'oro, e la veste color di mare è consunta
assiduamente, e maltrattata beve il sudore di Venere;
e i beni ben guadagnati dai padri diventano bende, diademi,
talora si cangiano in un mantello femminile e in tessuti di Alinda e
di Ceo. S'apparecchiano conviti con splendide tovaglie e vivande,
giochi, coppe senza risparmio, unguenti, corone, serti,
ma invano, perché di mezzo alla fonte delle delizie
sorge qualcosa di amaro che pur tra i fiori angoscia,
o quando per caso l'animo conscio s'angustia per il rimorso
d'una vita trascorsa nell'inerzia e perduta nelle orge,
o perché lei ha lanciato, lasciandone in dubbio il senso, una parola,
che confitta nel cuore appassionato divampa come fuoco,
o perché gli sembra che troppo lei occhieggi o che il suo sguardo
sia attratto da un altro, e nel suo volto vede le tracce d'un sorriso.
E questi mali si trovano in un amore che dura ed è felice
al più alto grado; ma, se è infelice e senza speranza, ci sono
mali che puoi cogliere anche ad occhi chiusi,
innumerevoli; sì che è meglio stare prima all'erta,
come ho insegnato, e guardarsi dall'essere adescati.
Difatti evitare di cadere nei lacci d'amore
non è così difficile come districarsi, una volta presi
in mezzo alle reti, e forzare i possenti nodi di Venere.
E tuttavia, anche avviluppato e inceppato, potresti sfuggire
all'insidia, se proprio tu non opponessi ostacoli a te stesso,
e non ti celassi in primo luogo tutti i difetti dell'animo
o quelli del corpo di colei che prediligi e desideri.
Questo infatti fanno per lo più gli uomini ciechi di passione,
e attribuiscono alle amate pregi ch'esse non posseggono davvero.
Così vediamo che donne in molti modi deformi e laide
sono adorate e godono del più alto onore.
E poi s'irridono a vicenda, e l'uno invita l'altro a placare
Venere, perché lo affligge un brutto amore, e spesso
non scorge, l'infelice, i propri mali, che sono i più grandi.
La nera "ha il colore del miele", la sudicia e fetida è "disadorna",
se ha occhi verdastri è "l'immagine di Pallade", se è nervosa e secca
è "una gazzella", la piccoletta, la nanerottola, è "una delle Grazie",
è "tutta puro sale", la corpulenta e smisurata è "un prodigio" ed è
"piena di maestà". La balbuziente, che non può parlare, "cinguetta",la muta è "pudica"; e l'irruente, odiosa, linguacciuta è "tutta fuoco".
Diventa "un sottile amorino", quando non può vivere
per la consunzione; se poi è già morta di tosse, è "delicata".
E la turgida e popputa è "Cerere stessa dopo aver partorito Bacco",
la camusa è "una Silena" e "una Satira", la labbrona è "un bacio".
Troppo mi dilungherei, se tentassi di dire tutte le altre cose
di questa specie. Ma tuttavia sia pure bella in volto quanto vuoi,
sia tale che da tutte le sue membra promani il potere di Venere:
certo ce ne sono anche altre; certo senza di lei siamo vissuti per
l'addietro, certo ella fa in tutto, e noi sappiamo che le fa, le stesse
cose che fa la brutta, e da sé stessa, misera, s'appesta di odori
nauseanti: fuggono.

melody_gio
melody_gio - Tutor - 33161 Punti
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Ciao Lucrezia,

non facciamo noi gli esercizi, devi riportare tu un tuo svolgimento degli esercizi presenti, poi le riporti sul topic e successivamente ti aiutiamo con ulteriori consigli o correzioni.

Ciao,
Giorgia.

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