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riassunto completo delle opere di cicerone
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celo8
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Dopo tre verifiche di autori e due interrogazioni di letteratura su cicerone sento di poter rispondere a tale domanda...

Orazioni:
Pro Sexto Roscio Amerino: esordio di Cicerone avvocato, difende la causa di Sesto Roscio accusato di parricidio;
Actio Prima in Verrem: pronunciata nel processo conto Verre, ex governatore della Sicila;
Actio Secunda in Verrem: mai pronunciata, in quanto dopo la prima Verre era scappato ed era stato condannato in contumacia, ma scritta e pubblicata.
Pro lege Manilia, o De imperio Gnei Pompei: pronunciata dopo l'ingresso in senato a favore del progetto di legge del tribuno Manilio di affidare pieni poteri a Pompeo sulle province orientali per affrontare la minaccia di Mitridate;
Catilinarie: 5 orazioni contro Catilina, che dopo esser stato sconfitto due volte nelle elezioni al consolato ordisce una congiura per impadronirsi del potere;
Pro Murena: pronunciata tra la prima e la seconda catilinaria in difesa di Murena, console designato per l'anno successivo e accusato di brogli elettorali. Cicerone afferma che ogni mezzo sarebbe stato lecito pur di fermare Catilina.
Orazioni anticlodiano: - Pro sestio: difende Sestio, accusato da Clodio di atti di violenza: in quest'orazione espone il suo progetto di "concordia omnium bonorum";
-pro Caelio: difende Celio da varie accuse tra cui quella, mossa da Clodia (la Lesbia di Catullo), sorella di Clodio, di aver tentato di avvelenarla. Nell'orazione Cicerone attacca Clodia, e indirettamente anche il fratello, definendola una sgualdrina e meretrice;
-pro Milone: difende Milone dall'accusa di aver assassinato Clodio. L'orazione giunta a noi è rielaborata successivamente, in quanto durante il processo cicerone riportò un grande fallimento e Milone fu costretto all'esilio.
Filippiche: probabilmente 18, a noi ne sono giunte 14, scritte contro Antonio. Cicerone appoggiava il giovane Ottaviano, che si sarebbe potuto facilmente riportare sotto il senato, contro Antonio. Dopo la formazione del triumvirato però Antonio pretende la testa di Cicerone, che viene ucciso il 7 dicembre del 43.


Opere retoriche:
De Oratore: dialogo fra Lucio Licino Crasso, Marco Antonio e altri. Ambientato nella villa di Crasso nel 91 (anno precedente alla morte di quest'ultimo, e quasi ultimo periodo di pace prima della guerra sociale, degli scontri fra Mario e Silla, dell guerra civile...). Nel dialogo Cicerone afferma per bocca di Crasso che ad un buon oratore non basta la capacità di saper parlare ma deve basarsi su un vasto bagaglio culturale, che comprenda in particolare la filosofia.
Orator: appendice del De Oratore, i protagonisti sono però contemporanei (presente Cicerone stesso), cerca di definire un ritratto dell'oratore ideale.
Brutus: dialogo nel quale Cicerone si difende dalle accuse mossegli dagli atticisti di essere troppo legato allo stile asiano. Afferma di far uso di uno stile intermedio, adattandolo alle diverse situazioni.

Opere politiche:
De republica: dialogo, protagonista Scipione Emiliano, riporta la teoria aristotelica della degenerazione delle forme di governo (monarchia-tirannide, aristocrazia-oligarchia, democrazia-olocrazia), e quella di polibio dell'anaciclosi, affermando che la degenerazione è impossibile a Roma dove si è trovato il giusto equilibrio fra le tre frome (monarchia- consoli, aristocrazia- senato, democrazia- comizi). A questa teoria però Cicerone aggiunge la necessita di un princeps, un primus inter pares, privo di interessi personali che sappia affiancarsi a consoli e senato e guidarli.
De legibus: dialogo di ambientazione contemporanea, la fonte è Platone, ma a differenza del filosofo Cicerone non tratta di un corpus di leggi utopico ma su quello reale di Roma.

Opere filosofiche:
De finibus bonorum et malorum: Cicerone si occupa della ricerca del sommo bene e del sommo male. Espone la teoria epicurea, stoica e accademica. Quella epicurea è confutata, si cerca poi una via di mezzo fra le altre. Sommo bene identificato con la virtù.
Tusculanae disputatuione: divisa in 5 libri, è una sorta di dimostrazione di quanto detto sopra, la virtù presentata come rimedio di tutti i mali (il dolore, la morte, il turbamento dell'anima, la tristezza). All'inizio di ogni libro Cicerone afferma la necessità che il cittadino romano conosca la filosofia e la "usi" per condurre al meglio la sua vita.
De officiis: diviso in tre libri, nel primo si parla dell'honestum, cioè le qualità presenti per natura nell'uomo, e delle sue quattro radici, individuate nelle 4 virtù cardinali, nel secondo dell'utile,che è ciò che si addice, conviene ad ogni uomo, nel terzo del rapporto fra honestum ed utile, che non è, come si pensava, conflittuale, in quanto dall'honestuum deriva l'utile.

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