bonafinirina
bonafinirina - Eliminato - 2 Punti
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ciao ragazzi mi serve l'analisi del testo 'la povertà della lingua e la novità della materia'

Nec me animi fallit Graiorum obscura reperta
difficile inlustrare Latinis versibus esse,
multa novis verbis praesertim cum sit agendum
propter egestatem linguae et rerum novitatem;
sed tua me virtus tamen et sperata voluptas 140
suavis amicitiae quemvis efferre laborem
suadet et inducit noctes vigilare serenas
quaerentem dictis quibus et quo carmine demum
clara tuae possim praepandere lumina menti,
res quibus occultas penitus convisere possis.
hunc igitur terrorem animi tenebrasque necessest
non radii solis neque lucida tela diei
discutiant, sed naturae species ratioque.

mi servirebbe una analisi del testo e quella del periodo :( per favore.

Tony83
Tony83 - Mito - 30579 Punti
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ANALISI DEL TESTO + TRADUZIONE
La povertà del lessico della lingua latina e la novità dell’argomento rendono estremamente difficile mettere in versi la dottrina di Epicuro, che, oltretutto, aveva espresso proprio nella sua opera una certa diffidenza nei confronti della poesia, vista come portatrice di menzogna. Lucrezio risolve il primo problema preferendo il calco al prestito (ad es. utilizza termini come primordia o principia, etc., piuttosto che ricorrere al calco del greco àtomos), mentre per il secondo problema ricorrerà ad un’immagine estremamente efficace, che verrà, però, sviluppata nel brano successivo.

In questo primo passo l’autore si limita a sottolineare le difficoltà della sua impresa, nella quale sarà, però, confortato dall’amicizia di Memmio, che lo sosterrà nelle fatiche notturne e compenserà (o, almeno, così spera) i suoi sforzi liberandosi dall’ignoranza e dalla paura, grazie alle parole del poeta.

Nec me animi fallit Graiorum obscura reperta

difficile inlustrare Latinis versibus esse,
multa novis verbis praesertim cum sit agendum
propter egestatem linguae et rerum novitatem;
sed tua me virtus tamen et sperata voluptas 140
suavis amicitiae quemvis efferre laborem
suadet et inducit noctes vigilare serenas
quaerentem dictis quibus et quo carmine demum
clara tuae possim praepandere lumina menti,
res quibus occultas penitus convisere possis. 145


E non mi sfugge nell’animo quanto sia difficile illustrare

In versi latini le profonde scoperte dei Greci,

soprattutto perché, a causa della povertà della lingua e della

novità dei temi, bisogna trattare con parole nuove molti argomenti;

ma la tua virtù, tuttavia, e lo sperato piacere 140

dell’affettuosa amicizia mi spingono a sopportare

qualsiasi fatica e mi inducono a vegliare durante le notti serene

cercando con quali parole e con quali versi infine

io possa far brillare innanzi alla tua mente chiare luci,

con le quali tu possa esplorare fino in fondo le verità nascoste. 145

Obscura reperta: allude, in particolare, alla dottrina di Epicuro, pur senza escludere la conoscenza delle altre dottrine filosofiche, sebbene confutate o fatte proprie al suo maestro. Reperta, participio neutro sostantivato di reperio, ha come attributo obscura, che, in questo caso, non ha nulla a che fare con le tenebre dell’ignoranza, che la luce della filosofia epicurea deve dissipare, ma si riferisce, piuttosto, alla complessità ed alla profondità di taluni concetti, che bisogna far emergere, portare alla luce: si noti, a questo proposito, l’antitesi obscura/inlustrare.

Graiorum: cfr. con I, 66, in cui Lucrezio parla di Epicuro, definendolo Graius homo.

Difficile…esse: con questa espressione il poeta ci parla non solo delle difficoltà legate alla povertà della lingua latina, ma anche alla difficoltà di trasferire ardui concetti filosofici, più adatti alla forma del trattato o del dialogo, in poesia.

Novis verbis: il riferimento è alla soluzione linguistica adottata da Lucrezio, cui si faceva riferimento precedentemente, ossia l’utilizzo del calco, vale a dire parole preesistenti nella lingua latina, che assumono una nuova valenza, a cui si uniscono dei neologismi lucreziani.

Propter egestatem linguae: il motivo della povertà lessicale di una lingua che, nel I sec. a.C., era ancora, essenzialmente, una lingua di soldati e contadini, inadatta, quindi, ad esprimere concetti astratti (soprattutto se legati all’ambito filosofico), ritorna più volte nel poema, soprattutto in I, 832 e III, 260, in cui si parla di patrii sermonis egestas.

Rerum novitatem: è l’altra causa delle difficoltà incontrate dal poeta.

Sed…serenas: i versi sono dedicati all’importanza dell’amicizia di Memmio, a cui si rivolge direttamente dal v. 140, unico conforto nelle difficoltà che la stesura dell’opera comporta. Rispetto alla pesantezza dei versi iniziali, caratterizzati dalla constatazione delle oggettive difficoltà che Lucrezio dovrà affrontare nella stesura dell’opera, nella seconda parte (vv. 140 e sgg) sembra prevalere la speranza, lo slancio vitale ed ottimista dell’autore che, in fondo, è sicuro di riuscire a superare le difficoltà, portando a termine con successo la sua operazione educativa.

Tua me: l’accostamento dei due termini non indica solo lo stretto legame affettivo che il poeta spera di costruire con il suo dedicatario, ma anche lo stretto legame che intercorre tra la capacità di apprendere di Memmio e la voglia di insegnare di Lucrezio.

Voluptas suavis amicitiae: espressione particolarmente pregnante, sottolineata dalla posizione di rilievo di voluptas, a fine verso, nella stessa posizione che occupava in I, 1, e di suavis, collocato all’inizio del verso successivo dall’enjambement, aggettivo che qui si riferisce all’amicizia di Memmio, ma verrà usato, nell’incipit del II libro, per indicare la condizione propria del saggio epicureo, colui che ha raggiunto la condizione di atarassìa, da cui tutti gli altri individui sono ancora lontani.

Me…suadet: il verbo, sottolineato dall’ enjambement, è costruito con l’accusativo (me) l’infinito (efferre, da cui dipende quemvis labore; labor è un altro termine chiave per quanto riguarda le dichiarazioni di poetica).

Noctes serenas: il motivo del vigilare noctes serenas è tipicamente alessandrino; l’attributo, in particolare, denota il piacere con cui l’autore si dedica alla sua attività di scrittore.

Dictis: allude alla difficoltà di trovare parole latine con le quali rendere la ricca e complessa terminologia filosofica greca, mentre carmine allude alla disposizione delle parole nel verso per procurare, attraverso la dolce armonia dei suoni e del ritmo, il piacere estetico, cui si farà riferimento nel frammento successivo.

Clara…lumina: metafora molto frequente per indicare la scienza, che illumina le menti ottenebrate da false credenze, liberandole dalla prigionia e dalle tenebre, in quello che potremmo definire un “intento illuminista” [Ita1] [Fr1] [En1].

Aggiunto 49 minuti più tardi:

Analisi del periodo

- Nec me animi fallit = PRINCIPALE

- difficile esse - SOGGETTIVA

- Graiorum obscura reperta inlustrare Latinis versibus = SOGGETTIVA DIPENDENTE DALLA PRECEDENTE SOGGETTIBA

- multa novis verbis praesertim cum sit agendum
propter egestatem linguae et rerum novitatem - CAUSALE


- sed tua me virtus tamen et sperata voluptas suavis amicitiae suadet - PRINCIPALE

- quemvis efferre laborem - FINALE

- et inducit - COORDINATA ALLA PRINCIPALE

- noctes vigilare serenas - FINALE

- quaerentem - PROPOSIZIONE GERUNDIVA ("cercando" = gerundio coordinato)

- dictis quibus et quo carmine demum
clara tuae possim praepandere lumina menti, - INTERROGATIVA INDIRETTA

- res quibus occultas penitus convisere possis - RELATIVA

carlogiannini
carlogiannini - Eliminato - 3992 Punti
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oh mamma, devo andare a rispolverare il vocabolario di latino. Ci proverò dopo pranzo.
carlogiannini
carlogiannini - Eliminato - 3992 Punti
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Complimenti. I miei ricordi liceali (del secolo scorso essendo del 1953) non arrivano a tanto. Se non sei un insegnante allora sei un "mostro" latinista. Se mi permetti un consiglio, dovresti spiegare come sai fare tu COME si individua la PRINCIPALE, così la prossima volta chi ti legge sarà agevolato a fare da sé. Dimmi se sbaglio: bisogna cercare il verbo all'indicativo (e forse anche al futuro)? La persona del verbo dovrebbe poi farci individuare il soggetto e poi tutto il resto. Dico bene? Grazie
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