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Saratorza54
Saratorza54 - Ominide - 5 Punti
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Ehi buongiorno, mi servirebbe una mano con alcune versioni, questa è la prima:

Omnibus nota est fabula illa, quam de Arione nobis narraverunt veteres scriptores1. Fuit Arīon nobilissimus poeta et fidicen, qui Corinthī apud regem Periandrum multos annos vixit. Cum autem in patriam Arion redīre statuisset et iam Corinthō in navem conscenderet, tyrannus, quem eius carmina tot annos delectaverant, ei plurimas divitias dedit. Quas cum vidissent nautae illius navis, quā poeta in patriam navigabat, invidiā et cupiditate auri permoti, eum necare constituērunt ut eriperent pecuniam et dona, quae ei donaverat Periander. Statim, cum eos vidisset sicis2 armatos contra se procedentes, Arion de puppi celeri saltu3 in mare desiluit; delphini autem, qui (ut mos eius generis animalium est) circa navem natabant, cum eum dorsō sustinuissent, incolumem Corinthum ad tyrannum Periandrum rursus vexerunt. Sed post aliquot dies, cum tempestas violentissima4 ad litus Corinthi reportavisset navem illam, cuius nautae Arionem necare conati erant, Periander omnes fures prehendit et suppliciō affēcit, ut ob scelus suum punirentur.

Pinchbeck
Pinchbeck - Moderatore - 8359 Punti
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E' nota a tutti quel racconto, che gli antichi scrittori ci narrarono riguardante Arione. Arione fu un poeta nobilissimo e citarista che visse per molti anni a Corinto presso il re Periandro. E poiché Arione aveva deciso di tornare in patria e siccome si imbarcò già da Corinto, il tiranno, che le sue poesie avevano deliziato per molti anni, gli diede molte ricchezze. E, siccome i marinai di quella nave le avevano viste, la nave (ripetizione non nel testo per rendere più fluido in italiano) con cui il poeta navigava verso la patria, spinti da invidia e avidità, complottarono di ucciderlo per rubare il denaro e i doni che gli aveva donato Periandro. Subito, avendo visto che quelli avanzavano armati di pugnali contro di lui, Arione si gettò in mare dalla poppa con un balzo veloce; ma dei delfini, che - come è usuale per la loro specie - nuotavano vicino alla nave, dopo averlo raccolto sul dorso, lo portarono indietro, incolume, a Corinto dal tiranno Periandro. Ma dopo un po' di giorni, dopo che una violentissima tempesta ebbe riportato quella nave, i cui marinai avevano provato a uccidere Arione, sulle coste di Corinto, Periandro catturò tutti i ladri e vennero giustiziati, affinché fossero puniti per il loro crimine.

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