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geminik75
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Aiuto - Traduzione versione latino 2 di 4

Bello Punico secundo Marcellus, Romanorum dux, magno exercitu ingentique classe Syracusas, magnam divitemque Siciliae urbem, obsidebat, sed adversus navalem hostium apparatum Archimēdes, peritus mathematicarum artium atque inventor mirabilis, multa et varia bellica tormenta1 invenĕrat atque in urbis moenibus disposuĕrat ut Syracusani in hostium naves, quae procul ab urbe erant, saxa ingentia emittĕre possent et eas (naves), quae propiores (= «più vicine») erant, crebris telis propellĕrent. Naves autem, quae ad moenia accedebant, ferrea manu2 tollebantur atque in saxa3 proiciebantur. Ut cives sine ullo periculo tela in hostes ingerĕre possent, Archimedes in urbis moenibus multa angustaque foramĭna aperuĕrat: itaque sagittis per ea coniectis ex occulto Romani vulnerabantur. Tertio obsidionis anno Marcellus consul Syracusas universis viribus terra marique oppugnavit et denĭque expugnavit. Archimedes necopinatam mortem invēnit: nam Marcellus, qui eius famam bene novĕrat, militibus suis ut ei parcĕrent4 imperavit, sed Archimedes a milite, qui eum non agnovĕrat, occisus est.

1. Bellica tormenta nel lessico militare sono le «macchine da guerra».  
2. Manus assume qui il significato di «uncino».  
3. Saxa qui significa «gli scogli».  
4. Parco, ĕre «risparmiare» è costruito con il dativo.

antore91
antore91 - Genius - 33351 Punti
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Ciao,
eccoti la traduzione:

Durante la seconda guerra Punica Marcello, comandante dei Romani avrebbe espugnato facilmente Siracusa se in quel momento non ci fosse stato in città Archimede, esperto di discipline matematiche, illustre osservatore del cielo e delle stelle e ammirevole inventore di macchine da guerra. Contro l'apparato navale dei Romani Archimede dispose sopra le mura numerose differenti macchine da guerra affinché i cittadini lanciassero grandi sassi contro le navi dei nemici che erano lontano e respingessero quelle (navi) che erano più vicine con numerose frecce. Affinché i soldati dei Siracusani lanciassero senza pericolo le frecce contro i nemici, aprì le mura della città con numerose aperture strette: in tal modo i Romani venivano feriti di nascosto dalle frecce scagliate attraverso quelle (le aperture). Invece le navi che si avvicinavano alle mura erano agganciate da un uncino di ferro e, con grande spavento dei mariani, venivano scagliate contro gli scogli. Così i Siracusani, grazie all'intelligenza di Archimede, evitarono l'assedio marittimo dei Romani per tre anni. Ma quel famoso saggio, quando i Romani espugnarono Siracusa, trovò una morte inattesa. Infatti Marcello, che aveva conosciuto bene l'illustre fama dell'uomo, ordinò ai suoi soldati di risparmiarlo, perché voleva condurlo con sé a Roma, ma Archimede fu ucciso da un soldato che non lo aveva riconosciuto.

saluti :-)

geminik75
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