rosaria.cozzolino70
rosaria.cozzolino70 - Erectus - 92 Punti
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Qualcuno mi può aiutare a tradurre questa versione?? Grazie mille in anticipo. Interdum Alexander Magnus, Philippi filius, ad convivium amicos convocabat. Hi Alexandro gratos animos habebant, sed eius iram valide timebant. Olim igitur in convivio eximia Philippi facta multi celebrabant. Tum Alexander ebrium exiguam factorum suorum famam indicat et controversiam cum amicis habet esoque incusat: << Parva mea gloria est, si ea cum Philippi gloria comparatur>>. Sad amicos Clitus, vir aequius et magnanimus, Philippi memoriam renovat et hoc modo Alexandri iracundiam excitat, qui nulla mora hasta illum transfigit. Postero die Alexander effuse plorat in eum et dolore maeret, sed lacrima e illiusque delicti conscientia misero Clito vitam non rursus non reddunt.

glou
glou - Sapiens - 522 Punti
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Talvolta Alessandro Magno, figlio di Filippo, invitava gli amici al banchetto. Costoro provavano gratitudine verso Alessandro, ma temevano molto la sua ira. Una volta, dunque, durante un banchetto celebravano le tante straordinarie imprese di Filippo. In quell’occasione Alessandro, ubriaco, ritiene insignificante la gloria delle sue imprese e ha una disputa con gli amici e li rimprovera: «La mia gloria è di poco conto se viene comparata alla gloria di Filippo». Ma l’amico Clito, uomo equo e generoso, rievoca il ricordo di Filippo e provoca in questo modo l’ira di Alessandro, il quale senza indugio lo trafigge con una lancia. Il giorno seguente, Alessandro piange smodatamente per lui e si lamenta dal dolore, ma il pianto e il suo rimorso del delitto non ridanno indietro la vita al povero Clito.

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