valentina91kira
valentina91kira - Erectus - 94 Punti
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cosa è il verismo ?
coltina
coltina - Genius - 11961 Punti
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Di guardare su wikipedia forse era capace da sè!!!!!!!
E poi si citano le fonti!!!!!!

https://www.skuola.net/ottocento-letteratura/800-contesto-storico/verismo-impressionismo.html
https://www.skuola.net/ottocento-letteratura/800-contesto-storico/il-verismo-le-origini.html

Cerco di darti i punti principali.......
Movimento italiano, costola del naturalismo francese.
Nato nella 2° metà dell'800.
Figlio del Positivismo (correte filosofica) e del darwinismo
Tratta la realtà umana con occhi scientifici, analizza come se si tarttasse di un esperimento.
La società umana è regolata dagli stessi principi del mondo naturale (vince il più forte, il più adatto, non si può cambiare la propria natura.....)
Nega qualsiasi intervento divino, qualsiasi giustizia sociale o teleologia della vita umana.
Descrive in modo distaccato ed oggettivo i personaggi creati, coem se non fossero invenzioni dell'autore.
L'autore non dice mai la propria opinione sulle vicende (narratore esterno) creando così il senso di impersonalità.
Per far parlare i personaggi usa una verosimile, con dialettismi.
I personaggi sono quasi sempre di classi sociali basse e disagaiate.
Fra i maggiori auotri stranieri Zola e fra gli italiani Verga e Capuana

piccola princess
piccola princess - Sapiens - 532 Punti
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IL VERISMO
Il Verismo è un forte movimento letterario naturalista che si afferma negli anni settanta del XIX secolo e riproduce sostanzialmente nella sua poetica quella del Naturalismo francese, ma con caratteri regionalistici derivanti da una situazione economica e sociale segnata dal ritardo dell'industrializzazione e dalla centralità della questione contadina. Nel verismo il narratore è come se fosse uno dei personaggi stessi, è al loro livello e narra i fatti con la loro mentalità. Alla fine del 1870 quando l'Italia era stata appena costituita in unità ed i problemi esistenti si erano fatti più acuti e pressanti, quando la questione sociale dei rapporti fra patronato e masse lavoratrici stava diventando pericolosa per la stabilità sociale, gli scrittori veristi italiani, prendendo le mosse dal naturalismo francese, elaborarono le loro teorie letterarie creando opere che modificarono il modo d’intendere l’arte dello scrivere.
Il modo di concepire la letteratura da parte del verismo italiano fu ben diverso da quello del Naturalismo francese.

LA NASCITA
Il Verismo nasce sotto influenza del clima del positivismo, quell'assoluta fiducia nella scienza, nel metodo sperimentale e negli strumenti infallibili della ricerca che si sviluppa e prospera dal 1830 fino alla fine del XIX secolo. Inoltre, il Verismo si ispira in maniera evidente al Naturalismo, un movimento letterario diffuso in Francia a metà ottocento. Per gli scrittori naturalisti (come Émile Zola, Guy de Maupassant) la letteratura deve fotografare oggettivamente la realtà sociale e umana, rappresentandone rigorosamente le classi comprese quelle più umili, in ogni aspetto anche sgradevole; gli autori devono comportarsi come gli scienziati analizzando gli aspetti concreti della vita.

Si sviluppa a Milano, la città dalla vita culturale più feconda, in cui si raccolgono intellettuali di regioni diverse; le opere veriste però rappresentano soprattutto le realtà sociali dell'Italia centrale, meridionale e insulare. Così la Sicilia è descritta nelle opere di Giovanni Verga, di Luigi Capuana e di Federico de Roberto; Napoli in quelle di Matilde Serao e di Salvatore di Giacomo; la Sardegna nelle opere di Grazia Deledda; Roma nelle poesie di Cesare Pascarella; la Toscana nelle novelle di Renato Fucini.

Il primo autore italiano a teorizzare il verismo fu Luigi Capuana, il quale teorizzò la "poesia del vero"; in seguito tuttavia Verga, che dapprima era collocabile nella corrente letteraria tardoromantica (era stato soprannominato il poeta delle duchesse e aveva un successo notevole) intraprese la strada del verismo con la raccolta di novelle Vita dei campi e infine col primo romanzo del Ciclo dei Vinti, I Malavoglia, nel 1881. In Verga e nei veristi, a differenza del naturalismo, convive comunque il desiderio di far capire al lettore il proprio punto di vista sulla vicenda, pur non svelando opinioni personali nella scrittura.

TECNICHE
La "particolarità" del verismo rispetto ad altre tecniche narrative è l'utilizzo del "Principio dell'Impersonalità", tecnica che, come mostrato da Verga, consente all'autore di porsi in un'ottica di distacco nei confronti dei personaggi e dell'intreccio del racconto. L'impersonalità narrativa è propria di una narrazione distaccata, rigorosamente in terza persona e, ovviamente, in chiave oggettiva, priva, cioè, di commenti o intrusioni d'autore che potrebbero, in qualche maniera, influenzare il pensiero che il lettore si crea a proposito di un determinato personaggio o di una determinata situazione. Il verismo, come si vede in Verga – si interessa molto delle questioni socio-culturali dell'epoca in cui vive e si sviluppa. In Giovanni Verga, per esempio, ritroviamo in molte opere la questione della situazione meridionale, dei costumi e delle usanze, del modo di vivere assai diverso rispetto a quelli del nord Italia.

Secondo Verga, non è possibile che un personaggio di umili origini riesca in qualche modo, per quanto esso valga, a riemergere da quella condizione in cui è nato (''concetto dell'ostrica'). Non è possibile che un povero diventi ricco. In questo caso vi è la consueta eccezione narrativa nella novella La roba, in cui il povero e umile contadino Mazzarò riesce a divenire ricco, grazie al suo impegno. Ma anche giunto a una condizione relativamente benestante, o quanto meno comoda, il personaggio non potrà mai vivere tranquillamente, non potrà mai integrarsi in quello che si definisce l'ambiente alto-borghese, proprio perché egli non vi appartiene di nascita. Questo principio triste e sconsolante ha come soggetto narratori popolari, quasi sempre contadini o artigiani, che spiegano a modo loro la vicenda, talvolta usando espressioni gergali. Gli autori veristi, in particolare Verga, tendono ad usare un linguaggio non colto, che si caratterizza per l'assenza di segni grammaticali, celebre è anche l'artificio di regressione. È da citare, da ultimo, il principio della concatenazione e della concatenazione opposta; il primo consiste nel porre a poca distanza parole di significato analogo, il secondo di mettere una parola e subito dopo il suo contrario. Si termina con la ripetizione narrativa, la quale, come si capisce, privilegia le ripetizioni.

Spero di esserti stata utile...altrimenti torna di nuovo quì!!

Ciao :hi :blowkiss
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